Il settore dei chip per intelligenza artificiale cinese si prepara a un altro importante debutto sui mercati finanziari: Shanghai Biren Intelligent Technology ha avviato la fase di bookbuilding per la sua offerta pubblica iniziale alla borsa di Hong Kong, puntando a raccogliere fino a 4,85 miliardi di dollari di Hong Kong, equivalenti a circa 624 milioni di dollari statunitensi. La società, specializzata nello sviluppo di GPU dedicate all'accelerazione dei carichi di lavoro AI, aprirà le contrattazioni il 2 gennaio 2026, diventando così la prima nuova quotazione dell'anno nel listino hongkonghese e segnando un momento storico come primo produttore di GPU continentale a sbarcare nella piazza finanziaria della regione amministrativa speciale.
Secondo i documenti depositati presso la borsa, Biren metterà sul mercato circa 247,7 milioni di azioni con un range di prezzo compreso tra 17 e 19,60 dollari di Hong Kong per titolo. L'operazione si inserisce in un contesto di crescente interesse degli investitori verso le startup cinesi del settore semiconduttori, alimentato dalle restrizioni commerciali statunitensi che hanno di fatto escluso NVIDIA e altri produttori occidentali dal mercato domestico cinese, creando un'opportunità senza precedenti per i player locali di colmare il vuoto tecnologico.
Il timing della quotazione appare strategicamente calibrato. Le recenti performance borsistiche di concorrenti diretti hanno dimostrato l'appetito del mercato per questo segmento: Moore Threads Technology ha registrato un impressionante rialzo del 425% nel primo giorno di negoziazioni dopo il debutto della sua architettura "Huagang", mentre MetaX Integrated Circuits ha chiuso la sessione inaugurale con un incremento ancora più esplosivo, pari a circa il 693%. Questi numeri riflettono le aspettative del mercato riguardo alla capacità delle aziende cinesi di sviluppare soluzioni competitive per l'accelerazione dei workload di machine learning e neural network training.
La solidità dell'offerta è testimoniata dalla presenza di cornerstone investor di rilievo nel gruppo dei sottoscrittori istituzionali, che hanno già garantito circa 372,5 milioni di dollari con clausole di lock-up di sei mesi. Tra i nomi di spicco figurano Qiming Venture Partners, il conglomerato Ping An Group, UBS, Digital China e gestori patrimoniali internazionali come Lion Global Investors ed Eastspring Investments. Questa composizione diversificata del capitale dimostra la fiducia tanto di attori finanziari locali quanto di investitori globali nelle prospettive del settore GPU cinese.
Nel panorama competitivo domestico, Biren è annoverata tra i cosiddetti "quattro piccoli draghi" delle GPU cinesi, insieme alle già citate Moore Threads e MetaX, oltre a Enflame Technology. Tutte e quattro le società condividono l'ambizioso obiettivo di sfidare l'egemonia di NVIDIA nel mercato degli acceleratori AI, un segmento in rapida espansione trainato dall'esplosione dei large language model e delle applicazioni di inferenza su larga scala. La sfida tecnologica è considerevole: replicare l'ecosistema software CUDA di NVIDIA, l'efficienza energetica delle architetture Hopper e Ada Lovelace, e la maturità dei driver rappresenta un ostacolo non indifferente per i nuovi entranti.
L'accelerazione delle quotazioni tra i produttori di chip AI cinesi riflette una duplice necessità: da un lato, accedere a capitali consistenti per finanziare la ricerca e sviluppo di architetture sempre più complesse e processi produttivi avanzati; dall'altro, consolidare una posizione di mercato prima che la concorrenza diventi eccessivamente frammentata. Con le limitazioni imposte dalle normative statunitensi sui semiconduttori avanzati, queste aziende non possono accedere ai nodi produttivi più avanzati di TSMC o Samsung Foundry per i chip sotto i 7 nm, costringendole a ottimizzare le prestazioni attraverso innovazioni architetturali e di packaging piuttosto che tramite la pura riduzione dimensionale dei transistor.