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Princess Maison 2 e 3, la recensione: continua il viaggio di Sachi Numagoe


Princess Maison 2 e 3
Genere
Slice of life
Formato
Manga
Autore
Aoi Ikebe
Editore
BAO Publishing
Collana
Aiken

Continuano le avventure di Sachi Numagoe in Princess Maison 2 e 3, lo slice of life (scorci di vita) creato dalla mangaka Aoi Ikebe e pubblicato in Italia, a cadenza bimestrale, da Bao Publishing nella sua linea manga Aiken. La serie è composta da sei volumi e si è già conclusa con grande successo in Giappone. Prima di addentrarci nella recensione dei due volumi, vi invitiamo a recuperare la recensione del primo numero per comprendere meglio la tipologia e la storia di questa opera.

Princess Maison

Princess Maison 2: la ricerca minuziosa di Sachi tra solitudine e speranze

Al termine del primo numero avevamo lasciato la protagonista, Sachi Numagoe, alla ricerca di una casa confortevole e in linea con i suoi complessi gusti nell’immensa e caotica metropoli giapponese di Tokyo. Sachi è caratterialmente una ragazza molto pacata e minuziosa e applica queste caratteristiche alla ricerca paziente e dettagliata della sua nuova casa, soprattutto perché Tokyo è una città complessa, ricca di sfaccettature e di piccoli e grandi segreti da scoprire.

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La protagonista, però, cerca una casa ben precisa che rispetti tutte le caratteristiche da lei richieste e questo aspetto è ormai famoso anche per gli agenti immobiliari. Tra questi spicca il signor Date che inizia a prendere a cuore la ricerca appassionata e meticolosa di Sachi arrivando anche a valutare e selezionare, nel suo tempo libero, tutte le abitazioni che pensa potrebbero essere adatte alla protagonista. Nel bene e nel male, però, la calma e la meticolosità della ricerca della giovane è contagiosa tanto che tutti coloro i quali l’aiutano iniziano a seguirne le orme. Il tema del secondo volume, però, ruota anche sul fatto che Sachi è una giovane donna single intenzionata ad aumentare il proprio status quo acquistando una casa. Questo affascinerà e sconvolgerà numerosi personaggi.

La signorina Sachi è un personaggio molto misterioso di cui sappiamo poco della sua vita se non che lavora come cameriera in un izakaya, un tipico locale giapponese in cui si servono bevande accompagnate da cibo, ha trent’anni, vive da sola in affitto in un modesto appartamento, ha uno stipendio accettabile e spende la maggior parte del suo tempo nella ricerca della casa perfetta. Anche in Princess Maison 2 continuiamo a non sapere molto del suo passato e continueremo a chiederci come possa mantenersi una casa nuova e se ha una famiglia o degli amici. Quest’ultimi, infatti, sembrano essere gli agenti immobiliari perché, vedendola praticamente a ogni incontro, hanno cominciato ad affezionarsi alla ragazza e lei a loro costruendo quella che potrebbe lontanamente assomigliare a una vera e propria amicizia.

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Il secondo volume, però, ci descrive più nel dettaglio le difficoltà e i pensieri negativi che deve affrontare giornalmente Sachi. Ci sono, infatti, alcuni capitoli dedicati ad altre donne single simili a Sachi, ma che possiedono una casa di proprietà. Con estrema delicatezza sia nel disegno che nelle parole e nei dettagli, vengono presentate al lettore alcune tematiche crude e importantissime come le difficoltà che devono affrontare le donne sole e lavoratrici in una metropoli come Tokyo, la solitudine e la mancanza di un affetto che spesso crea in loro la nostalgia di tornare alla più confortevole infanzia.

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Per far ciò, Aoi Ikebe inserisce altri personaggi che rendono ancora più sfaccettato il mondo di Princess Maison. Tra questi spicca una casalinga che vive accanto a una strana vicina taciturna e anch’essa sola e una donna single che sfrutta i viaggi come attività per allontanarsi dalla monotonia quotidiana. Tutti questi personaggi, però, sono anonimi e privi di caratterizzazione estetica come segno di universalità emotiva che a volte incontra il dolore e altre volte la gioia, ma in ogni caso ne dimostra la crescita personale. A rafforzare questo concetto, ci pensano alcune pagine dedicate a sondaggi effettuati fra donne adulte appartenenti a tre differenti categorie: coloro che hanno comprato casa, quelle che vivono in affitto e infine le donne che ancora vivono con i genitori. Questi servono a mostrare i diversi pensieri e le differenti condizioni di vita che a volte coincidono e altre volta collidono fortemente.

