Cinema e Serie TV

Y: the last man, la recensione della prima stagione

Con l’episodio di mercoledì 10 novembre si è conclusa la prima stagione della serie Y: the last man, tratto dall’omonima serie a fumetti dei primi anni 2000 e disponibile in streaming sulla piattaforma Disney Plus.

Dopo aver visto i primi tre episodi (di cui trovate qui la nostra recensione) e aver avuto il piacere di intervistare la showrunner Eliza Clark e due degli attori principali della serie (Ben Schnetzer e Ashely Romans), ci ritroviamo a fine stagione a tirare le somme di questa serie. Y: the last man sarà riuscita a mantenere le aspettative create e a eguagliare il successo della serie a fumetti?

Y: the last man, la trama completa

Come vi avevamo raccontato nella nostra recensione, i primi tre episodi sono quelli che gettano le basi di tutta la trama di Y: the last man. Il primo episodio si incentra più che altro sul presentare agli spettatori i vari personaggi principali prima che la catastrofe colpisse il mondo intero. Vite ben definite, integrate più o meno nella propria dimensione, la cui realtà si sgretola e viene stravolta quando ogni mammifero con un cromosoma Y nel proprio DNA, crolla a terra ucciso da una misteriosa pandemia che risparmia solo Yorik e la sua scimmia Ampersand.

Y the last man

Parte quindi una lotta contro il caos e l’anarchia, che vede la madre di Yorik, il membro del congresso Jennifer Brown, diventare Presidente degli Stati Uniti dato che la sua carica politica è la più alta tra quelle sopravvissute. Al suo fianco, l’agente segreto 355 scoprirà che suo figlio è l’unico uomo sopravvissuto alla catastrofe: il suo obbiettivo ora è quello di proteggere il ragazzo e portarlo dalla dottoressa Mann, forse l’unica genetista al mondo in grado di aiutarli a risolvere la situazione studiando Yorik.

Il resto della stagione quindi sviluppa più trame contemporaneamente, seguendo i diversi personaggi nella propria sopravvivenza a questo nuovo mondo. Yorik, l’agente 355 e la dottoressa Mann cercheranno quindi di raggiungere il laboratorio di quest’ultima a San Francisco per iniziare i propri esperimenti, la Presidente Jennifer Brown si troverà alle prese con sotterfugi mirati a farla cadere da parte della controparte Repubblicana. Hero invece, assieme al suo amico Sam, cercheranno un rifugio con la speranza di vivere il resto delle loro vite in un’apparente normalità, ma finendo coinvolti in un gruppo di fanatiche femministe che mira all’estinzione totale del genere maschile.

Differenze tra fumetto e serie

Se i primi episodi si discostavano leggermente dalla narrativa del fumetto creato nei primi anni 2000 da Brian K. Vaughan e Pia Guerra, non possiamo dire la stessa cosa del resto della serie. Nonostante sia più che normale che la storia abbia subito delle variazioni a causa della trasposizione sul piccolo schermo, alcune di queste sembrano essere forse eccessivamente divergenti dalla trama originale.

La showrunner Eliza Clark ha più volte dichiarato di aver voluto ammodernare un po’ Y: the last man per riuscire a coinvolgere ancora di più gli spettatori, aggiungendo di fatto degli elementi nuovi, ma che a distanza di vent’anni ha ritenuto necessari. Tra questi infatti, possiamo trovare Sam Jordan, l’amico transgender di Hero ed interpretato da Elliot Fletcher, con cui affrontiamo l’apocalisse del cromosoma Y sotto un altro aspetto. Con lui vengono portate alla luce delle domande e delle tematiche che il graphic novel di Y: the last man non toccava, se non superficialmente.

Y the last man

Tuttavia, ci sono molte altre differenze tra la serie televisiva e il fumetto a cui non si riesce a trovare un reale scopo, se non quello di creare una sorta di linea parallela al fumetto stesso di Y: the last man, pur mantenendo i punti cardine uguali. Alcune di queste si possono trovare in Hero stessa, la sorella di Yorik, che scopriamo a mano a mano avere un background diverso rispetto a quello della sua controparte bidimensionale. Nei primi episodi infatti, nonostante sia un paramedico come nel fumetto, la possiamo vedere coinvolta in un omicidio creato appositamente per la serie. Questo avvenimento pone le basi per una caratterizzazione ben diversa essendo un fardello più grande da portare, ma sembra quasi non essercene un grande riscontro durante lo sviluppo degli episodi successivi.

Di conseguenza è lecito pensare che alcune scelte siano state fatte con lo scopo di ampliare la visione della trama principale, tuttavia altre sembrano quantomeno futili e stravolgono la stessa senza però apportare quegli elementi in più che andrebbero a definire meglio e ad arricchire la serie Y: the last man. Per non incorrere in spoiler non faremo altri esempi, ma il plot twist finale dell’ultimo episodio è forse una tra le più grosse differenze di cui per il momento non possiamo capirne le ragioni.

Sfortunatamente infatti, il 17 ottobre 2021 la serie è stata cancellata dopo una sola stagione e al momento si cerca una nuova casa di produzione disposta a portare avanti la trama creata. Come dichiarato dalla stessa Eliza Clark, Y: the last man è una delle cose tra le più collaborative e creativamente soddisfacenti di cui lei abbia mai fatto parte e nessuno della crew vuole che un progetto così interessante e focalizzato sulla diversità di genere finisca prematuramente.

Y the last man

Nonostante queste sostanziali differenze e le diverse critiche mosse allo show a causa dei temi trattati, la serie è riuscita a riscuotere un discreto successo, ma ciò non è bastato a FX per decidere di investire ancora di più in Y: the last man. Secondo Eliza Clark però, le ragioni non sarebbero da ricercare nella crew della serie televisiva, ma più che altro nei costi della stessa che hanno subito un innalzamento non indifferente a causa delle posticipazioni e della pandemia.

Non ci resta quindi che aspettare di capire se delle future stagioni di Y: the last man potranno vedere la luce o se il loro destino è scritto dai precedenti tentativi di realizzazione. Nel frattempo quindi, vi consigliamo di guardare i dieci gli episodi della prima stagione di Y: the last man, disponibili per lo streaming su Disney Plus.

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