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Monstress Vol. 3 – Rifugio: la recensione del terzo volume di Liu e Takeda

Monstress Vol. 3 – Rifugio
Genere
Fantasy
Formato
Cartonato
Autore
Marjorie Liu, Sana Takeda
Editore
Mondadori
Collana
Oscar Ink

Monstress Vol. 3 – Rifugio: Marjorie Liu e Sana Takeda ci spingono ancora una volta nella realtà fantastica e crudele del Mondo Conosciuto, sulle orme di Maika Halfwolf, dei suoi amici Kippa e Ren Mormorian e del Dio Antico che, suo malgrado, è ormai parte della ragazza. Il viaggio della giovane e combattiva arcanica la conduce, nel terzo volume di Monstress, nella città di Pontus, dove la attende una nuova minaccia.

Monstress

Il risveglio di un Dio Antico

Dopo le rivelazioni fatte a Maika sull’Isola delle Ossa, nel secondo volume di Monstress, la giovane Halfwolf ha preso nuovamente il largo a bordo della Jolly Ravager; tuttavia, le Regine di Sangue che governano sulla città di Thyria le danno la caccia e, proprio tra le prime pagine di Rifugio, troviamo il vascello assediato dalle navi nemiche. Il risveglio di un Dio Antico, il Guardiano della Frontiera che vive nelle profondità marine, impedisce però il passaggio alla flotta delle Regine e consente invece al capitano Syryssa della Jolly Ravager di approdare a Lacrima Amara, porto della città di Pontus.

Monstress

Così mentre Zinn, il monstrum che alberga in Maika, dorme silente da diversi giorni, la ragazza ed i suoi amici studiano un modo per raggiungere nuovamente Thyria, dove sembra che le Regine di Sangue custodiscano un oggetto che Maika vuole ottenere: uno dei cinque frammenti di una maschera in grado di risvegliare un potere inimmaginabile. I loro piani vengono però interrotti dal ritorno di Corvin D’Oro, il quale conduce da Maika l’ingegnera reale di Pontus, Vihn Nem. Quest’ultima afferma che la giovane Halfwolf sia l’unica a poter alimentare e riattivare lo scudo progettato secoli prima dalla Sciamana Imperatrice per proteggere Pontus: lo scudo, usato l’ultima volta durante la terribile guerra che ha lacerato il mondo intero, adesso è disattivato e solo chi possiede il sangue della Sciamana Imperatrice nelle proprie vene può rimetterlo in funzione.

Monstress

Dopo un primo, fallimentare tentativo, Maika deve recarsi negli antichi laboratori sotterranei della sua antenata e trovare un marchingegno che possa riparare lo scudo ormai distrutto; qui la ragazza e Zinn fronteggiano i numerosi guardiani meccanici disseminati nelle antiche sale, mentre su, nella città di Pontus, le streghe della Cumaea fanno la loro comparsa per sfruttare la mancanza di difese e risvegliare un Dio Antico portatore di distruzione, usando due frammenti della maschera.

Monstress

L’antico fratello di Zinn incombe sui cieli di Pontus e sarà compito di Maika e dell’entità che vive nel suo corpo impedire che il dio ormai ridestato scateni il suo potere sulla popolazione: la giovane arcanica dovrà riuscire a riattivare lo scudo e porre fine alla minaccia. Ma il pericolo non giunge solo sotto forma di un’antica divinità: Kippa sparirà all’improvviso, e Ren Mormorian potrebbe sapere più di quel che dimostra riguardo alla faccenda.

Rifugio

Il terzo volume del fumetto realizzato da Marjorie Liu e Sana Takeda, edito in Italia da Mondadori Oscar Ink, si è proposto fino ad ora come un fantasy caratteristico per i suoi elementi steampunk, le sue note horror e tenebrose, i continui richiami alla cultura orientale, oltre che per alcune delle sue bellissime tavole che sembrano quasi illustrazioni art nouveau dark. Monstress ha fornito inoltre, nei primi due volumi che raccolgono i capitoli del fumetto, un certo grado di azione e mistero capace di appassionare i lettori.

Monstress Vol. 3 – Rifugio mescola invece al suo interno momenti più “riflessivi” e distesi, che diluiscono leggermente la trama, a pagine ricche di tensione e colpi di scena. Si potrebbe dire che la prima metà di questa graphic novel sia più dialogata, dove diversi personaggi che operano “dietro le quinte” del conflitto che segna il Mondo Conosciuto si adoperano per portare avanti le loro macchinazioni.

