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Y: The Last Man, la recensione in anteprima dei primi episodi

Sul canale Star di Disney Plus saranno disponibili a partire dal 22 settembre i primi tre episodi della nuova serie Y: The Last Man, uno dei più attesi adattamenti sul piccolo schermo dell’omonima serie a fumetti dei primi anni 2000.

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È dal 2015 che la casa di produzione FX Productions ha annunciato di voler produrre uno show televisivo basato sull’acclamata serie creata da Brian K. Vaughan e Pia Guerra, ma è riuscita solo nel 2019 a trovare tutti i componenti della crew per avviare le riprese, giusto in tempo per la pandemia globale data dal Covid 19. Nonostante i rallentamenti però, i lavori non si sono fermati e due anni dopo l’inizio delle riprese, abbiamo avuto il piacere di guardare in anteprima i primi tre episodi di Y: The Last Man. Riuscirà la serie ad eguagliare il successo dei fumetti?

Y the last man

Y: The Last Man, la recensione in anteprima: trama e personaggi principali

La trama di Y: the last man prende il via appena una catastrofe mondiale colpisce tutti i mammiferi con cromosoma Y, facendoli morire in pochissimi istanti. Gli unici a salvarsi da questa tragedia sembrano essere Yorik Brown, un giovane escapista figlio di un membro del Congresso degli Stati Uniti, e la sua scimmia Ampersand che sta tentando di ammaestrare per renderla adatta alla pet-therapy. Ma una volta che ogni mammifero con cromosoma Y viene ucciso misteriosamente, le loro priorità cambiano e con l’aiuto dell’agente segreto 355, partono alla ricerca di una spiegazione e soprattutto di un modo per salvare i mammiferi dall’estinzione.

Il primo dei tre episodi di Y: The Last Man si incentra però più che altro sul delineare i vari personaggi che incontreremo lungo la serie, facendoceli conoscere prima che la l’apocalisse si abbatta sul mondo. Veniamo quindi presentati ad alcune figure chiave della serie, tra cui abbiamo la madre di Yorik, il membro del Congresso Jennifer Brown. Durante la catastrofe, la Brown vede perire davanti a sé il Presidente degli Stati Uniti e facendo parte lei stessa del Congresso, risulta essere la donna più alta in carica tra i sopravvissuti. Di conseguenza, per legge è lei l’incaricata di prendere le redini della nazione ed essere investita con il grado di Presidente degli USA.

Accanto a lei, vediamo l’ingresso in scena dell’agente 355, facente parte di un’organizzazione segreta che risponde solo agli ordini direttamente impartiti dal Presidente degli Stati Uniti, la quale presa un po’ dalla disperazione della situazione, la manda a cercare sua figlia Hero. L’agente 355 verrà però in contatto con Yorik e Ampersand, portandoli subito alla madre e decretando così l’inizio della sua nuova missione: tenere al sicuro l’ultimo uomo rimasto e la sua scimmia fino alla scoperta di una soluzione.

Tra le donne legate a Yorik, troviamo anche sua sorella Hero, che nel momento della calamità si trovava di turno su un’ambulanza, intenta a discutere con il suo amante e collega. Gli altri personaggi però, non sono tutti direttamente in connessione con l’ultimo uomo rimasto sulla Terra. Ad esempio Kimberly Cunningham Campbell (Amber Tamblyn) è la figlia del Presidente degli Stati Uniti e pur non essendo implicata a livello politico, non sembra essere intenzionata a lasciare il posto vacante del padre in mano ad un membro della fazione opposta alla propria. Fortemente legata alle figure maschili che la circondano e al patriarcato (come confermato dalla showrunner Eliza Clark nella nostra recente intervista), il mondo di Kimberly è crollato a causa della “pandemia” che ha coinvolto tutti gli uomini della sua vita, ma ciò non la fermerà dal reclamare un posto nella nuova società che si sta formando.

