Giochi in scatola

Unbroken: la recensione


Unbroken
Autore
Artem Safarov
Editore
Golden Bell Studios
N° Giocatori
1
Età consigliata
12+
Durata Media
15-30 minuti

Unbroken è un gioco da tavola creato da Artem Safarov, divenuto realtà grazie ad una proficua campagna Kickstarter che ha visto oltre 16500 finanziatori prendervi parte. Pensato per essere affrontato esclusivamente in solitario, ci permetterà di intavolare partite della durata di circa 30 minuti.

Nel ruolo di unico sopravvissuto ad una disastrosa campagna di esplorazione dovremo attraversare quattro livelli di grotte, equipaggiandoci e preparandoci nel migliore dei modi, consapevoli del fatto che in fondo a ciascuno di essi saremo chiamati ad affrontare una temibile e misteriosa creatura. Solo superando tutte le sfide riusciremo a rivedere la luce del giorno e sopravvivere.

Unbroken boardgame

Il prodotto

Come di consueto prima di passare all’analisi del gioco andiamo a dare uno sguardo alle sue componenti.
La scatola si presenta di dimensioni piuttosto contenute: questo renderà possibile portare con noi Unbroken qualora volessimo giocarlo anche al di fuori delle mura casalinghe.
Aprendo il contenitore onestamente siamo rimasti piacevolmente stupiti dalla quantità di materiale presente. Per prima cosa troveremo il regolamento, poco più di 50 pagine di piccolo formato: oltre alla parte dedicata alle regole, vi troveremo anche una piccole sezione dedicata alla lore del gioco (non fondamentale, ma utile a dare un contesto), alle storie dei personaggi e ai ringraziamenti per coloro che hanno finanziato il gioco.

Sulle regole nulla da dire: tutto è esposto in maniera chiara e scorrevole. Segnaliamo che il volume presente è in lingua inglese; è possibile scaricare la versione in italiano direttamente dal sito del produttore. Per scrupolo abbiamo dato un’occhiata anche alla versione nella nostra lingua: anche qui non abbiamo da segnalare nulla di negativo. Al regolamento si affiancano due schede: la prima è dedicata alla flusso di azioni da seguire nel setup e nella fase di viaggio, mentre la seconda al combattimento. Credeteci verranno estremamente comode nelle prime partite quando potremmo non aver ben chiaro l’andamento del gioco e permetteranno di non dover tornare a rileggere il manuale.

Sempre parlando di schede troviamo le 28 dedicate agli avversari: ogni livello di difficoltà ne prevede 6 pre-generate più una vuota che potremo utilizzare per creare le nostre personali nemesi. Anche qui si conferma l’ottimo livello del prodotto. Tutte le schede sono telate e tutte le parti dedicate alle meccaniche sono ben leggibili e individuabili. Anche la componente grafica è di buon livello, con immagini curate e decisamente evocative. Giusto la parte descrittiva delle creature utilizza un font di dimensioni troppo piccole: considerato che è, di fatto, un elemento ininfluente ai fini del gioco, non ci sentiamo di ritenerlo un elemento negativo ma al limite un errore di valutazione. Proseguendo troviamo le 5 schede dei personaggi: quattro per le classi pregenerate (double face per giocare con personaggio femminile o maschile) e una vuota.

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Troviamo quindi la componente che più di tutte andremo ad utilizzare: le carte. Ben 140 sono divisibili in tre grandi gruppi:

  • Incontri: responsabili di tutte le sfide e degli eventi che dovremo affrontare
  • Abilità: elementi che contribuiranno a sviluppare il personaggio
  • Condizioni: elementi che influenzeranno in maniera positiva o negativa la nostra capacità di agire.

