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Cinema e Serie TV

Profumo, odori e passione nella nuova serie Netflix

C’è qualcosa di estremamente conturbante nella figura dei serial killer, che siano personaggi storici o della finzione letteraria, tanto da farli rimanere impressi nell’immaginario collettivo per decenni se non addirittura per secoli interi, facendoli sfumare nella leggenda. Personaggi come Hannibal Lecter o Jack lo Squartatore sono figure affascinanti nella loro complessità e mistero, la cui psiche o il modus operandi sono divenuti frutto di analisi approfondite nel corso del tempo.

Profumo (o Parfum, nella versione originale) è una nuova serie Netflix che ricalca le orme e il mito dell’omonimo libro scritto da Patrick Süskind, ma senza farne una trasposizione fedele né una versione moderna, ma esplorando le ripercussioni che la figura dell’assassino letterario ha sul mondo reale.

Una fragranza inedita

La storia originale era ambientata nella Francia del XVIII secolo, con al centro la storia di Jean-Baptiste Grenouille, un esteta dotato di olfatto sovraumano ossessionato dalla ricerca dell’amore e del profumo perfetto. Tale ricerca lo corrompe a tal punto da spingerlo ad uccidere innocenti donne per sintetizzare il loro odore. Nell’universo del Profumo di Netflix siamo nella Renania tedesca dei giorni nostri e la vicenda prende il via dall’assassinio di una cantante, a cui sono state asportate capelli e le principali ghiandole responsabili del sudore. Ben presto le indagini della polizia, guidate dalla detective Nadja, iniziano a restringersi attorno a un gruppo di ex compagni di classe della vittima, che condividono un armadio pieno di scheletri e segreti.

Nonostante il cambio di setting temporale e spaziale, questo thriller si perde nella stessa matassa oscura di desideri e abusi del romanzo originale, narrando una storia sicuramente non originale, ma magistralmente costruita e ben intrecciata. Fin dalla prima, straniante sequenza, veniamo immersi in un universo dai toni rarefatti, dove raramente si vede la linea dell’orizzonte per colpa della nebbia della regione.

Il cuore della storia ruota attorno al gruppo di amici della vittima, di cui apprendiamo gradualmente il passato tramite dei flashback ben innestati nella narrazione e che rivelano pian piano dettagli fondamentali per definire chi del gruppo è il reale assassino. Se avete visto la prima puntata la risposta vi si parerà da subito avanti, ma non datela per scontata – la sceneggiatura della serie è così stratificata e complessa che farà ribaltare le vostre aspettative.

Profumi freschi o nauseabondi?

Un elemento che salta all’occhio e che definisce in maniera decisiva l’identità della serie è la presenza contestualizzata del libro originale nell’universo narrativo. Tutti i personaggi sono a conoscenza della vicenda di Grenouille e ognuno ne da un’interpretazione diversa, rimarcando l’incredibile ambiguità che viene traslata anche nella vicenda televisiva: Profumo è una storia dove il confine fra manipolatori e manipolati è labile, dove l’utilizzo degli odori è cruciale.

Profumo è uno show estremamente nudo e crudo, non solo per le scene più brutali, ma anche per tutto il filtro della storia: i personaggi vengono mostrati senza filtri nelle loro sfere private, mostrando il loro lato più oscuro. Storie di abusi domestici, di persone sotto terapia e affette da perversioni o più semplicemente alla ricerca di affetto.

Gran parte del tempo lo passiamo a seguire i flashback dell’infanzia del gruppo dei sospettati: qui apprendiamo la natura di alcuni loro disturbi, del loro amore morboso verso la vittima e anche la nascita della loro ossessione per gli odori, emulando le gesta e il credo narrate nel romanzo di Süskind.

Nostalgia olfattiva, e non solo

Nel DNA della serie si possono intravedere influenze dall’Hannibal  di Fueller, dove si crea il magnifico contrasto fra questa fotografia attenta all’estetismo e l’estrema brutalità delle situazioni, ma senza raggiungere i picchi barocchi della serie del cannibale. Un altro nome influente è sicuramente Dark, il primo Original Netflix tedesco, il cui uso sapiente delle luci e degli ambienti oscuri viene ben traslato anche in questo thriller.

Profumo non sbaglia un colpo per tutte le sue sei puntate, quindi la visione è altamente consigliata. Forse l’unico reale difetto, purtroppo comune a tutti questi prodotti provenienti da questa area geografica, è la mancanza di uno o più attori che bucano realmente lo schermo. La sceneggiatura non è pensata per far emergere un personaggio su tutti, anche se si tratta del (reale) colpevole. Ma nonostante questo neo, Profumo è uno show che funziona e che merita il vostro tempo.

Se volete recuperare il libro originale di Süskind, potete trovarlo qua!