Abbiamo così alcuni scambi tra le figure della Federazione (la frangia che governa gli Umani), ad esempio, o tra le streghe della Cumaea, che con i loro piani misteriosi infondono alla lettura toni più enigmatici, ma allo stesso smorzano quella tensione che Monstress riesce invece a costruire soprattutto quando sono Maika ed suoi compagni ad essere i protagonisti della scena. Ecco allora che, finché quest’ultima non si ritrova nelle tenebre del laboratorio della Sciamana Imperatrice, non abbiamo dei veri e propri momenti d’azione reale.

Monstress

Una nota di merito, tuttavia, va in questo volume allo spazio (seppur piccolo) dedicato ai profughi che a Pontus hanno trovato un rifugio. La città ospita infatti un campo profughi in cui si raccolgono centinaia di individui sopravvissuti alla guerra e qui vi si reca Kippa, dopo aver scoperto che tra essi vi sono anche diversi arcanici dalle sembianze di volpe proprio come lei. La piccola desidera infatti avvicinarsi alla “propria gente” ed è così che decide di rimanere con essa per portare il proprio aiuto a chi ne ha più bisogno.

Monstress

È un breve, fugace spaccato in Monstress su quella fetta di popolazione che non vive tra le pagine dorate e arabescate in cui si muovono i personaggi principali e di cui in passato ha fatto parte anche Maika: un modo per raccontare anche di chi subisce i conflitti e i piani malvagi macchinati da altri, vivendo nella fame e nella miseria, ma senza rinunciare all’aiuto reciproco e alla solidarietà. Rifugio allora, probabilmente, non solo per ciò che Pontus rappresenta grazie al suo scudo magico in grado di difendere la città da qualunque pericolo, ma anche per la presenza di quell’accampamento in cui chi vive ai margini di questo mondo trova ospitalità e supporto.

Largo ai mostri

Sebbene in questo terzo volume di Monstress vi siano numerosi dialoghi che diluiscono un po’ la trama nella sua parte iniziale, la graphic novel di Liu e Takeda contiene anche una buona dose di suspense data dagli scontri di Maika e Zinn contro i guardiani risvegliati nel laboratorio, ad esempio, o tra la ragazza e le streghe Cumaea che sembrano qui riuscire nei loro intenti.

Monstress

Un elemento che tuttavia colpisce in Monstress Vol. 3 – Rifugio è la presenza rimarcata più volte – e fortemente apprezzata – degli Dei Antichi. Le mostruose entità che appaiono come spaventosi grovigli di tentacoli ed occhi, sembrano avere qui un maggiore risalto e fanno la loro comparsa più volte con la loro presenza immensa e soverchiante. Gli enormi mostri che in questo mondo hanno poteri divini sono senza dubbio delle creature dal sapore lovecraftiano e tingono Monstress di note più horror, date qui soprattutto dal Dio Antico risvegliato su Pontus dalla Cumaea – orribile e spaventoso.

Monstress

Inutile dire, tuttavia, che il vero mostro protagonista è qui Zinn, il quale alterna atteggiamenti sinistri e grotteschi a comportamenti quasi “paterni” e amorevoli verso Maika, portando chi legge a sviluppare una sorta di simpatia – sempre con molte riserve – verso questo personaggio così misterioso ed ambiguo, oltre che raccapricciante a vedersi.

Il terzo volume di Monstress: trovate Monstress Vol. 3 – Rifugio cliccando su questo link.

Monstress Vol. 3 – Rifugio

Marjorie Liu e Sana Takeda ci portano di nuovo sulle orme di Maika Halfwolf, nella loro graphic novel fantasy che si trova all’incrocio tra steampunk e horror, in cui una giovane combattente sfuggita alla guerra dovrà lottare ancora per scoprire la verità sul Dio Antico che abita il suo corpo. Rischiando tuttavia di perdere i suoi nuovi compagni di viaggio.

Verdetto

Sebbene questo terzo capitolo della saga creata da Liu e Takeda si presenti più dialogato e con una trama leggermente più "diluita" rispetto ai suoi predecessori, la presenza della minaccia incombente data dalle divinità antiche e l'azione caratteristica degli scontri che abbiamo imparato ad apprezzare in questa graphic novel, rendono Monstress Vol. 3 - Rifugio un fumetto che risulta ancora una volta vincente ed entusiasmante.

Pro

- La scelta di dare un piccolo spazio anche alla popolazione che vive ai margini del Mondo Conosciuto;
- La presenza più accentuata degli Dei Antichi e delle loro figure minacciose;
- Scontri coinvolgenti, realizzati come sempre dalla mano sapiente di Takeda

Contro

- Diversi dialoghi "politici" che smorzano lievemente il ritmo del racconto