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Spie sotto copertura, la recensione del film

Da qualche giorno Spie sotto copertura è entrato a far parte del catalogo di Disney +, e si tratta di una pellicola diretta da Nick Bruno e Troy Quane. Questo film vanta il ritorno di Will Smith come voice actor dopo ben 15 anni da Shark Tale. Tom Holland è uno degli altri grandi nomi ad aver prestato la propria voce ai personaggi del film, assieme a Rashida Jones (Parks and Recreation), Karen Gillan (Doctor Who, Jumanji) e Masayori Oka (Heroes).

Lance Sterling è il miglior agente segreto al mondo, preceduto dalla sua fama anche tra i nemici. Ma cosa succede quando lo si unisce a uno strano nerd con un piccione come coinquilino? Spie sotto copertura è esattamente questo, un buon mix di stramberie e azione pronto a coinvolgervi in un’avventura colma di battute, piccioni e gadget spionistici zeppi di… glitter!

Spie, gadget e gioco di squadra

Il film si apre presentandoci uno dei protagonisti del film: Walter Beckett. Il bambino è un piccolo genio che ama inventare e costruire gadget per aiutare e proteggere la propria madre nel suo lavoro di poliziotta. Nonostante a scuola venga considerato “quello strano”, la donna lo incoraggia in questa sua passione senza mai sgridarlo, persino quando le distrugge il cellulare poco prima di entrare in servizio.

La scena si sposta quindi a 14 anni dopo, presentandoci così il secondo protagonista del film. Lance Sterling, il miglior agente segreto americano più famoso al mondo, che sta svolgendo una missione di recupero. Una valigetta – target di Sterling – contiene un drone estremamente sofisticato e potente, in grado di non spegnersi mai e di non disattivarsi finché non ha distrutto il proprio obbiettivo.

Spie sotto copertura 2

L’agente Sterling si trova così a combattere contro quello che ci viene indicato come il principale nemico del film: Killan, un uomo misterioso con un braccio robotico. Il cattivo è estremamente abile nella lotta, e dopo aver scansionato la faccia di Lance con una sorta di occhio bionico, cerca di fuggire con la valigetta contenente il drone. Sterling, dopo aver combattuto contro un quantitativo spropositato di nemici appartenenti alla Yakuza, riesce a raggiungere Killan e a recuperare la valigetta.

Tornato alla base dell’Intelligence, l’agente fa la conoscenza di Walter Beckett che aveva sostituito uno dei suoi dispositivi. Il bambino dell’inizio del film è cresciuto ed è riuscito a realizzare il proprio sogno di inventare congegni per lo spionaggio, nonostante sia ancora tacciato come “quello strano”. È quando Sterling scopre che la valigetta è vuota e che gli Affari Interni lo vogliono arrestare per aver compiuto dei crimini, che decide di fuggire recandosi a casa di Beckett per trovare il modo di riscattarsi.

Ma sarà in grado di riuscirci da solo continuando a rifiutare il gioco di squadra proposto da Walter assieme a tutti i suoi strambi dispositivi?

Spie sotto copertura 3

Ispirazioni e piccioni

Forse non è balzato all’occhio di tutti gli spettatori che, nei crediti alla fine del film, viene citato Lucas Martell come consulente della pellicola. Pigeon: Impossible è infatti il cortometraggio diretto e prodotto da lui che ha ispirato il film di Spie sotto copertura.

La storia del mini-film è quella di Walter Beckett, un giovane agente della CIA che, passeggiando per Washington D.C. recupera una valigetta misteriosa. Fermatosi a mangiare una ciambella su di una panchina, l’agente viene preso di mira da un piccione che ambisce al suo snack. Il volatile non è per niente interessato al misero boccone che Beckett gli lancia, decidendo quindi di partire all’attacco dell’uomo per cercare di prendere il proprio bottino. Cominciano così un’assurda lotta, durante la quale il piccione finisce intrappolato all’interno della valigetta.

Il pennuto, attirato da tutti i bottoni presenti all’interno, comincia a premerli un po’ a casaccio, arrivando così ad attivare diversi dispositivi, tra cui una piccola mitragliatrice ed il sistema di volo. L’inseguimento continua tra le strade della cittadina americana, mentre l’agente Beckett cerca di recuperare la valigetta attirando l’attenzione del volatile con la ciambella. In men che non si dica, i due fanno scattare un missile nucleare che si celava all’interno del Washington Monument, il famoso obelisco della capitale americana.

Ovviamente, la storia del film non è assolutamente simile a quella del cortometraggio, ma ci sono alcuni elementi di Pigeon: Impossible ripresi in Spie sotto copertura. Ad esempio, la base dell’Intelligence americana presentata nella pellicola Disney, si trova esattamente sotto la fontana davanti al Washington Monument e il drone che Sterling deve recuperare presenta qualche gadget della valigetta presa di mira dal piccione. Lo stesso Walter Beckett è parte dell’agenzia di spionaggio, pur non avendo lo stesso ruolo del corto.

L’animazione vincente di casa Disney

Considerate le similitudini con il cortometraggio di Martell, si può dire quindi che la Disney abbia preso un’idea basilare e ne abbia tratto una buona ispirazione per un proprio film d’animazione. Nonostante non abbia riscosso un grande successo pur essendo uscito sotto Natale – e passando forse un po’ in sordina a causa della situazione mondiale – il film è riuscito a conquistare il Motion Picture Sound Editors per il miglior montaggio sonoro in un film d’animazione e l’Annie Award per il miglior design di personaggi in un film d’animazione.

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Parlando proprio della caratterizzazione, possiamo notare come i due voice actors Will Smith e Tom Holland abbiano prestato anche la propria fisicità ai corrispettivi personaggi principali. L’attitudine al centralizzare l’attenzione su di sé dell’americano e l’aria costantemente stralunata e fuori posto dell’inglese, si riconoscono molto bene rispettivamente in Lance Sterling e Walter Beckett.

Vista la popolarità – specie tra i più giovani – sia di Will Smith che di Tom Holland, la Disney ha deciso inoltre di sfruttare la loro presenza. Proprio come in altri film quindi, ha inserito qualche elemento caratteristico dei doppiatori nei personaggi in modo da renderli riconoscibili a colpo d’occhio e facendo così affezionare ancora di più gli spettatori ai protagonisti.

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Nonostante l’animazione e la caratterizzazione dei personaggi – anche secondari – siano dei punti a favore, la storia rimane un po’ sottotono, risultando in alcuni momenti piuttosto scontata. Stiamo comunque parlando di un film d’animazione adatto anche ai bambini, quindi non un qualcosa di estremamente impegnativo o da cui aspettarci grandi plot twist.

Nessun buco di trama o rallentamento di narrazione, ma essendo film d’animazione adatto anche ai bambini il linguaggio è piuttosto semplice e a tratti quasi infantile. Theodore Shapiro si riconferma un compositore adatto alla realizzazione delle musiche per le commedie, dando la giusta atmosfera spionistica al film.

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In conclusione

Spie sotto copertura rimane dunque un film piacevole da guardare per passare una serata leggera e divertente. Specialmente per i più piccoli, la pellicola risulta divertente e con un bel messaggio di accettazione di se stessi e degli altri, senza mancare di sottolineare l’importanza dell’aiutarsi l’un l’altro nonostante le differenze.

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