Cinema e Serie TV

Pirateria: Hollywood chiede per favore di smetterla

I pirati sono i clienti più importanti per l'industria cinematografica. A riconfermare un fatto già affermato tanto volte in passato stavolta ci pensa Liz Bales del gruppo The Industry Trust, del quale fanno parte tutte le major cinematografiche che quotidianamente lottano all'arma bianca contro la pirateria.

"Sappiamo che le persone che violano i contenuti rappresentano il pubblico di maggior valore" ha infatti affermato Bales, che presiede The Industry Trust. Il che sembra un po' paradossale, visto che non sono molti i casi in cui il cliente "di maggior valore" viene trattato alla stregua di un criminale – o anche peggio.

"Vanno al cinema più spesso rispetto alla media e comprano più Blu-ray. È più probabile che abbiano un abbonamento a Sky, e sono grandi appassionati di Lovefilm e Netflix". Se è vero che scaricare è come rubare – un paragone che abbiamo sentito spesso – allora qui abbiamo dei ladri che comprano ciò che rubano.

Complicato? Riproviamo: prima il soggetto A "ruba" un film scaricandolo illegalmente, dopodiché lo compra e magari ne compra anche altri. Rispetto al soggetto B, che non scarica, il soggetto A ha portato nelle casse di Hollywood più denaro. Sembra assurdo, ma sono anni che questa realtà è periodicamente confermata dalle voci più diverse.

La logica suggerirebbe allora di non calcare tanto la mano sulla pirateria, perché verrebbe da pensare che se si bloccano 46 portali torrent in un colpo solo si rischia di perdere il denaro speso da questi clienti. Forse però qualcosa sta cambiando: i gruppi d'interesse del copyright stanno passando dal criminalizzare al suggerire gentilmente di "piratare un po' meno".

"Stiamo dicendo che sappiamo quanto amino i film e diamo valore al denaro che spendono, ma vogliamo solo che facciano un po' più la cosa giusta e un po' meno violazioni", ha infatti spiegato Bales. Il video in questa pagina è parte di questa nuova campagna: immagini ed emozioni per cui "vale la pena pagare" si sostituiscono al famoso "non scaricheresti mai un'auto".

Vedremo se questo nuovo approccio porterà a un qualche risultato positivo per Hollywood, ma sembrerebbe che il problema sia un altro: se i pirati già pagano profumatamente, i produttori non dovrebbero chiedersi come convincere tutto il resto del pubblico che né scarica a sbafo né compra?

Di certo è molto difficile agganciare nuovi clienti che sono palesemente disinteressanti, ma non per questo è corretto chiedere ancora di più a chi già spende più della media. Questa nuova strategia in effetti ha tutto l'aspetto di un tycoon californiano che se ne sta fuori dal cinema con il cappello in mano, e chiede al pubblico pagante un piccolo contributo aggiuntivo. Era quasi meglio la guerra aperta.