Anche qui la qualità è di alto livello sia per materiali (tutte le carte sono telate) che per grafica e elementi di gioco. Unico appunto possibile è sugli elementi di narrazione: anche qui il font usato è di dimensioni veramente piccole. Una doverosa segnalazione: sebbene non sia strettamente necessario, sarà possibile utilizzare bustine protettive e riporre tutto nella scatola nuovamente; il coperchio della scatola rimarrà sollevato di pochi millimetri. Sempre legate al gioco troveremo anche le schede dedicate alle armi e alle loro migliorie.
Ultime due componenti cartonate le schede per tenere registro dello stato del personaggio e del suo equipaggiamento, e quello degli avversari che incontreremo; sono forse gli unici elementi un po’ sottotono: funzionali ma un po’ troppo spartani.

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Passando oltre troviamo un dado speciale, un token Volpe, una serie di cubetti blu e rossi in legno, e un sacchetto in velluto per riporre il tutto. Da ultimo segnaliamo un piccolo blocchetto segnapunti, utile qualora volessimo tener traccia delle nostre imprese precedenti, cui si affianca una scheda degli “Obiettivi”. In maniera simile a quanto visto nei videogame questa permette di segnare i traguardi raggiunti nei vari livelli di difficoltà possibili (come ad esempio vincere tre partite di seguito , o chiudere con successo una partita con almeno 4 tesori)

La storia

Sebbene la storia alla base del gioco sia alquanto ridotta all’osso non possiamo che apprezzare lo sforzo fatto dall’autore nel cercare di dare un contesto alle nostre azioni. Anche il background dei personaggi, per quanto gradito, di fatto non influisce in alcun modo sulle nostre possibilità d’azione. Ma c’è una piccola chicca che vogliamo segnalarvi: la prima volta che apriremo la scatola le carte del mazzo Incontri sono disposte in maniera tale da eprmettere, leggendo la parte narrativa riportata su ciascuna di esse, di  “vivere” passo passo l’avventura vissuta dal nostro personaggio e forse andare ben oltre: purtroppo nelle nostre partite la difficoltà del gioco ci ha sistematicamente fermato prima di riuscire ad arrivare così lontano.
Per coloro interessati ai fatti che precedono la nostra avventura è presto detto: insieme ad altri avventurieri siamo scesi in un dedalo di grotte attirati dalla promessa di un grande tesoro. Per vedere tutto il gruppo, escluso il nostro personaggio, essere ucciso.
Dovremo quindi trovare il modo di raggiungere la superficie e, nel caso, riuscire ad uccidere quante più creature cercheranno di intralciarci.

Setup

La fase di preparazione di Unbroken è agevole e veloce. Scelto con quale personaggio giocare dovremo poi porre gli indicatori di stato nelle posizioni indicate, mettere i tre mazzi di carte sul tavolo e scegliere casualmente il misterioso avversario finale del primo capitolo.
In meno di due minuti saremo pronti a giocare!

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Personaggi

Prima di esporre il sistema di gioco facciamo una rapida disamina dei personaggi presenti nella scatola.
Come già detto in precedenza Unbroken riconosce 4 diverse possibilità di scelta:

  • Brawler: più portati per il combattimento duro e puro
  • Hunter: in grado di anticipare le sfide future e affrontare meglio al fame
  • Sage: capaci di sfruttare l’esperienza acquisita per evitare scontri e “selezionare” le sfide
  • Sneak: una sorta di “tuttofare” in grado di ridurre l’efficacia in combattimento dell’avversario e di selezionare meglio le proprie abilità di crescita

