Eventi

Prime immagini da Ingenuity, il drone elicottero marziano!

Foto del suolo marziano ne abbiamo già viste moltissime, ma queste che vi andiamo a mostrare sono comunque qualcosa di davvero speciale! Le immagini che vi proponiamo sono infatti state scattate da Ingenuity, il drone NASA simile a un elicottero in dotazione alla missione dell’ormai famoso rover Perseverance (di cui potete acquistare a tshirt a questo link) .

La prima immagine in bassa risoluzione trasmessa da Ingenuity
Ingenuity

Questa prima immagine, ripresa a terra ai piedi di Perseverance (di cui si notano e ruote nella parte superiore) è infatti soltanto un assaggio di quello che il drone, dotato di rotore e del peso approssimativo di 1,8 kg, è in grado di mostrarci una vota decollato, ovvero vedute del suolo marziano da una quota di crociera di circa 3 metri di altezza.

Ingenuity è riuscito a passare indenne l’atterraggio in caduta libera, pur essendo rimasto ancorato a ventre di Perseverance per tutta la durata dell’operazione. Anche se ha toccato il suolo di Marte con soltanto una decina di centimetri di spazio libero al momento dell’impatto, tutto sembra essere andato per il meglio, e il modulo è ora pronto per operare.

Che Ingenuity sia in buone condizioni e in grado di operare in autonomia è un’ottima notizia. Le temperature stimate presenti nel luogo di atterraggio, il Jezero Crater, si aggirano attorno ai -90 gradi Celsius, condizioni che mettono comunque a rischio le delicate componenti elettroniche del modulo e le sue stesse batterie. Non essendo più collegato a Perseverance, il piccolo elicottero marziano dovrà ora trarre energia (e calore per le batterie) soltanto dai suoi pannelli solari.

Ingenuity fotografato da Perseverance on April 4.
Image: NASA/JPL-Caltech
ingenuity

In base a come i sistemi risponderanno alle fredde notti marziane, il centro di controllo potrà decidere se togliere i blocchi alle pale del rotore di Ingenuity, permettendo così al drone di spiccare finalmente il volo nell’atmosfera del Pianeta Rosso, andando così a coprire una zona di ricerca molto più ampia di quella normalmente raggiungibile dal rover “madre” Perseverance.