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Mazinga Z: il gigante d’acciaio di Go Nagai

Il 3 Dicembre del 1972, faceva il suo esordio sulle tv giapponesi, un anime con protagonista un ragazzo che guidava un robot gigante che sparava i pugni e raggi laser dagli occhi: iniziò quel giorno l’avventura di Mazinga Z, il primo vero Super Robot giapponese. Sono passati 48 anni da quel giorno, eppure la ruggine non ha scalfito nemmeno un po’ la corazza in Super Lega Z di un personaggio che grazie al suo creatore Go Nagai ha saputo rigenerarsi e in molti casi reinventarsi radicalmente, nel corso degli anni. E se qualcuno volesse mettere in dubbio il successo di questo robottone con i piedi goffi, basta pensare che l’ultimo film di cui è protagonista, Mazinga Z: Infinity è stato uno dei protagonisti della Festa del Cinema di Roma del 2017.

Chi è Mazinga Z?

Mazinga Z è un robot dotato di tecnologie avanzate e armi devastanti. Il suo corpo metallico è composto di Super Lega Z, una nuova lega indistruttibile ricavata dal rarissimo minerale Japanium scoperto sotto il Monte Fuji, e alimentato ad energia Foto Atomica. Mazinga Z è stato progettato dallo scienziato Juzo Kabuto, ricercatore che durante una spedizione archeologica sull’isola di Bardos in Grecia, scoprì le rovine di un’antica civiltà i Micenei, un popolo che aveva avanzatissime conoscenze tecnologiche ed erano in grado di costruire enormi statue meccaniche che venivano comandate attraverso una verga del comando.

Insieme al Professor Kabuto, c’era anche un altro ricercatore: il Dottor Hell, che dopo la grande scoperta uccise tutta la spedizione ad eccezione di Kabuto che riuscì a fuggire e a creare segretamente un robot da combattimento per contrastare il folle piano del Dottor Hell, Mazinga Z.

Dottor Hell, Dottor Inferno nella versione italiana
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Alla morte del professor Kabuto, il robot viene ereditato da suo nipote Koji Kabuto (ryo nella versione italiana), ragazzo di buon cuore ma spavaldo e arrogante, che si troverà suo malgrado a dover difendere la terra dagli attacchi dei mostri meccanici inviati dal Dottor Hell. Koji pilota il Mazinga Z tramite l‘Hover Pilder, o Aliante Slittante nella versione italiana dell’anime, un hoverboard rosso che si va a posizionare nella testa del robot diventandone parte e che nel corso della storia verrà distrutto e sostituito dal più performante Jet Pilder. Non ci sorprende più di tanto scoprire che la parola Kabuto significa proprio testa ed era usata per indicare l’elmo delle armature dei samurai. Koji diventa quindi il cervello del robot e combatte in prima persona le battaglie. Nella sua battaglia contro i mostri meccanici del Dottor Hell, Koji Kabuto avrà a disposizione l’invidiabile arsenale di armi di cui il Mazinga Z è dotato:

  • Pugno Razzo: l’arma iconica di Mazinga, il pugno e l’avambraccio vengono sparati verso i nemici e tramite propulsori interni tonano al loro posto. Può essere potenziata facendo fuoriuscire dai lati della lame mortali.
  • Missile Centrale: un missile devastante collocato nella pancia del robot
  • Missili Digitali: una raffica di missili che partono dalle punte delle dita.
  • Missili Perforanti: inseriti nel gomito del robot, questi missili a ripetizione possono colpire più nemici contemporaneamente.
  • Raggio Congelante: Questi raggi in grado di ghiacciare i nemici o di spegnere incendi, escono dalle “corna” ai lati della testa di Mazinga.
  • Raggio Ciclonico: una nube acida che fuoriesce dalla “bocca” del robot, in grado di corrodere in poco tempo anche la Super Lega Z
  • Raggio Termico: le placche rosse sul petto di Mazinga emettono un forte raggio di calore che scioglie qualsiasi tipo di metallo
  • Jet Scrander: questo mezzo alato a propolsione si aggancia al robot permettendogli di volare fino a Mach 3. Le ali sono lame affilatissime e possono essere usate anche come arma da corpo a corpo, e all’occorrenza possono sparare letali scariche di shuriken esplosivi chiamati Lame Croci del Sud