Y the last man

Y: The Last Man, la recensione in anteprima: l’apocalisse del cromosoma Y

E se il primo episodio ci aiuta a conoscere più o meno i protagonisti di questa nuova serie per introdurci alla trama di Y: the last man, le successive due puntate ci immergono nel caos totale in cui verte il mondo appena dopo la catastrofe. Strade piene di macchine e corpi, un silenzio inquietante per la città, tutto aiuta a capire in che stato si trova il mondo nei momenti immediatamente successivi e facilita il coinvolgimento degli spettatori nella trama. Ed in questo la fotografia ed il setting urbano della serie riescono nel proprio ruolo, accentuando e creando la perfetta atmosfera di pericolo ed incertezza.

Ogni personaggio che viene portato davanti allo spettatore ha una reazione umana e diversa l’una dall’altra, che però segue lineare il background dello stesso. È quindi molto facile riconoscere le emozioni dei protagonisti e qualche volta immedesimarsi nei loro panni, pur non essendoci mai trovati una situazione così disperata. In questi due episodi quindi, possiamo vedere come i sopravvissuti cerchino di organizzarsi per sopravvivere a ciò che inizialmente sembra un virus, fuggendo in zone remote o in altre protette a livello militare, alla ricerca di una dimensione in cui sentirsi al sicuro.

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Y: The Last Man, la recensione in anteprima: dal fumetto alla serie

Come già accennato, Y: The Last Man è basata sull’omonima serie a fumetti pubblicata dal 2002 al 2007 e creata da Brian K. Vaughan e Pia Guerra. Grazie alla scrittura del primo e ai disegni della seconda, l’opera ha riscosso un grandissimo successo tra il pubblico (annoverando molti tra il cast e la crew dello show), tanto da fargli guadagnare alcuni premi, tra cui anche il Miglior Serie ai Eisner Award, una sorta di equivalente fumettistico degli Academy Awards.

L’interesse generale che si era creato attorno a Y: the last man ha suscitato conseguentemente una certa attenzione anche nel cinema, tanto da spingere la New Line Cinema ad annunciare di avere in cantiere un film basato sulla serie nel 2007. Il regista di questa pellicola avrebbe dovuto essere D. J. Caruso, conosciuto soprattutto per aver diretto Disturbia e alcuni episodi della serie The Shield, e come attori principali avremmo visto Shia LaBeouf nei panni di Yorik e Alicia Keys in quelli dell’agente 355. Su quest’ultima non ci sono mai state conferme, mentre dal primo c’è stato un rifiuto, a causa della somiglianza tra Yorik e Sam Witwicky, il protagonista della serie Transformers.

Y the last man

La divergenza di opinioni sulla lunghezza del film, fece allontanare dalla produzione Caruso dopo qualche anno, dato che voleva crearne una trilogia per rendere giustizia alla storia di Y: the last man, mentre la New Line Cinema ne chiedeva uno stand-alone. Negli anni successivi in molti si sono dati il cambio in diversi ruoli, specialmente all’interno della produzione, per poi finire in un nulla di fatto nel 2014 quando la casa cinematografica restituì a Brian K. Vaughan e Pia Guerra i diritti, non riuscendo a partire con le riprese.

Y: the last man però non aveva finito di far parlare di sé. L’anno seguente FX decise di sviluppare una serie dedicata al fumetto, comprendendo tra gli altri produttori e scrittori proprio Vaughan. Nel 2016 lo stesso fumettista dichiarò molto cautamente che lo show stava prendendo lentamente vita, senza dare altre notizie in merito. Ci vollero altri quattro anni, l’ennesimo cambio ai vertici della produzione e un cambio di attore protagonista, ma una volta trovati tutti i membri definiti del cast, nemmeno la pandemia è riuscita a frenare la serie.

Y the last man

Non c’è dubbio che la produzione di Y: The Last Man sia stata lunga e travagliata, ma dopo aver visto i primi episodi della serie, non possiamo che aspettarci grandi cose. Lo show pur discostandosi leggermente dalla narrativa del fumetto riesce a coinvolgere lo spettatore e ad immergerlo nell’atmosfera angosciante e incerta che aleggia nel mondo di Y: the last man. Ogni preconcetto sociale viene smantellato, partendo proprio dal pensiero binario, non solo riguardo al genere delle persone ma anche (e soprattutto) su loro stesse.

Se anche voi volete seguire le vicende di Yorik Brown e della sua scimmia Ampersand, non vi resta che guardare la prima stagione su Disney+ Star dal 22 settembre.