Il mercato dei chip per l'intelligenza artificiale in Cina sta vivendo una svolta significativa: dopo un iniziale rifiuto, Pechino ha dato il via libera all'importazione delle prime centinaia di migliaia di GPU NVIDIA H200, segnando un momento cruciale nel complesso equilibrio tra restrizioni commerciali statunitensi, ambizioni tecnologiche cinesi e dominio di mercato del colosso di Santa Clara. La decisione arriva a pochi giorni dalla visita nel Paese del CEO Jensen Huang, suggerendo che le pressioni diplomatiche e commerciali abbiano giocato un ruolo determinante in questa apertura.
Secondo quanto riportato da Reuters citando fonti vicine alla vicenda, le prime forniture di NVIDIA H200 sono state assegnate principalmente a tre grandi aziende internet cinesi non identificate, mentre il governo di Pechino ha aperto il canale per future richieste di approvazione da parte di altre società. Si tratta di un cambio di strategia notevole: inizialmente la Cina aveva respinto l'H200 privilegiando lo sviluppo di semiconduttori nazionali, nella cornice più ampia della spinta all'autosufficienza tecnologica che caratterizza la politica industriale del Paese.
L'autorizzazione alla vendita era stata concessa dall'amministrazione statunitense già a fine 2025, ma solo verso aziende cinesi preventivamente verificate e approvate. Questa categoria ristretta di acquirenti rappresenta un compromesso tra le esigenze di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e la volontà di NVIDIA di non perdere completamente uno dei mercati più importanti per i chip destinati all'intelligenza artificiale. Va ricordato che Blackwell B200, la GPU AI più potente di NVIDIA che offre prestazioni fino a dieci volte superiori rispetto all'H200 in specifiche operazioni, rimane invece completamente vietato per l'esportazione verso la Cina.
Il divario tecnologico tra i processori autorizzati è considerevole. L'H200, seconda GPU AI più performante nel portfolio NVIDIA, offre capacità nettamente superiori rispetto all'H20, una versione significativamente depotenziata che era stata l'unica opzione disponibile per le aziende cinesi fino all'approvazione di dicembre da parte dell'amministrazione Trump. Questo gap prestazionale aveva spinto molte società a cercare alternative sul mercato nero: rapporti precedenti hanno documentato che oltre un miliardo di dollari in chip Blackwell B200 e altri processori di fascia alta NVIDIA sono arrivati in Cina attraverso canali illegali, evidenziando la fame tecnologica del Paese.
La Cina sta investendo massicciamente per raggiungere l'indipendenza nel settore dei chip per AI, con Huawei che attualmente rappresenta il produttore nazionale più avanzato. Tuttavia, gli esperti del settore concordano sul fatto che la tecnologia NVIDIA mantenga un vantaggio competitivo sostanziale rispetto a qualsiasi soluzione sviluppata da Huawei o altri produttori cinesi. Questo divario tecnologico rende i chip statunitensi ancora indispensabili per le ambizioni cinesi nel campo dell'intelligenza artificiale, nonostante gli sforzi di localizzazione.