Mazinga Z Infinity, Raggio Termico (Burst Fire)
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Per sconfiggerlo il Dottor Hell si servirà di diversi araldi:

  • Il Barone Ashura: creato dal Dottor Hell riportando in vita le mummie di due amanti che furono condannati a causa della loro relazione proibita, Ashura ha metà corpo maschile e metà corpo femminile; le due metà hanno pensieri e voci indipendenti dall’altra ma entrambe sono guidate dalla venerazione per il loro creatore e sono disposte a tutto per di meritare la sua attenzione. É un abile stratega e uno dei personaggi più caratteristici fra quelli creati da Go Nagai per il suo dualismo.
  • Il Conte Blocken: un soldato nazista rimasto decapitato in un incidente d’auto, Blocken è stato rianimato da Hell con un crpo metallico e la sua testa può essere separata dal corpo. La sua rivalità con il Barone Ashura per essere il braccio destro del Dottor Hell è enorme.
  • Duca Gorgon: rappresentante del popolo di Micene, ed è stato lui a concedere ad Hell la possibilità di utilizzare i mostri meccanici per conquistare il mondo. Il suo aspetto è quello di un centauro formato dal corpo di un uomo con la pelle blu, attaccato alla parte posteriore di una tigre dai denti a sciabola.
  • Visconte Pygman: Un enorme guerriero Masai che al posto della testa ha il la metà superiore del corpo di un pigmeo esperto d’incantesimi e stregonerie.
La creazione del Barone Ashura
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Fortunatamente anche Mazinga Z avrà degli alleati, altri robot creati dal dottor Yumi, nuovo direttore dell’istituto per le ricerche sull’energia foto atomica dopo la morte di Juzo Kabuto. Il primo era Aphrodite A: robot dalle fattezze femminili e costruito con tecnologia simile a quella di Mazinga Z anche se nettamente inferiore come prestazioni. La sua arma caratteristica sono i missili sparati dai seni. Aphrodite A è pilotata da Sayaka Yumi, figlia del dottore omonimo e futura relazione amorosa di Koji. Nel corso della serie verrà distrutta e Sayaka piloterà il nuovo robot Diana A, sempre con fattezze femminili ma più prestante rispetto al modello precedente.

Il secondo invece era Boss Robot: un robot costruito con pezzi di rottami che prende il nome dal suo pilota Boss, rivale di Koji Kabuto e spalla comica della serie. Ha a disposizione una serie di armi che imitano quelle del Mazinga ma totalmente inefficienti, anche se dotato di abbastanza forza fisica da poter spostare il Mazinga Z e Aphrodite A lontano dal pericolo. Il Boss Robot può cambiare espressione mostrando paura, imbarazzo e rabbia, in diverse occasioni si è travestito e porta le sue armi in uno zaino che si carica in spalla. Ultimo ma impossibile da non citare è che si guida con una specie di volante o timone.

Boss Robot
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Alcuni dati tecnici del Mazinga Z:

Altezza: 18 metri
Peso: 20 Tonnellate
Velocità: 50km/H (Camminata), 360Km/H (Corsa)
Velocità di Volo: Mech 3 (Jet Scrander)
Altitudine Massima: 20.000 metri
Peso Massimo sollevato: 150 Tonnellate
Potenza: 65.000 Cavalli
Alimentazione: Energia Foto Elettrica

Go Nagai, il padre dei Super Robot

Il geniale creatore di Mazinga Z, Goldrake e tantissimi altri eroi d’acciaio è Kiyoshi Nagai, più noto con il nome di Go Nagai, è a pieno titolo il padre dei Super Robot, ovvero i robottoni giapponesi meno realisti rispetto ai Real Robot in stile Gundam. Sia ben chiaro, non è che prima di lui non esistessero, ma sicuramente è grazie a Go Nagai se un negli anni seguenti alle sue creazioni, il genere robotico diventerà uno dei più prolifici nelle opere per ragazzi prodotte in Giappone. Nato nel settembre 1945 in un Giappone annichilito dalla sconfitta della Seconda Guerra Mondiale e dai due terrificanti attacchi delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, cresce ascoltando le storie della guerra dai sopravvissuti e vedendo intorno a lui le conseguenze di atti che considera disumani.

