Giochi di ruolo

Personaggi iconici di Dungeons & Dragons: Orcus

E’ da poco uscita ad opera di  Wizkids/Neca la splendida miniatura di Orcus, per la serie Icons of the Realms di Dungeons&Dragons.  Ne approfittiamo per darvi qualche informazione in più sulle origini di questo personaggio iconico. Essendo un personaggio presente fin dalle origini di D&D la sua storia è stata riscritta più volte a seconda delle varie edizioni del gioco e dell’uso che i game designer ne volevano fare. Quindi possiamo dire che quella qui presentata è UNA delle storie possibili…

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L’aspetto fisico non è tutto ma…

Orcus è il Principe Demoniaco dei Non Morti. In genere è raffigurato con la testa e le gambe di una capra, con le corna ritorte simili a quelle degli arieti, un corpo orribilmente rigonfio, ali da pipistrello e, a volte, con una coda lunga e sinuosa. Orcus è l’incarnazione della malvagità, non si preoccupa di nulla tranne che di se stesso e della diffusione della miseria e del male per tutto il multiverso. Il suo desiderio è che le creature viventi vengano spazzate via e sostituite dalla sue legioni di non morti.

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Le sue armi

Uno dei suoi simboli più famosi è la Bacchetta di Orcus, chiamata anche la Bacchetta della Morte. Si tratta di una bacchetta, con un teschio alla sommità, che ha il potere di uccidere qualsiasi essere vivente. Si dice che Orcus, di tanto in tanto, si diverta a lasciarla cadere nelle mani dei mortali, in modo che essi lottino per il suo possesso e portino così il caos nel mondo.
Inizialmente Orcus brandiva anche una potente arma nota come Orcusword, uno spadone +6 che permette di accedere ad alcuni tipi di incantesimi divini, che ora viene custodita sul piano dell’Energia Negativa nella cittadella di Tchian-Sumere, sorvegliata da Alzogra The Bloated e Yleris, uno yugoloth negromante.

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Le origini

Orcus, come molti dei più potenti Signori dei Demoni che lottano per il potere nell’Abisso, ha iniziato la sua esistenza come mortale sul Primo Piano Materiale. Probabilmente era un malvagio stregone o un sacerdote di qualche divinità oscura. Dopo la sua morte, la sua anima finì nell’Abisso e Orcus iniziò la sua vita ultraterrena come un’umile e misera larva. Orcus scalò i ranghi demoniaci nelle successive migliaia di anni, passando da larva a mane, da mane a dretch, da dretch a rutterkin, da rutterkin a vrock, da vrock a glabrezu, da glabrezu a nalfeshnee e infine divenne un balor. Da lì si elevò fino al grado di Signore dei Demoni, diventando il Principe dei Non Morti e governatore del Thanatos, il Ventre della Morte. Sempre desideroso di più potere, Orcus ha bramato a lungo di essere riconosciuto anche come “Principe dei Demoni“, titolo però detenuto da Demogorgon e ambito anche dal demone Graz’zt. Per questo le tre entità sono in eterno conflitto.

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La divinità!

Col tempo, Orcus raggiunse anche la vera divinità ma poco dopo la sua ascensione divina fu ucciso dalla semidea drow Kiaransalee, che assunse il dominio dello strato dell’Abisso di Orcus e rinchiuse la sua mortale bacchetta nell’ultimo strato del Pandemonio. Kiaransalee decretò che il nome di Orcus fosse cancellato per sempre da tutta l’esistenza e che non si parlasse mai più di lui. Ma è difficile eliminare per sempre una divinità e una peculiare combinazione di eventi ha finito per sventare i piani di Kiaransalee: la manomissione da parte del lich Acererak della natura del Piano dell’Energia Negativa, le ultime preghiere di Quah-Nomag e il risveglio inaspettato di alcuni dei dormienti del semipiano di Moil si sono combinati per far rianimare lo spirito di Orcus sotto forma di un dio non morto. Assunto il nome di Tenebrous, per nascondersi dai suoi nemici, Orcus ha viaggiato verso le rovine sepolte nelle sabbie di Pelion dove ha ritrovato l’Ultima Parola. L’Ultima Parola è una delle Vere Parole ed è destinata, un giorno, a porre fine al Multiverso stesso e, se pronunciata ad alta voce, può distruggere qualsiasi cosa all’istante, anche le divinità.
Poi andò alla ricerca della sua bacchetta. Durante questa sua ricerca uccise diverse divinità, tra cui Camaxtli, Tomeri, Bwimb, Primus e Maanzecorian il dio illithid. Ma gli sforzi di Orcus furono ostacolati da un gruppo di avventurieri e infine fu nuovamente distrutto dal potere dell’Ultima Parola.

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Le divinità non muoiono mai

Ma Orcus non poteva certo scomparire così facilmente, e un suo seguace, Quah-Nomag, ha provveduto a riportarlo in vita attraverso un complesso e antico rituale. Orcus ha così ripreso in mano il suo regno e il suo titolo anche se ha perso il suo status di divinità. Tuttavia la “divinità” di Orcus è sopravvissuta come entità a sé stante conosciuta col nome di Tenebrous.

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