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Cinema e Serie TV

Tuca & Bertie, una coppia di volatili trentenni piene di problemi esistenziali

Tuca & Bertie è una nuova serie animata dallo stesso team di Bojack Horseman, questa volta incentrato su una coppia di amiche uccello trentenni e i loro problemi relazionali e lavorativi.

Bojack Horseman con le sue cinque stagioni è oggi uno dei prodotti di punta di Netflix e uno dei prodotti seriali più interessanti del panorama attuale, proponendo un’interessante commistione di generi narrativi dentro una cornice animata alquanto inusuale come quella di un cavallo antropomorfo cinquantenne alcolizzato e depresso. La stessa casa Tornante Productions ha presentato da poco sempre sulla piattaforma di streaming Tuca & Bertie, un prodotto animato dallo stesso team creativo e che ad una prima occhiata può sembrare uno spin off in rosa della storia di Bojack. Ma la verità è che i due show oltre all’aspetto grafico realizzato dalle matite della talentuosa fumettista e illustratrice Lisa Hanawalt, non hanno quasi nulla in comune.

A differenza di un singolo personaggio, la storia orbita attorno a una coppia di migliori amiche trentenni, rispettivamente un tucano e un’usignolo. La prima è sconsiderata, selvaggia e vive alla giornata e scroccando soldi alla sua ricca zia, mentre la seconda è una donna in carriera presso una casa editrice, ultra precisa e schematica ma soggetta a continui attacchi di panico e mancanza di autostima in sè. Dopo sei anni insieme in uno squallido appartamento, Bertie ha cacciato Tuca per poter iniziare una nuova convivenza con il fidanzato pettirosso Speckle, pur mantenendo uno stretto legame quotidiano con l’amica. Lo show racconta la nuova situazione di questo improbabile trio di pennuti sotto allo stesso tetto e il percorso personale delle due protagoniste verso l’età adulta, una fase della vita che entrambe rifuggono ma che non possono evitare di andarci incontro.

La prima sostanziale differenza fra Tuca & Bertie Bojack si avverte fin dalla sigla d’apertura: le note crepuscolari e il sassofono malinconico vengono sostitute da un  tema più funky e solare, nel quale si mette in evidenza il mondo più stralunato e psichedelico immaginato dalla Hanawalt. A questo giro è infatti lei a tirare le redini del progetto, curando non solo lo stile grafico ma anche il tono generale e la composizione scenica dello show. Il suo estro creativo particolarmente lisergico e spinto lo si nota fin da subito, tramite un overload visivo di scritte a schermo, animazioni esplicativi e momenti talmente assurdi che anche solamente elencarli in forma scritta non renderebbero bene l’idea. L’autrice si tradisce in tal senso, mostrando la sua formazione da illustratrice e fumettista in ogni frame di animazione. Uno show che personifica persino gli SMS dei suoi personaggi e materializza le proprie gag verbali a schermo è una continua sorpresa visiva e una gioia da vedere, rompendo molte convenzioni che si sono create nell’industria dell’animazione, come accaduto recentemente sul grande schermo con l’impressionante Spider-man: Un nuovo Universo. Sebbene da un punto di vista stilistico lo show guadagni molto carattere e lo distingua nettamente dal panorama dell’animazione contemporanea, non sempre lo stile esagerato e senza vincoli propone una visione di facile lettura e digeribilità visiva.

Il suo problema principale è proprio il dosaggio visivo da scene più comiche a momenti più intimi, in cui un ritmo più scanzonato e iperattivo viene sostituito da tecniche di animazione diversa (claymation, stop motion e collage per dirne alcuni) per esplorare il subconscio delle due protagoniste e alcuni ricordi traumatici. Questo passaggio di stile non sempre permette di mettere in risalto e con la giusta carica emotiva queste scene, che in alcuni casi vengono brutalmente schiacciate fra una gag e l’altra. Per il resto, Tuca & Bertie è una delle serie d’animazione più deliziose e strane che vi capiterà di vedere negli ultimi tempi, che celebra proprio la libertà artistica e visiva di questo particolare mezzo.

Anche dal punto di vista della sceneggiatura lo show può trarre in inganno con una somiglianza di temi e argomenti con quella di Bojack Horseman, ma qui entra in gioco anche il cambio di prospettiva  dell’autrice rispetto a quello di Raphael Bob-Waksberg nel mostrare una categoria completamente diversa e concentrata su un punto di vista più difficile da rappresentare a schermo come quello femminile. Le due protagoniste incarnano due stereotipi dei millennials e affrontano i relativi problemi: se Tuca con la sua vita privata e sessuale spericolata e senza limiti vuole fuggire volontariamente (ed è un chiaro indicatore la sua distanza dagli alcolici) dalla famiglia e dalle responsabilità della sua età, Bertie invece rappresenta il precario contemporaneo che cerca di equilibrare la sua vita fra un noioso ma necessario lavoro d’ufficio, una relazione amorosa seria e le proprie passioni. Entrambe vivono e combattono ogni giorno per affermare la propria femminilità e libertà in contesti dove spesso la donna viene messa in secondo piano o mortificata. Tuca e Bertie rappresentano le due facce del femminismo contemporaneo, con tutte le sue giuste battaglie e talvolta estremismi.

Tuca & Bertie non è assolutamente uno spin-off né tantomeno una versione in gonnella dell’altro show animato con gli animali antropomorfi di Netflix. Non ti parla con la stessa profondità né ti colpisce allo stomaco con la stessa violenza, ma è una visione comunque consigliata e che sicuramente farà parlare di sé.

Se vi interessa entrare nel lisergico mondo grafico della creatrice della serie, recuperatevi il suo volume antologico My Dirty Dumb Eyes!