Ciascuna presenta tre diverse capacità (alcune attive, altre passive): ognuna potrà essere sfruttata da una a quattro volte, a seconda di quanto saremo andati avanti nel gioco.
Ad esempio i Brawler potranno ridurre le ferite subite in combattimento o aumentare quelle inflitte, gli Hunter potranno invece dare un occhio alle prime carte del mazzo incontri e quindi prepararsi meglio o ridurre il cibo richiesto per sopravvivere. Gli Sneak, ogni volta che sarà possibile, avranno un ventaglio di scelte di Abilità Speciali (qui chiamate Skill) più ampio.
In tutta onestà queste capacità ci sono sembrate in grado di caratterizzare a dovere le 4 “classi” e fornire diversi tipologie di approccio al gioco senza però appesantire inutilmente il tutto.
Oltre alla classe, e relative abilità, l’unico altro elemento dei personaggi è lo “Sforzo”: verrà usato sia per quantificare lo stato di salute del personaggio, sia come “valuta” per attivare specifiche abilità o superare determinate sfide. Nel corso della partita il suo valore potrà tanto aumentare quanto (più facilmente) diminuire. Quasi scontato dirlo, nel corso del gioco avremo la possibilità di sviluppare il nostro personaggio, ottenendo abilità speciali aggiuntive ed equipaggiamento: entrambi saranno utili, se non fondamentali, per uscire vittoriosi dall’impresa (cosa che, vi anticipiamo, non sarà per nulla facile).
Chiudiamo questa parte facendo presente che , per ognuna delle specializzazione elencate, sarà possibile scegliere di usare la versione maschile o femminile, tuttavia il genere di appartenenza non avrà alcun impatto sul gioco. Inoltre,come già accennato, per dare un po’ di profondità al gioco, a ciascuno degli otto personaggi è fornito un piccolo background.

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Il gioco

Prima di andare a vedere come si sviluppa una partita ad Unbroken occorre introdurre altri due piccoli concetti. Il primo è il Tempo: per ogni livello che dovremo superare ci verrà dato un prestabilito quantitativo di tempo. In maniera simile a quanto visto in altri giochi, questo verrà consumato più o meno velocemente in base alle nostre scelte, alle sfide affrontate e ad eventuali eventi imprevisti. Importante sapere che se in un qualunque momento dovessimo finire il Tempo a nostra disposizione dovremo non solo passare immediatamente alla fase di combattimento, ma subiremo anche un’imboscata da parte del nemico.
L’altro elemento è costituito dalle Risorse. Il gioco ne prevede cinque (astuzia, metallo, legno, razioni e tesori); potranno essere utilizzate in modi molto diversi tra loro: sviluppare equipaggiamento, superare sfide, convertirli (spesso pagando un “tasso di cambio”) o persino per ingannare il boss finale.

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Detto questo, ciascuno dei 4 macro-turni di Unbroken può essere suddiviso in 2 fasi principali: Viaggio e Combattimento

La fase di Viaggio, a sua volta suddivisa in diverse sottofasi, è la parte del gioco dove andremo a prepararci in vista dello scontro finale.
E in effetti la prima sottofase viene chiamata Preparazione: qui potremo compiere tutta una serie di azioni (nessuna di tipo combattivo) uguali per tutti i personaggi utili a creare una situazione che permetta di affrontare alla pari (si spera) la misteriosa minaccia.
Potremo, ad esempio, creare e potenziare le nostre armi (consigliabile visto che partiremo a mani nude), accumulare specifiche forme di Sforzo “concentrato” o, ancora, orientarci (utile per gestire meglio la terza sottofase).
Un’azione in particolare verrà particolarmente utile: ricognizione (scouting nella versione inglese). Questo ci permetterà di rivelare la natura del nostro avversario. Esatto: chi dovremo affrontare non ci sarà noto fino allo scontro effettivo o fino a quando non effettueremo la suddetta azione. Peccato che il suo costo vada aumentando di livello in livello: atto banale ad inizio partita, richiederà sempre più fatica mano a mano che avanzeremo. Ovviamente ogni azione compiuta costerà preziose risorse, una in particolare dovrà essere tenuta ben sotto controllo: il tempo. Se, per qualsiasi motivo, dovessimo esaurirlo non saremo noi ad avere il vantaggio della sorpresa ma bensì il nostro nemico (e credeteci spesso e volentieri farà la differenza).

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La seconda sottofase, Decisioni, consiste semplicemente nel rispondere ad una domanda: ci sentiamo pronti allo scontro? Se così fosse potremo andare direttamente al combattimento, altrimenti procederemo con la sottofase Esplorazione.

