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Quentin Tarantino: i migliori film nella nostra classifica

Stilare la classifica dei migliori film di un regista può essere semplice, ma ci sono casi in cui è particolarmente complesso decidere quale pellicola sia meglio di un’altra. Quentin Tarantino rappresenta uno di quei casi: ciascuna pellicola da lui diretta è diventata un cult e non ha mai sbagliato veramente un colpo. Ma evitiamo di dilungarci troppo nell’esprimere la grande passione che proviamo per questo regista dal carattere unico, concentrandoci invece solo sui suoi lavori.

Quentin Tarantino

Quentin Tarantino

Non esistono infatti film di Quentin Tarantino brutti nel vero senso della parola, al massimo leggermente inferiori rispetto agli altri. Con l’imminente uscita italiana della sua ultima fatica, Once Upon a Time in… Hollywood, abbiamo pensato di fare il punto della situazione della sua carriera finora. Per farlo, non c’è modo migliore di passare in rassegna ogni film diretto dal regista, da quello (molto relativamente) meno convincente al migliore, secondo un criterio di giudizio che tiene conto della sua maturazione come regista e sceneggiatore nel corso degli anni. Ovviamente, come tutte le classifiche, anche questa rappresenta la nostra personale opinione, ma sotto ad ogni titolo troverete anche il voto assegnato da Rotten Tomatoes, vi invitiamo anzi a scrivere la vostra nei commenti sotto all’articolo.

10. Grindhouse- A Prova di Morte

Nonostante sia all’ultimo posto di questa nostra classifica, va detto che Death Proof- A Prova di Morte non è affatto un brutto film. Casomai è diverso rispetto al solito, molto più considerabile come puro divertissement, ma è anche un’opera scanzonata, divertente e un grande omaggio ai b-movies degli anni ’60 ’70. Il pubblico, tuttavia, non lo gradì particolarmente ed è associato a quello che molti definirono un periodo di stanchezza del regista. In Italia venne apprezzato ancora di meno per via dell’infelice scelta di mandarlo in sala come film a sè stante, quando invece era inserito in un progetto più ampio, denominato negli U.S.A. semplicemente come Grindhouse. Per i meno informati, si trattava dell’ambizioso tentativo da parte di Quentin Tarantino e dell’amico Robert Rodriguez di realizzare due film di serie b proiettati uno in fila all’altro, esattamente come avveniva in passato nelle cosiddette sale Grindhouse, dove al prezzo di un biglietto si poteva assistere alla proiezione di ben due pellicole, solitamente girate con un basso budget e di genere horror o action, ma sempre di livello piuttosto basso. Separare i due film, senza nemmeno inserire i finti trailer di altre opere, girati da altri artisti di spicco come Edgar Wright Rob Zombie, snaturò alla base l’intenzione dei due registi e Quentin Tarantino dovette subire la delusione di un gigantesco flop. Tuttavia non si può non notare la cura maniacale con cui il regista ricostruì l’atmosfera di film come Punto Zero Zozza Mary, Pazzo Gary, ma soprattutto come abbia creato la storia in modo da mettere a tacere le assurde convinzioni di parte del pubblico circa il fatto che sia sempre stato un regista misogino. Grindhouse- A Prova di Morte è un film estremamente femminile, dove i due gruppi di protagoniste si dimostrano donne forti e indipendenti, insidiate da un maestoso Kurt Russell nei panni di Stuntman Mike, uno dei villain più particolari che si siano mai visti in uno qualunque dei film di Quentin Tarantino , nonchè uno dei suoi personaggi più peculiari in assoluto. In sostanza, la severità con cui il film venne giudicato fu decisamente esagerata, ma è anche comprensibile, se si pensa che uscì qualche anno dopo Kill Bill vol. 2, che era di un livello decisamente superiore.

ROTTEN TOMATOES: 63%

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9. Jackie Brown

Il fatto che questo film straordinario si trovi così in fondo alla classifica la dice lunga sull’intera produzione di Quentin Tarantino. E’ semplicemente splendido, ma non tra i più emozionanti che il regista abbia diretto. Si tratta di una scheggia impazzita nella sua filmografia, l’unico noir con cui Quentin Tarantino si sia mai cimentato, ma soprattutto l’unica opera di cui non abbia firmato del tutto la sceneggiatura. Se da una parte è vero che lo script sia stato realizzato da Quentin Tarantino stesso, è vero anche, dall’altra, che l’abbia scritto come adattamento del romanzo Punch al Rum di Elmore Leonard. il risultato è una pellicola poco tarantiniana all’apparenza, dove l’unico personaggio da cui emerge la classica verve del regista è il Louis Gara interpretato da Robert De Niro. La storia, avvincente ma lenta al punto giusto, segue un ritmo misurato, mai eccessivo, costellata di interpretazioni magistrali, come quella di Samuel Jackson nei panni dello spietato Ordell Robbie, o quella di Robert Forstr, passando per Bridget Fonda Pam Grier, la Jackie Brown del titolo, musa del regista fin da quando era ragazzino e citata già in Pulp Fiction. Un film sperimentale nella carriera di Quentin Tarantino , che ne dimostra la sua versatilità che tanti negano.

