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Top & Flop del Marvel Cinematic Universe

A pochi giorni dal debutto di Captain Marvel, a meno di due mesi da quello di Avengers: Endgame, è tempo di tirare le somme: quali sono stati i momenti migliori e peggiori del Marvel Cinematic Universe finora? Alcuni film hanno brillato per freschezza e dinamismo, altri… no. Perciò, di seguito, la nostra personale lista di Top & Flop, 5 film per categoria, si dia inizio alle danze.

Top – Iron Man

È il film da cui tutto è cominciato, quello che, prim’ancora di gettare le basi per l’odierno MCU, l’ha salvato dal fallimento e, con ogni probabilità, dall’oblio sempiterno. Se non fosse stato per Robert Downey Jr. e il suo sprezzante Tony Stark, iconico al punto da influenzare negli anni anche la versione a fumetti, oggi non staremmo aspettando spasmodicamente l’ultimo tassello della lotta per le Gemme dell’Infinito. Iron Man è stato un film piuttosto classico di origini del supereroe, ma ha saputo (meglio di moltissimi suoi successori) mettere il cuore nella propria visione. Ironico, visto il problema cardiaco di Stark. Chiudono il cerchio effetti speciali sufficienti per la sospensione dell’incredulità e qualche trovata registica dignitosa: oggi l’inquadratura intra-casco di Iron Man è data per scontata, ma allora?

Flop – Iron Man 2

Incomincia la maledizione dei numeri due. Tutto ciò che è andato bene nel primo capitolo, si è ribaltato in Iron Man 2. A partire da un villain particolarmente sottotono e visivamente poco stimolante (Whiplash chi?), il film ripropone un more of the same, dove il more è però meno spettacolare del rimpianto same. Forse, la cosa più interessante di questo sequel è l’avanzamento della storia d’amore tra Pepper Potts e Tony Stark, sempre entrambi molto carismatici. Questo buco nell’acqua provocherà, nel terzo capitolo, una decisa controsterzata verso l’esperimento di Shane Black, un Iron Man 3 che a malapena si può definire film di supereroi. Eppure, cinefumetto o meno, il terzo capitolo funziona più del suo predecessore.

Top – Captain America: Winter Soldier

Il felice esordio dei fratelli Anthony e Joe Russo in cabina di regia di un film Marvel, forse l’unico che sfugge alla maledizione del primo sequel. I due saranno responsabili anche del successivo Captain America: Civil War e, sostituito il “king of the nerdJoss Whedon, di Avengers: Infinity War e del prossimo Endgame. Non è un caso: i Russo riescono, sin da Captain America: Winter Soldier, a infondere nei propri film non solo una grande quantità di mazzate, ma anche l’appagante sensazione di fisicità nei relativi combattimenti, elemento essenziale in un film di supereroi (e spesso latitante, ad esempio, nella saga cinematografica degli X-men). Inoltre, la lotta con il Soldato d’Inverno coniuga brillantemente una trama action con elementi da spy story, un mix che spettacolarizza a dovere un eroe non facile da centrare sul grande schermo. Insieme a una tra le sue nemesi migliori (grazie a Ed Brubaker, sceneggiatore dell’originale storia a fumetti).

Flop – Thor: The dark world

Si diceva, appunto, di come Captain America: Winter Soldier sia un’eccezione alla sfortuna dei numeri due. Ebbene, Thor: The dark World non lo è. Il primo Thor, comunque deboluccio, si salvava grazie a una formula inedita a metà tra fantasy e weird sci-fi, applicata a una Terra inconsapevole e a una Natalie Portman adorabile. Il secondo tenta di alzare l’asticella del pericolo introducendo gli elfi oscuri, l’Aether, Malekith, ma fallisce nel rendere il tutto credibile a sufficienza. Brilla soltanto, e poco, nel rapporto conflittuale tra Thor e Loki. Potrebbe sfruttare gli sviluppi della love story tra il dio del tuono e Jane Foster, ma decide di relegarla a poco più di una scena post-credit, scelta deprecabile per dei romanticoni come noi.

Top – Guardiani della Galassia

Stavolta è il debutto di James Gunn a colpire nel segno. Guardiani della Galassia incontra un tale successo che da esso prende vita un intero sottogenere del cinefumetto, quello della squadra di misfits folli e scanzonati, capace di influenzare all’interno (Thor: Ragnarok) e all’esterno (Suicide Squad) del MCU. In più, la costola “spaziale” della Casa delle Idee prende, da questo film in poi, sempre più piede, fino a diventare imprescindibile. Possibile che fosse tutto prestabilito, e non in parte risultato della fulminante intesa tra Star-Lord, Groot, Gamora, Rocket e Drax? A questo capitolo seguirà un capitolo (Guardiani della Galassia Vol. 2) non altrettanto efficace, ma comunque molto amato dal pubblico. Si deve il futuro incerto di quest’ultimo solo al sopravvenuto scandalo dei vecchi tweet di Gunn, sollevato quindi da Marvel-Disney, tuttora alla ricerca di un sostituto.