Il Maestro Go Nagai
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Non è un caso se nelle sue opere molti cattivi hanno l’aspetto dei soldati del Terzo Reich. La sua passione per i miti classici romani e greci traspare spesso dalle sue opere, amore più volte dichiarato dallo stesso Go Nagai, ma una forte influenza che ha segnato la sua produzione artistica, viene dalla Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustave Doré (e che molti anni dopo avrà la possibilità di illustrare con il suo stile): dopo averla letta da ragazzo Nagai gettò e basi per il dilemma morale che guida molti dei suoi personaggi a cominciare proprio da Koji Kabuto di Mazinga Z: se avessi un potere immenso come lo useresti? saresti un Dio oppure un Demone?
Quesito che avrà la sua massima intensità nel meraviglioso capolavoro che è Devilman.

Caronte, nella versione nagaiana della Divina Commedia
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Molti dei suoi protagonisti e spesso anche alcuni degli antagonisti, si muovono in situazioni a metà fra il bene e il male, e guidati da eventi e motivazioni che non li rendono figure piatte o scontate. Non mancano mai anche momenti comici e un pizzico di erotismo e di desiderio di libertà sessuale.
Fra i personaggi da lui creati, che variano da studenti, robottoni, giovani disinibite, ci sono: Goldrake, Jeeg Robot, Violence Jack, Mao Dante, Getter Robot, Cutie Honey, Gaiking, Gloyzer X, e tanti tanti altri.

Il Manga e l’anime

La fama di Mazinga Z arrivò con l’anime, che come abbiamo già ricordato esordì su Fuji Tv il 3 Dicembre 1072, ma il nostro eroe era già conosciuto al pubblico giapponese grazie al manga di Go Nagai pubblicato sulla rivista Weekly Shōnen Jump, punto di riferimento dei fumetti action, che sulle sue pagine ha ospitato nomi entrati nell’olimpo dei manga come Dragon Ball, Saint Seiya, Hokuto no Ken, Bleach, My Hero Accademia, Naruto, Sam Dunk e One Piece, solo per citarne alcuni.

Nell’Agosto del ’73 la serializzazione venne interrotta a causa delle elevate richieste economiche di Go Nagai e anche al fatto che i contenuti del manga stavano virando verso quelli destinati ad un pubblico più adulto e che si distanziavano da quelle più leggere dell’anime in corso. Il manga di Go Nagai passo alla rivista TV Magazine della Kodansha, che però pretese da Nagai di ricominciare da capo ma seguendo uno stile e una storia simili a quella che veniva trasmessa in TV.

Nel Dicembre del ’72 venne pubblicato un altro manga in collaborazione con Gosaku Ōta, con ritmi più comici rispetto al cartone animato, ma che andando avanti crebbe di intensità; questa versione fu la prima ad essere tradotta in Italia sulla rivista Manga Classic di Granata Press nel 1992.

In Italia Mazinga arrivò sulle TV solo nel 1980, seguendo quella che venne definita l’invasione giapponese che seguì il successo di Ufo Robot Goldrake e che permise ai bambini dell’epoca di godere di decine di serie robotiche nipponiche. In realtà Mazinga Z è la prima parte di una trilogia formata da lui, Il Grande Mazinga e Goldrake, anche se questi due vennero trasmessi prima sulle nostre reti televisive, adattate in maniera abbastanza spartana per poter essere viste come serie singole, nonostante alcuni personaggi fossero ricorrenti in tutti capitoli.

Il Grande Mazinga, Goldrake e Mazinga Z
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Ad esempio, Ufo Robot Goldrake si apre con l’arrivo di Koji Kabuto, qui chiamato Alcor, a bordo di un ufo progettato da lui, e non fa mai riferimento al Mazinga; oppure il Grande Mazinga che fa la sua comparsa nell’ultima puntata di Mazinga Z  creando il  collegamento fra le due serie.

1, 10, 1000 Mazinga

La saga non si è fermata alle tre opere principali di Go Nagai che vedono protagonisti Mazinga Z, Il Grande Mazinga e Goldrake. Il Maestro, che si dice essere sempre molto critico con le sue opere, ha rilanciato più volte la storia di Mazinga, perchè se Goldrake è sicuramente quello che gli ha permesso di diventare la figura leggendaria che è oggi, Mazinga Z e Koji Kabuto sono di certo i suoi figli prediletti.