Qui dovremo pescare due carte dal mazzo Incontri e decidere quale delle due affrontare. Alcuni effetti di gioco (come ad esempio scegliere di orientarci) potranno influenzare in bene o in male sia il numero di carte che dovremo pescare, sia il numero di incontri che saremo costretti ad affrontare. L’effetto delle singole carte varierà molto e potrà passare dall’essere un gradito bonus al dover affrontare decisioni importanti. Spesso e volentieri ci troveremo a scegliere la via più dura perché sarà l’unico modo per ottenere qualcosa che ci serve avere a tutti i costi e che non sappiamo quando potremmo ottenere ancora. Facciamo un paio di esempi usando le prime due carte del mazzo, ovvero quelle che dovremo necessariamente svelare fin dalla prima partita: “Golden Amulet” e “A look ahead”.
La prima ci permette, spendendo due unità di tempo, di guadagnare 3 Sforzo; la seconda invece non richiede nessuna spesa di tempo ma bensì di pagare 1 Sforzo per poter svelare 3 carte Incontro in più nella prossima sottofase Esplorazione.

A noi decidere quale delle due possa essere più utile e proficua: possiamo decidere di procedere con maggior cognizione di causa e “accettare” la seconda carta o, in alternativa, potremmo decidere di ritenere più importante aumentare la nostra riserva di Sforzo e pagare quanto richiesto da Golden Amulet. Saremo noi a decidere quando porre fine alla prima fase del gioco. Ammesso, ovviamente, che l’assenza di tempo o di risorse non lo faccia per noi. E, a proposito di Tempo, segnaliamo che sarà sempre possibile risolvere l’Incontro in corso anche nel caso in cui non fossimo in grado di effettuare le azioni riportate: ogni carta prevede infatti la possibilità di consumare Tempo (e recuperare Sforzo). Cosa che, alle volte, potrebbe portarci ad un poco gradito incontro.

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Nella fase di Combattimento invece, come è intuibile, andremo ad affrontare la creatura che si aggira per le caverne. Il sistema di scontro è decisamente semplice e prevede un alternanza personaggio-mostro. Quando toccherà a noi decideremo in funzione di equipaggiamento, abilità e risorse che azione effettuare. Quando toccherà al mostro dovremo tirare il Dado Speciale e andremo ad applicare il relativo effetto. Questo implica che la casualità, sebbene limitata alle sole azioni avversarie, può avere un discreto peso all’interno del combattimento: avere fortuna con il tiro potrebbe rendere tutto più semplice, al contrario una serie sfortunata di risultati potrebbe rendere tutto molto più complicato. Riteniamo giusto specificarlo: il risultato dell’incontro non sarà però (quasi mai) solo in mano al caso! Abilità, equipaggiamento e capacità potranno (e dovranno) essere sfruttate per influenzare il risultato del dado e, con esso, il “comportamento” del nostro avversario.

A tal proposito segnaliamo una buona variabilità (e proporzionalità) delle risposte nemiche. Ci saranno creature che si limiteranno a picchiare il più duramente possibile, altre che invece danneggeranno il nostro equipaggiamento o infliggeranno penalità immediate o da portare con noi nel tempo, ancora alcune creature saranno dotate di capacità sempre attive o di armature da distruggere prima che i nostri colpi possano avere effetto. Inoltre, cosa non scontata come potrebbe sembrare, per molti, ma non tutti, degli avversari è previsto un modo alternativo per superare la sfida senza dover combattere: l’inganno. Spendendo le risorse richieste potremo saltare a piè pari lo scontro e procedere nella nostra avventura. Questo avrà però un contrappasso: non saranno considerati sconfitti e non potremo reclamare premi e bottino; vero anche che non rischieremo di essere uccisi… A noi valutare, quale sia l’opzione migliore e se l’eventuale ricompensa valga il rischio. Come anticipato al termine di ogni battaglia potremo raccogliere tesoro, risorse e sviluppare una nuova Abilità.

Questo, in breve, è l’andamento di ciascuno dei quattro livelli di difficoltà che dovremo affrontare prima di poter rivedere la luce e poterci dichiarare vittoriosi. Ma, credeteci sulla parola, non sarà per nulla facile.