ROTTEN TOMATOES: 87%

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8. Kill Bill vol.1

Forse vi sareste aspettati di trovare nella stessa posizione i due Kill Bill, ma, nonostante teoricamente siano un unico film diviso in due parti (come sostiene giustamente anche lo stesso autore), sono profondamente diversi tra loro. E adesso avete capito perchè questa classifica abbia dieci posizioni e non nove. Per quanto il vol.1 sia un’opera incredibile, atto d’amore nei confronti del Cinema di arti marziali orientale (ma anche delle serie tv appartenenti allo stesso filone, come si evince dalla presenza del leggendario e compianto David Carradine), è stato pensato per dare sfogo alla vena più scanzonata del regista, lasciando la maggiore profondità al capitolo successivo, da cui differisce anche nella regia. Kill Bill vol.1, infatti, è frenetico, esagerato nella sua violenza cartoonesca, talmente estrema da rendere la morte paradossalmente inesistente. e in buona sostanza un film di enorme impatto visivo, un vero e proprio capolavoro. L’importanza di questa pellicola è anche dovuta a ciò che rappresenta: sebbene Quentin Tarantino fosse già un regista apprezzato e affermato, con tanto di Premio Oscar vinto dieci anni prima e alla miglior sceneggiatura originale per Pulp Fiction, è proprio da questo film che è arrivato il vero successo, che lo consacrò presso il grandissimo pubblico. Con buona ragione, ovviamente.

ROTTEN TOMATOES: 85%

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7. Le Iene

Il primo film diretto dal regista. Idealmente, il secondo capitolo di una trilogia iniziata con Assassini Nati, diretto da Oliver Stone ma sceneggiato proprio da Quentin Tarantino, il quale non riuscì mai a digerire che il collega avesse stravolto ciò che aveva scritto, al punto da realizzare un film diversissimo da come lui lo aveva pensato e che non lo rappresentava affatto. Un gangster movie che si rifà a Rapina a Mano Armata di Stanley Kubrick, ma fortemente legato ad una messa in scena molto teatrale, girato in ambienti chiusi e con un cast di giganti del calibro di Harvey KeitelTim RothSteve Buscemi Michael Madsen, tra gli altri. Un’opera folle, violenta ma irresistibile, che si è inserita nell’immaginario collettivo in maniera indelebile, sia per alcune scene diventate iconiche, come la tortura del poliziotto legato alla sedia da parte del sadico Mr. Blonde, o i titoli di testa sulle note di Little Green Bag. La regia di Quentin Tarantino era all’epoca decisamente più acerba rispetto al livello incredibile che ha raggiunto con gli ultimi film, ma è impossibile non riconoscere la grandiosità di questo film in particolare, che fa leva sull’avidità e la malvagità umana, mettendole alla berlina.

ROTTEN TOMATOES: 91%

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6. Pulp Fiction

Emotivamente parlando, il miglior film del regista. Nei fatti, sicuramente quello divenuto più riconoscibile e da cui si è creata l’idea stessa di film Tarantiniano, ma meno maturo rispetto ad altri da lui scritti e diretti. Con questo secondo film il regista creò un’opera ironica, divertente e diversa da qualunque altra, al punto che fu difficile inserirla in uno specifico genere all’epoca e lo è ancora oggi. I momenti divenuti dei veri e propri must si sprecano e le citazioni che se ne possono ricavare sono così tante da non riuscire a tenerne il conto. I dialoghi tra Julius Vincent, il ballo tra Vincent Mia, la fittizia citazione al brano della Bibbia Ezechiele 25:17, la rissa tra Butch Marcellus Wallace: impossibile descriverli tutti in un paragrafo. Al di là della genialità data dal raccontare una storia procedendo per capitoli e decostruendone la linea temporale, il film divenne famoso per aver rilanciato le carriere di due attori in crisi come John Travolta Bruce Willis, calandoli in ruoli completamente diversi dal solito e dimostrando quanto ancora avessero da regalare al pubblico. Un Cult con la ‘C’ maiuscola.

