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Cinema e Serie TV

South Park bandito dalla Cina: la risposta sferzante degli autori

L'episodio "Band in China" di South Park è costato alla sboccata ed irriverente serie animata di Comedy Central... il bando in Cina!

Quando sei South Park e realizzi un episodio intitolato “Band in China”, non puoi che aspettarti il bando dalla Cina, ed è proprio ciò che è successo all’acclamata ed irriverente comedy animata di Comedy Central.

Tristi giochi di parole a parte, l’episodio di “Band in China” presentava due storyline molto critiche nei confronti della Cina: la prima vedeva Randy sorpreso mentre vendeva dell’erba in Cina e ad essere inviato in un campo di lavoro simile a quelli che Pechino ha usato nella provincia dello Xinjiang, volto a contenere fino a un milione di musulmani cinesi per l’indottrinamento politico (Mentre è al campo di lavoro, Randy si imbatte in un Winnie the Pooh imprigionato, a sua volta bandito dalla Cina a causa della presunta somiglianza tra il personaggio ed il Presidente Xi Jinping); la seconda segue i ragazzi nella formazione di una band metal, che ben presto diventa popolare attirando l’attenzione di un manager intenzionato a girare un film su di loro, la cui sceneggiatura viene stravolta a più riprese per essere distribuito in Cina senza incombere in problemi di censura. “Ora so come si sentono gli sceneggiatori di Hollywood”, dice Stan ad un certo punto mentre una guardia cinese veglia su di lui alterando il suo lavoro di scrittura. Alcune sequenze vengono poi girate alla Disney, dove Topolino è impegnato ad assicurarsi che tutti i suoi dipendenti (altri personaggi provenienti dai franchise Marvel e Disney) giochino con le autorità cinesi.

Non saranno stati certo colti di sorpresa dalla notizia del ban, Trey Parker e Matt Stone, gli autori della serie animata, ed anzi, è ancor più probabile che non solo l’avessero messo in conto, ma che proprio non gli importasse. L’ultima puntata andata in onda, “Band in China” ha destato l’attenzione di stampa e media per la sua critica acuta al modo in cui Hollywood tende a modellare i suoi contenuti per evitare di offendere i censori del governo cinese in alcun modo. Ora, questi stessi censori del governo, nel mondo reale, hanno cancellato ogni episodio, clip e discussione online inerente a South Park da tutti i servizi streaming cibnesi, dai social media e persino dalle fanpage. Il social network Weibo e la piattaforma streaming Youku di Alibaba, rispettivamente i Twitter e Netflix cinesi, non rimandano infatti a nessun post, foto, video o discussione riguardanti lo show. Anche su Tieba di Baidu, la più grande piattaforma di discussione online della Cina, i threa ed i sottothrea realtivi a South Park ora risultano non funzionanti; se gli utenti digitano manualmente l’URL per quello che, precedentemente era il threa dedicato alla serie animata di Comedy Central, viene visualizzato un messaggio testuale che recita “Secondo la legge ed il regolamento pertinente, questa sezione non è temporaneamente aperta.”

Lunedì pomeriggio, gli autori hanno rilasciato sul profilo Twitter ufficiale della serie una dichiarazione sul bando della serie sotto forma di false scuse: “Diamo il benvenuto ai censori cinesi nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo il denaro più della libertà e della democrazioa. Xi non assomiglia affatto a Winnie the Pooh. Seguite in TV il nostro trecenteesimo episodio questo mercoledì alle 10! Lunga vita al grande Partito COmunista Cinese. Possa il raccolto di saggina dell’autunno essere generoso. Siamo stati bravi adesso, Cina?”

South Park in Italia va in onda su Comedy Central.

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