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Considerazioni

La prima cosa da prendere in considerazione in Unbroken è la sua evidente difficoltà. L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: portare a casa la vittoria non sarà per nulla semplice. E molto raramente sarà colpa del solo caso (che comunque talvolta ha il suo peso): spesso e volentieri saranno invece le nostre scelte, il saper valutare correttamente quanto portare avanti la prima fase di gioco e come gestire le nostre risorse a determinare l‘esito della partita. Va però detto che la facilità di setup e il ridotto tempo richiesto da una partita possono essere una buona molla motivazionale: anche se dovessimo perdere ci vorrà veramente un niente per riprovarci.
Aggiungiamo che l’impressione avuta sia stata che dagli sbagli si impara! Alla prima partita chi vi scrive ha affrontato il gioco senza alcuna precauzione…per morire malissimo al primo incontro; poi, in ognuna delle partite successive, fatto tesoro di quanto imparato in precedenza e ponderando meglio pro e contro di molte decisioni, sono riuscito ad arrivare ad affrontare gli scontri in condizioni migliori di prima. In un caso sono persino arrivato ad un passo dal portare a casa la vittoria!

E questo ci porta ad un altro elemento importante: la rigiocabilità. Fatecelo dire: Unbroken è praticamente eterno. In primo luogo per il nutrito numero di avversari che presenta (e le possibili permutazioni: a conti fatti per affrontare tutte le possibili sequenze di avversari sarebbero necessarie quasi 1300 partite), ma poi perché basterà mescolare il mazzo Incontri (magari solo dopo aver scoperto tutta la storia narrata) per alterare completamente l’ordine degli Incontri e aver tra le mani un gioco sempre nuovo.
Senza poi contare le diverse Abilità Speciali che potremo selezionare: il gioco ne prevede 26, ognuna in grado di influenzare in maniera diversa l’andamento del gioco. E se tutto questo non dovesse bastare, ad aggiungere ulteriore vita ad Unbroken concorrono i già menzionati “obiettivi” e la possibilità di scegliere tra tre diversi livelli di difficoltà, che sebbene non alterino in maniera sostanziale l’esperienza di gioco sono una gradita ”aggiunta”.

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Prendendo in esame gli aspetti meccanici vogliamo invece “puntare il dito” su due elementi specifici e uno più generico. Il primo è la risorsa Tempo e la sua gestione: in un modo o nell’altro ci è sempre sembrato che fosse molto limitata. E la cosa ci è piaciuta: abbiamo giocato accompagnati dalla costante sensazione di dover fare in fretta, e che ogni decisione presa (o non presa) avesse la sua importanza.
L’altro è l’estrema casualità del comportamento avversario. In tutta onestà non ci è dispiaciuta per nulla: simula, per quanto possibile, l’impossibilità di prevedere come possa agire il nemico. E implica che saremo noi a dover essere pronti a rispondere in maniera efficace ad ogni sua possibile mossa. Certo, come già detto in precedenza, porta con sé l’inevitabile contrappasso per cui non è impossibile che una serie di tiri particolarmente fortunati (o sfortunati) possa incidere anche pesantemente sull’andamento dello scontro. Ma la possibilità è talmente remota che tutto sommato non ci è sembrata realmente incisiva; anzi, considerando la difficoltà, poter ogni tanto tirare il fiato sembrerà una meritata ricompensa.

Per quanto riguarda la parte generica dobbiamo segnalare una lieve ripetitività delle carte Incontro. In effetti alcune, nella loro componente meccanica, sono uguali tra loro. Al riguardo ci sentiamo di fare un dovuto distinguo: giocando con la disposizione iniziale delle carte la cosa è talmente distribuita nel mazzo che praticamente non avremo modo di accorgercene (e anzi, alle volte potrebbe essere un gradito ritorno). Se invece vorremo mescolare il mazzo non è impossibile che si possano incontrare gli stessi elementi di seguito. A ciascuno decidere se la cosa possa essere una vera discriminante sul valore o meno del prodotto: personalmente chi vi scrive non l’ha trovata una cosa negativa, da maggior variabilità al gioco, aumenta la sfida e la necessità di ponderare al meglio le nostre scelte (snobbare l’effetto di una carta ora, perchè si abbonda di una particolare risorsa, potrebbe risultare una pessima decisione poco più avanti).