ROTTEN TOMATOES: 92%

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5. Once Upon A Time In… Hollywood

Sì, l’ultimo film diretto dal regista, almeno per ora. Nonostante ad alcuni non sia particolarmente piaciuto, è un’opera che pur apparendo meno simile a quelle dirette dal regista fino a questo momento, ne contiene in profondità tutti i tratti distintivi. L’amore per il Cinema, le citazioni ai film che lo hanno formato, decisamente più evolute e strutturate rispetto al passato, la dedizione verso il raccontare una storia, ma il tutto condito con un’atmosfera spettacolare e quasi fiabesca, come suggerisce il titolo, e una regia semplicemente impeccabile, perfettamente adattata al contesto. Non mi dilungherò oltre, ma è necessario far notare la grande interpretazione di Brad Pitt Leonardo Di Caprio, che costituiscono qui una coppia perfetta.

ROTTEN TOMATOES: 85%

4. Kill Bill vol.2

Uno dei film più sentiti del grande regista. Non più solo un omaggio a certo Cinema come il suo predecessore, ma la conclusione di una storia molto più profonda di quanto si potesse pensare. Il ritmo diventa improvvisamente più lento e ai personaggi già molto affascinanti conosciuti nel vol.1 se ne aggiungono altri, ancora più iconici, come Bud, interpretato da Michael Madsen, lo splendido e misterioso Pai Mei, e, ovviamente, Bill. David Carradine non gode di moltissimo screen time, eppure si ha l’impressione che compaia per tutto quanto il film. Il suo carisma, l’eccellente scrittura e la sua morale malata ma raccontata con una strabiliante abilità narrativa, lo rendono un personaggio semplicemente perfetto. Di fatto, il più memorabile della sua lunga carriera.

ROTTEN TOMATOES: 84%

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3. Bastardi Senza Gloria

Maturo, riferito soprattutto al cinema di genere italiano, a partire dal titolo che si ispira a Inglorious Bastards, film di Enzo Girolami Castellari (tradotto in italiano come Quel Maledetto Treno Blindato), con questa pellicola Quentin Tarantino firmò meno di dieci anni fa un capolavoro titanico,che ha ricordato al pubblico quanto Brad Pitt sappia recitare, se ben utilizzato, e che valse l’Oscar come migliore attore non protagonista Cristoph Walz, che con il suo Hans Landa, feroce gerarca nazista e opportunista, conquistò il cuore del pubblico nonostante fosse la sua prima apparizione importante. Con Bastardi Senza GloriaQuentin Tarantinoportò il suo Cinema ad un livello successivo, con opere sempre più complesse e ambiziose.

ROTTEN TOMATOES: 89%

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2. Django Unchained

Che Quentin Tarantino abbia sempre amato il genere Western non è un mistero, ma con questo film lo ha prepotentemente ricordato a tutti. Un omaggio a LeoneCorbucci e allo Spaghetti Western in generale, Django Unchained non è solo un’opera derivativa, ma una vera e propria rilettura del western in ogni sua forma, dove titaneggiano Cristoph Walz, che vinse ancora una volta l’Oscar, e un inedito Leonardo Di Caprio nel ruolo del subdolo schiavista Calvin Candy, senza dimenticare Samuel Jackson, che ha regalato uno dei ruoli più memorabili che sia mai stato chiamato ad interpretare. Un film fenomenale, una vera e propria gemma nella produzione del regista, corredato di immaginio visivamente suggestive e una regia matura, ai massimi storici nella carriera di Quentin Tarantino , con una colonna sonora splendida.

ROTTEN TOMATOES: 86%

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1. The Hateful Eight

Più di un western. Un film che riscrive il genere tornando alle origini e proponendo una storia dove a farla da padrone sono i personaggi, otto sconosciuti accomunati dall’odio e dalla violenza, chiusi in un luogo angusto dove non possono difendersi gli uni dalla follia degli altri, proprio come accadeva ne Le Iene. La sua connotazione fortemente teatrale, il carattere di thriller che si rifà anche ai romanzi di Agatha Christie, con riferimenti enormi a La Cosa di John Carpenter, è sicuramente il film più maturo di Quentin Tarantino, sia da un punto di vista narrativo, che da quello registico. Un’opera potente, evocativa, che è valsa, finalmete, l’Oscar alla migliore colonna sonora al maestro Ennio Morricone, che utilizzò e riarrangiò alcuni brani che aveva pensato proprio per La Cosa, ma mai utilizzati e pubblicati.

ROTTEN TOMATOES: 74%

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Conclusioni

Che si sia d’accordo o meno con questa classifica, emerge un dato fondamentale: non esistono film pessimi di Quentin Tarantino e cercare di classificarli è forse una delle cose più difficili che si possa fare in ambito cinematografico. Di geni come lui ne nascono uno ogni vent’anni.