Flop – Avengers Age of Ultron

Altro numero due, altro flop. Questo, però, è un caso particolare. Avengers: Age of Ultron, infatti, non è un film tanto difettoso di per sé, quanto invece delude in rapporto alle aspettative creategli attorno. Dopo uno scoppiettante primo Avengers, che per un soffio non entra nella lista dei top, il secondo doveva rappresentare la consacrazione del team-up cinematografico per eccellenza. Invece la trama scricchiola, la sceneggiatura ha momenti stiracchiati, i combattimenti si difendono ma non vincono la sfida con i Chitauri del primo capitolo. Ultron stesso, che con la sua fredda razionalità survivalista (e, in lingua originale, la voce di James Spader) potrebbe avere ben altro carisma, sembra invece dominato da logica contrastante, a tratti fallace. Il tutto si risolve nell’ennesimo “tantissimi deboli contro pochi fortissimi” (molto meglio il duello Hulk vs. Hulkbuster) e con Whedon che non regge il peso di fandom e critica, abbandonando la regia dei futuri Avengers.

Top – Ant-man

Ant-man è fresco, leggero e godibile, incarna appieno lo spirito autoironico dell’ultimo uomo formica dei fumetti. Scott Lang è un padre, ma anche un pregiudicato, un ex marito e ora un supereroe. La formula risulta equilibrata grazie a un Paul Rudd che fa da contrappeso a un Michael Douglas più serioso e a una determinatissima Evangeline Lilly. Al film, che inanella soluzioni intelligenti a livello di scrittura, manca poco per avere la forza dinamitarda di un Guardiani della Galassia. Anzi, pare dimostrare di averla per brevi tratti, forse quelli “conservati” dal lavoro interrotto di Edgar Wright, regista visionario allontanato dalla cabina di regia prima della fine dei lavori (e sostituito da Peyton Reed).

Flop – Ant-man & the Wasp

Inevitabile, dopo tutto il bene fatto dal primo Ant-man, che il secondo Ant-man & the Wasp finisca tra i flop. Le soluzioni intelligenti su come sfruttare la grandezza-piccolezza sembrano improvvisamente esaurite, quelle già usate sono ripetute, le gag sono più forzate e il solito villain debole in pieno stile Marvel stavolta rasenta la totale inconsistenza (letteralmente, visto che si tratta di Ghost). Tutti ci aspettavamo che il ritorno della Wasp originale, interpretata da Michelle Pfeiffer, intrappolata da un’eternità nel regno quantico, preludesse a un confronto inaspettato con lei, nel migliore stile del Soldato di Inverno. Invece non solo lei è ancora buona, ma anche capace di togliere a tutti le castagne dal fuoco, ai limiti del deus ex machina. Unica scena salvabile: il flirt tra Michael Douglas e Paul Rudd, “posseduto” dalla succitata Pfeiffer.

Top – Avengers: Infinity War

È lui che scalza da questa lista il primo Avengers, per motivi di prospettiva storica. Avengers: Infinity War è un colossale esperimento, dopo dieci anni di continuity cinematografica imitata ovunque e ancora mai replicata con successo. Un esperimento non perfetto, ma riuscito. A schermo si susseguono per quasi tre ore uno stuolo di supereroi tutti diversi, provenienti da decine di contesti e film diversi, in un amalgama coerente, senza che il ritmo ne sia indebolito (con qualche piccola eccezione per la subquest di Thor, Rocket e Groot). Thanos, poi, non solo scongiura la sindrome del villain anonimo ma la ribalta, rubando la scena a tutti e assurgendo ad antiprotagonista. Non mancano momenti emozionanti, né tantomeno le consuete botte da orbi made in Russo bros. C’è tutto, tranne una vera conclusione. Per quella tocca aspettare Endgame, nei cinema il prossimo 24 aprile.

Flop – Captain America: Il primo vendicatore

Dall’omega, si torna all’alfa: Captain America: Il primo vendicatore, come prevedibile, è un film abbastanza spento. E no, non basta Hugo Weaving come Teschio Rosso a risollevare la situazione. Bisognava raccontare le super-origini di Steve Rogers, bisognava introdurre il Tesseract prima di Avengers, bisognava far sprofondare in un burrone misterioso il leale Bucky Barnes (a.k.a. il futuro Winter Soldier), bisognava congelare il neonato Captain America nel ghiaccio nell’attesa che Nick Fury lo scongelasse direttamente nel ventunesimo secolo. Insomma, questo è un film che finisce prevedibilmente per soccombere ai propri doveri, proprio come un soldato mandato in guerra.