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Giochi in scatola

Recensione: Il Principe Ranocchio, sfide a colpi di lingua!

Gioco per tutte le età realizzato da Martino Chiacchiera, già autore di Cloud Mine, Mysthea e due Deckscape. Rane di plastica per un ottimo Dexterity-game

Il Principe Ranocchio

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Autore: Martino Chiacchiera
Editore: Doppio Gioco Press
N° giocatori: 2-5
Età consigliata: 6+
Durata media: 10-15 minuti

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Citando direttamente l’autore del gioco questo è un prodotto nel quale: “slinguare insetti come se non ci fosse un domani” Questa infatti sarà la meccanica che troveremo alla base del divertente e colorato gioco da tavolo edito da DOPPIO GIOCO PRESS. Martino Chiacchiera è un (ancora sue parole) “giovanissimo autore di giochi da tavolo in pieno estro creativo” nonché già autore di Cloud Mine, Mysthea e ben due Escape Room Deckscape edite da dvGiochi.

Il Principe Ranocchio si rivela essere un gioco di destrezza, dal regolamento chiaro e semplice e dall’ottima componentistica, adatto a tutte le età de in grado di farvi passare divertenti quarti d’ora (questa la durata massima di una partita) con i vostri figli.

Uccidere insetti e baciare principesse. Manuale per vivere da vere rane

La grossa scatola (formato “labirinto magico”) propone una copertina colorata ed accattivante grazie alla presenza dei disegni davvero degni di nota realizzati da Marina Fischietti, che catturano immediatamente lo sguardo. Pur essendo il titolo rimasto in inglese all’interno della confezione sono disponibili ben quattro manuali delle regole realizzati in altrettante lingue diverse fra cui ovviamente l’italiano.

Aprire la scatola è un piacere dato che al suo interno non solo è possibile trovare insetti di legno in tre diversi colori (mosche blu, farfalle rosse e libellule verdi) ma anche cinque rane di plastica morbida, dalle lingue estensibili ed arrotolate nella posizione “a riposo”.
Le rane ricordano le paperelle di Fiorucci, sia come materiale che come dimensione e tutti i giocatori con i quali è stato testato il prodotto (soprattutto la componente femminile presente al tavolo, bisogna ammetterlo) ne è andata pazza.

In effetti le rane morbide e colorate affascinano molto ed il loro utilizzo all’interno del gioco risulta immediatamente chiaro anche per i bambini che naturalmente e intuitivamente le schiacciano sulla schiena per permettere alla lunga lingua rossa di srotolarsi. L’effetto è quello delle trombette in plastica di carnevale. Si schiaccia la rana e la lingua si srotola in avanti. Basta poi guardare tutti gli insetti di legno sparsi sul tavolo per capire come giocare. L’obiettivo del sarà infatti proprio quello di colpire gli insetti per poter liberare la principessa presente sul tabellone (anch’essa rappresentata con un segnalino di legno bianco) e, finalmente, baciarla.

La favola nascosta fra le regole

Sul regolamento si legge: “Un giorno un malvagio Stregone, geloso dei pretendenti, decise di trasformarli tutti in ranocchi, così di sbarazzarsi di loro una volta per tutte e adire alla mano della principessa. I giocatori impersonano i principi ranocchi, confinati nello stagno ed in lotta contro l’armata degli insetti agli ordini dello stregone, che tiene inoltre intrappolata la principessa“.

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Sono proprio gli scagnozzi di questo malvagio stregone che saremo chiamati a sconfiggere, a suon di lingue saettanti, prima di poter baciare la principessa. E lo stregone? Non appare nel gioco ma potrebbe essere già pronto per una futura espansione!

La trama scelta, simile a quella di una favola classica, è perfetta per questo light game che piacerà a chi ama giochi “formato famiglia” come “l’Allegro Chirurgo” o il “Pirata Pop Pop“.

Gracchiare, saltare e “pestare” come rane

Per questa recensione invece che dal rodato gruppo di amici ho deciso di avvalermi della consulenza di Valeria, sei anni, e di un paio di sue compagne di classe in modo da avere a disposizione la platea ideale di giocatori per questo prodotto. Sulla scatola infatti campeggia un bel 6+ che potrebbe rendere felici molte mamme e papà. In effetti la maggioranza dei giochi da tavolo presenti sul mercato sono rivolti ad un target più adulto, a meno di non doversi adattare a riesumare dall’armadio i classici Domino o il Memory.

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Appena aperta la scatola Valeria ha esordito con: “WOW!” seguito da: “sono stati furbissimi a far la lingua delle rane così. È un palloncino, la schiacci e si allunga. Fammi provare!”.

Le regole sono in effetti spiegate e quindi imparate al volo: ogni giocatore ha due azioni con cui può spostare una ninfea del lago, saltare su una ninfea, saltare sulla schiena di una rana per raggiungere una ninfea più lontana o schiacciare la propria rana per colpire un insetto.
La prima rana che mangia sei insetti deve colpire la principessa. Se riesce nell’azione in pratica “bacia” la donzella (in modo forse un poco brutale) e vince.