Princess Maison 3: la quotidianità e l’arrivo della cugina Etsuko

Il terzo volume di Princess Maison, invece, mostra un capovolgimento di fronte perché, per la prima volta, decide di mostrare la quotidianità dei personaggi tra serenità e solitudine eccessiva. Il racconto inizia a mettere al centro della narrazione anche lo scontro tra due diverse realtà: da una parte quella dei personaggi principali che sono sostanzialmente soli e visti come disperati e privi di futuro e dall’altra parte le comparse che compaiono sempre in compagnia di colleghi, amici o partner e che mostrano la loro gioia effimera perché nascondono la tristezza di non avere una libertà.

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Il terzo volume, quindi, mostra gli aspetti negativi e positivi delle differenti scelte di vita che si possono seguire e dimostra come nessuna è priva di positività e negatività. Se finora l’aspetto più negativo dei protagonisti era la solitudine, ora il loro punto di forza è la libertà personale e il pieno controllo del proprio tempo, delle proprie economie e di tutte le decisioni, dalle più insignificanti alle più importanti come, per l’appunto, l’acquisto di una casa.

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La casa, comunque, resta ancora la vera protagonista del racconto perché è il Santo Graal ricercato da ognuno. Questa funge da rifugio dove ripararsi, recuperare le energie, ma anche dove nascondere le proprie debolezze senza renderle note all’esterno. Il percorso di scelta intrapreso da Sachi continua con estrema calma e dedizione, ma non senza problemi. In un apposito capitolo, infatti, la protagonista fa i conti con le responsabilità e le limitazioni di un altro personaggio a lei vicino che arriva all’improvviso per la prima volta: la cugina Etsuko. Il suo personaggio è esattamente opposto a quello di Sachi perché incarna esattamente il prototipo di vita che la società giapponese elogia e apprezza. Le due cugine, però, impareranno a comprendere quanto i due stili di vita opposti possano essere d’insegnamento per entrambe e decretare, quindi, lo stile di vita equilibrato e perfetto.

Princess Maison

Finalmente, inoltre, attraverso alcuni flashback possiamo osservare alcuni eventi della vita passata della protagonista. Scopriamo che Sachi non è sempre stata la persona solitaria e taciturna che abbiamo conosciuto e che il suo desiderio è proprio quello di conoscere qualcuno. Vi è un momento molto significativo in cui osserviamo la giovane protagonista alzare lo sguardo e incontrare con lo sguardo tutte le persone sedute al parco. Si vede proprio il momento in cui le si illuminano gli occhi pensando che con l’acquisto di una casa e l’avanzamento del suo status quo, presto anche lei sarebbe stata parte integrante di quel mondo.

Lo stile artistico originale e funzionale

In entrambi i volumi, i disegni di Aoi Ikebe seguono il tratto avviato con il primo capitolo: semplice, delicato ed essenziale. La forza di Princess Maison è la narrazione profonda e poetica che tramette al lettore calma e tranquillità donando anche un impatto emotivo a tratti sconvolgente perché si avvicina alla realtà di tutti noi più di quanto potessimo immaginare. Le tavole non superano quasi mai la divisione in sei riquadri i quali, a loro volta, sono divisi da un ampio spazio bianco come a voler mostrare visivamente il senso di solitudine e chiusura dei personaggi della storia.

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Questo aspetto lo avevamo parzialmente criticato nella recensione del primo numero, ma proseguendo con la storia comprendiamo maggiormente i motivi di questa scelta stilistica che, comunque, potrebbe far storcere il naso ai puristi del tratto dettagliato e caratterizzato.

Conclusioni

Il secondo volume di Princess Maison continua magistralmente la storia narrata nel primo volume, con la onnipresente calma che non annoia ed emoziona. Il terzo volume, però, osa di più e sicuramente è anche il più toccante e movimentato. Finalmente conosciamo il passato della protagonista e un elemento importante della sua famiglia. In entrambi i volumi, però, Sachi è il personaggio principale, ma le vicende parallele di altre donne sono fondamentali per la narrazione. La ricerca della casa, infine, è solo un pretesto per mostrare le mille sfaccettature della società giapponese.

Princess Maison 2 e 3


Princess Maison racconta con leggerezza e dolcezza le difficoltà dell'emancipazione femminile quando si ha a che fare con la solitudine e la mancanza di una famiglia. Il secondo volume continua la narrazione del primo mettendo a confronto la realtà di Sachi con quella di altre donne nella sua stessa situazione, mentre il terzo volume mostra finalmente una parte del passato della protagonista e osserviamo anche l'ingresso di una sua cugina. Non vediamo l'ora di scoprire in che modo evolverà il loro rapporto e se Sachi riuscirà a esaudire i suoi desideri.

Pro

  • Storia delicata, calma e leggera. Nel terzo volume si movimenta pure un po'
  • La denuncia sociale velata e mai aggressiva
  • Disegni di forte impatto estetico e narrativo...

Contro

  • ...ma potrebbero continuare a non piacere a coloro che cercano più cura nei dettagli