In MazinSaga ad esempio, versione alternativa della storia originale, Koji Kabuto riceve dal padre l’armatura di Dio, un antico artefatto di materia spirituale zeta che concede al proprietario i poteri di un Dio o di un Demone. Koji sconvolto dalla brutale morte di Sayaka perde il controllo e dopo aver devastato la Terra, viaggia nello spazio e nel tempo fino a ritrovarsi su Marte nel futuro, dove incontrerà diversi personaggi tratti da varie opere di Go Nagai, in versioni decisamente particolari.

Doublas M2 e Garada K7, nemici storici che sono apparsi in tutte le saghe di Mazinga
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

GodMazinger, altro manga scollegato dalla serie classica, Mazinga è una statua di pietra semovente che combatte contro un esercito di dinosauri, e se questa vi sembra strana aspettate di conoscere  Z Mazinger, in cui il protagonista è praticamente Zeus, il dio greco. MazinKaiser è invece un sequel della saga che non tiene conto della parte riguardante Goldrake, in cui Koji scopre che suo nonno Juzo aveva costruito per lui un robot ancora più potente del Mazinga Z chiamato Mazinkaiser. Da Mazinkaiser verrà poi tratta una nuova versione alternativa chiamata Mazinkaise SKL dai toni molto più dark e che contiene riferimenti al film Equilibrium e alla tecnica di combattimento marziale con le pistole; alla guida del robot ci sono due piloti che si alternano alla guida a seconda delle competenze di combattimento richieste.

Le più recenti apparizioni di Mazinga Z sono Mazinger Edition Z: The Impact e Mazinga Z Infinity. Il primo è un reboot della serie classica che include elementi da tantissime altre serie Nagaiane come Devilman, e Mao Dante; l’altro è un film di animazione ambientato 10 anni dopo la sconfitta del popolo di Micene, che vi consigliamo di vedere per la bellezza delle animazioni e dei combattimenti.

Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Curiosità

L’ispirazione per la creazione di Mazinga Z  venne a Go Nagai una mattina mentre andando al lavoro rimase bloccato in un ingorgo stradale e pensò che sarebbe stato fantastico se l’abitacolo della sua macchina fosse stato munito di gambe e braccia per muoversi agilmente nel traffico evitando le altre macchine. Inizialmente Koji Kabuto avrebbe dovuto pilotare il Mazinga Z con una moto che tramite una rampa andava a posizionarsi sulla testa del robot, sappiamo che in seguito fu sostituita dall’Hoover Pilder e in poi dal Jet pilder, ma l’idea fu utilizzata per il robot di Sayaka, Aphrodite A.

Primo concept per il Robot
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

In un’incontro con i fan avvenuto a Roma in occasione della sua partecipazione al Napoli Comicon 2007, Go Nagai disse che vista la sua passione per i miti greci non gli sarebbe dispiaciuto che anche i suoi eroi un giorno potessero diventare delle statue giganti. Quello che il Maestro non sapeva è che una statua di Mazinga Z alta 10 metri, esiste già dalla fine degli anni 70 a Terragona in Spagna.

Statua di Mazinga Z a Terragona, Spagna
Mazinga Z: il gigante d'acciaio di Go Nagai

Mazinga Z non è il primo Super Robot ad arrivare in TV, prima di lui ci sono stati Super Robot 28 e Astroganga, ma pur essendo serie robotiche non rientrano nei canoni del super robot in quanto uno era comandato a distanza tramite un telecomando, e l’altro era un essere senziente e composto di metallo biologico.

In occasione del 25° anniversario della Dynamic, e con l’uscita del Mazinkaiser, furono prodotti 4 video che formavano un corto di 7 minuti circa, per omaggiare i robot di Go Nagai e in particolare il Mazinga Z.

Quella di Mazinga Z è una serie storica che non può mancare in una collezione degna di questo nome, “Mazinga Z la serie completa in 12 Blu-Ray” è su Amazon e la trovate a questo link, oppure potete scoprire anche Go Nagai: La Divina Commedia, Omnibus, Con litografia la trovi qui.