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La lingua ha una gittata di circa tre-quattro centimetri e garantisce un angolo di tiro parallelo al tabellone, quindi sin da subito è necessario costruire un percorso per raggiungere e colpire gli insetti. Questo offre al gioco una leggera strategia prima di costringere i giocatori ad impegnarsi nella sfida vera e propria: colpire e guadagnare gli insetti.

Abbattere gli insetti non è difficile a meno di sbagliare la distanza cosa, si nota, abbastanza probabile per i bambini alle prime armi. Risulta invece difficoltoso schiacciare le rane come suggerito nel regolamento. Mentre gli adulti riescono con un colpo solo a “gonfiare” la lingua e a colpire gli insetti, alcuni bambini dalle dita ancora piccole e deboli fanno fatica a “spiaccicare” come opportuno la rana stessa. Questo spinge i bimbi a “darci dentro” contro la povera rana che viene fatta oggetto di schiaffi, pugni e martellate. In questo modo la lingua saetta come di dovere. Il problema però sono le ninfee. Il bel cartone in cui sono stampate, messo sopra il cartone del tabellone, le rende scivolose e così spesso, oltre all’insetto fatto bersaglio della “slinguazzata”, volano anche le foglie, le altre rane, gli altri insetti, spedendo infine la rana del papà (e di conseguenza la sua strategia) nell’angolo più remoto del tabellone.

Risate garantite insomma, anche se alla quarta sconfitta consecutiva il gioco diventa faticoso per qualsiasi padre.

Coraggio ed astuzia nello stagno

Risulta molto gradevole l’aggiunta degli insetti regali e delle dieci carte speciali. Dopo un paio di partite sarete tentati ad aggiungere infatti questi “extra” che rendono il gioco più interessante anche per i bambini più grandicelli. Gli insetti reali permettono di spostare la principessa e nasconderla agli occhi (o meglio alla portata delle lingue) degli altri pretendenti.

Le carte “ranocchio coraggioso” (cinque in tutto, uno per colore) sono molto tematiche, così come le loro descrizioni. “Alderico, rosso, è sfacciato, calpesta senza rimorso Ranocchi e Principesse“. Questo si traduce in una regola speciale: Ad esempio Alderico può saltare anche sulla Principessa e inoltre se salta sulla schiena di una rana la “capovolge” privandola del suo potere speciale.
Casimiro invece “[..] viola, è alacre e frizzante, ride sempre e non si ferma un attimo“. In questo caso se il giocatore sceglie due azioni diverse nel suo turno ne può subito effettuare una terza! Il gioco diventa così asimmetrico con regole speciali per ciascun giocatore.

Le “Astute Principesse”, invece, cambiano la condizione di vittoria: una rana per corteggiare Sibilla, ad esempio, deve aver prima catturato tre mosche e 3 libellule. Ogni principessa ha inoltre un potere jolly che può essere usato da ogni giocatore e che offre ulteriori vantaggi “spendendo” gli insetti catturati.

I simboli presenti sulle carte sono intuitivi (per lo meno per gli adulti) e le regole extra sono ben spiegate nell’ultima pagina del regolamento. I “ranocchi coraggiosi” e le “astute principesse” rendono il gioco maggiormente strategico e vario per tutti i giocatori, soprattutto se adulti.

Conclusioni

Il gioco è sicuramente pensato e destinato alla categoria “famiglie”. Per la tematica, le dinamiche ed il regolamento difficilmente potrà interessare ad un pubblico di soli adolescenti o a ragazzi più grandicelli a meno di non intavolarlo con i fratelli più piccoli. L’indicazione di età 6+ è sicuramente adatta.


Molto adatto agli amanti dei giochi di destrezza e a chi “ama” avere il tabellone pervaso da una sana e divertente entropia. Ottimo per chi è alla ricerca di un prodotto in grado di garantire una partita breve e scanzonata con i propri figli o a gruppetti di bambini supervisionati da un adulto (solo nella prima partita!)

Materiali

I materiali utilizzati sono molto buoni: plastica, legno e cartoncino spesso e telato. Valeria ha già sottratto e adottato una delle rane. Le terrà compagnia sul comodino questa notte. L’intero prodotto è molto curato e le illustrazioni sono davvero belle. L’illustratrice Marina Fischetti ha scelto un ottimo tratto che rende bene l’atmosfera fatata del titolo.

Risulta facilmente comprensibile dal punto di vista commerciale la dimensione della scatola, allineata agli altri prodotti della stessa fascia di prezzo. Invero, l’intero gioco potrebbe stare in una scatola grande la metà, per permettere a noi poveri genitori di occupare meno spazio nello stoccaggio dei giochi. A parte questo dettaglio la componentistica risulta essere di buon livello ed adeguata al gioco.

Contenuto della scatola
  • 1 tabellone
  • 10 tessere ninfea
  • 1 token principessa in legno
  •  5 rane
  •  10 carte
  •  45 token insetto in legno
  •  1 regolamento