Il mercato delle schede grafiche sta attraversando una fase di instabilità dei prezzi che colpisce quasi ogni produttore di schede aggiuntive, e ASUS non fa eccezione. Secondo un rapporto di Channel Gate, il colosso taiwanese ha implementato una nuova tornata di aumenti di prezzo sulla propria linea di GPU GeForce RTX 50, con rincari che variano in base al modello e che si aggiungono alle revisioni già effettuate il 21 gennaio scorso. La causa principale, comune a tutti i principali produttori di schede grafiche, risiede nell'incremento dei costi della memoria GDDR, che continua a esercitare pressione verso l'alto sull'intera catena di fornitura dei componenti video.
Al momento, gli aumenti sono effettivi esclusivamente nel mercato della Cina continentale, ma la tendenza osservata nelle settimane precedenti suggerisce che simili revisioni potrebbero propagarsi ad altri mercati nei prossimi mesi. Il modello che ha subito il rincaro più consistente è la GeForce RTX 5090 D V2, con un aumento di 500 yuan (circa 72 dollari). Si tratta di una cifra significativa anche per una scheda di fascia altissima, a conferma di quanto il segmento enthusiast non sia immune dalle pressioni sui costi dei componenti.
Scendendo nella gerarchia della lineup, la GeForce RTX 5070 Ti ha registrato aumenti compresi tra 200 e 300 yuan (equivalenti a circa 30-45 dollari), mentre la GeForce RTX 5080 vede i modelli d'ingresso salire di 100-200 yuan (15-30 dollari), lasciando invariati gli altri tagli. La GeForce RTX 5070 e la RTX 5060 Ti nella variante da 16 GB subiscono un rincaro più contenuto, pari a 100 yuan (circa 15 dollari).
Particolarmente interessante è il caso della GeForce RTX 5060 Ti 8 GB: è l'unico modello dell'intera serie RTX 50 a non essere toccato dagli aumenti, e recenti rapporti indicano che questa variante risulta mediamente più disponibile a scaffale rispetto alla controparte da 16 GB. La RTX 5060, invece, vede tutti i modelli aumentare di 50 yuan (circa 7 dollari). Anche le GPU di generazioni precedenti o di fascia bassa, come le serie 5050, 3050, 1030, 730 e 710, non sono risparmiate, con incrementi generali compresi tra 40 e 55 yuan.
Sul fronte AMD, la situazione è nettamente diversa: ASUS ha scelto di non applicare alcun aumento di prezzo all'intera linea RDNA 4, nota commercialmente come serie RX 9000. Tutti i modelli della gamma rimangono invariati nei listini, una decisione che potrebbe rivelarsi strategicamente vantaggiosa per AMD in un momento in cui i prodotti NVIDIA subiscono continue revisioni al rialzo. Questo posizionamento potrebbe incrementare l'attrattività competitiva delle soluzioni Radeon, soprattutto nel segmento di fascia media dove il rapporto prezzo/prestazioni è determinante per i consumatori.
Va ricordato che ASUS aveva già annunciato revisioni di prezzo a gennaio per diversi prodotti, citando l'aumento dei costi della memoria DRAM. La vera pressione sistemica deriva dall'instabilità del mercato della memoria grafica, una variabile che interessa trasversalmente tutti i produttori di schede aggiuntive, da MSI a Gigabyte, da Sapphire a PowerColor. ASUS è storicamente posizionata nella fascia premium dell'aftermarket, con prodotti come la linea ROG Strix che puntano su dissipazione elaborata e frequenze elevate, il che rende ogni revisione dei prezzi ancora più percepita dagli utenti finali.
Guardando all'evoluzione del mercato, la situazione non sembra destinata a stabilizzarsi nel breve periodo: le previsioni riportate da Channel Gate indicano che i prezzi delle GPU continueranno a subire pressioni nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.