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Chiudiamo con l’unico elemento che non abbiamo gradito di Unbroken: una storia fin troppo abbozzata e background dei personaggi senza peso. Non ci aspettavamo una lore o un approfondimento dei personaggi da gioco narrativo, ma visto che l’autore ha voluto inserire questi elementi ci saremmo aspettati avessero un maggior impatto sul gioco stesso.
E se sul setting possiamo riservarci il diritto di poter rivedere la cosa (di fatto non siamo mai riusciti a leggere completamente la storia narrata nel mazzo Incontri), ci viene spontaneo chiederci perché fornire agli otto personaggi inclusi un passato, anche piuttosto dettagliato, se poi la cosa non viene minimamente sfruttata in gioco: sarebbe bastato dare a ciascuno un’abilità unica o, ancora più semplicemente, farli partire con un diverso bagaglio di risorse ad inizio partita. Intendiamoci, la cosa non inficia in alcun modo la godibilità del prodotto, ma da un po’ la sensazione di occasione mancata.

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Gioco adatto a

Se dovessimo limitarci alle sole meccaniche di gioco potremmo consigliare Unbroken praticamente a chiunque abbia un minimo di bagaglio ludico alle spalle. Giusto il minimo necessario per assimilare il flusso di gioco. In realtà il vero spartiacque sarà l’alto livello di sfida: affrontando Unbroken dovremo necessariamente accettare il fatto che sarà più facile uscirne sconfitti che vincitori.
A ciascuno valutare se il rischio di dover giocare più e più volte prima di poter vincere sia un ostacolo o una fonte di motivazione e di maggior apprezzamento. Da ultimo, ma è implicito nella natura stessa del gioco, questo prodotto è espressamente indicato per coloro che amano affrontare una sfida in solitario visto che non è prevista alcuna modalità multi-giocatore (sebbene si vociferi di un’espansione che dovrebbe introdurla).

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Conclusioni

Unbroken è un prodotto interessante che fa quello che promette: offrire partite veloci e dense di sfida. Abbiamo qui un un gioco che spinge molto sulla nostra capacità decisionale e che rende imparare dagli errori una parte integrante del sistema: arrivare alla vittoria sarà tutto tranne che facile e, anzi, sarà dalle sconfitte che si imparerà a capire come gestire al meglio le nostre opzioni e le nostre risorse. Tempi di setup brevi e partite veloci lo rendono perfetto per piccole pause o per ripetuti tentativi cancellando (o almeno riducendo molto) il senso di frustrazione che potrebbe derivare dai numerosi tentativi e, anzi, rendono più facile riprovare a sfidare nuovamente la sorte. Unica nota dolente un’ambientazione che sarebbe stato possibile sfruttare molto di più e background dei personaggi assolutamente ininfluenti sul gioco.

Unbroken


Unbroken è un gioco che pur avendo delle meccaniche di base molto semplici sà risultare sempre sfidante. Il tutto accompagnato da un’alta rigiocabilità e da materiali di primo ordine. La facilità con cui può essere intavolato e la ridotta durata di ogni partita rendono possibile riprovarci senza alcuna difficoltà, ma vincere non sarà mai semplice. insomma se la sfida non vi spaventa qui troverete qualcosa di adatto a voi.

Pro

  • Materiali e grafiche di primo livello
  • Sistema di gioco semplice
  • Sfida sempre presente
  • Ottimo per partite veloci
  • Richiede poco spazio
  • Peso del caso limitato...

Contro

  • ...ma talvolta importante
  • Storia messa un po’ da parte
  • Disponibile solo in inglese
  • Carte incontro talvolta ripetitive