Due data center di ultima generazione progettati per ospitare carichi computazionali ad altissima densità giacciono completamente vuoti nel cuore della Silicon Valley, nonostante siano stati costruiti e completati. Non si tratta di problemi strutturali o di ritardi nella consegna dell'hardware: entrambe le facility sono tecnicamente pronte per accogliere decine di megawatt di server, acceleratori GPU e infrastrutture di networking. Il problema è molto più prosaico e paradossale per una delle aree tecnologicamente più avanzate al mondo: manca l'elettricità. La rete elettrica locale non riesce a tenere il passo con la fame energetica dell'intelligenza artificiale, e questi due impianti rischiano di rimanere inutilizzati per anni.
I protagonisti di questa impasse infrastrutturale sono Digital Realty con il suo data center SJC37 e Stack Infrastructure con il campus SVY02A, entrambi situati a Santa Clara, California. Secondo quanto riportato da Bloomberg, le due strutture sono state progettate ciascuna per gestire un carico critico di 48 megawatt, per un totale combinato di quasi 100 megawatt di capacità IT. Il SJC37 di Digital Realty si estende su quattro piani per una superficie di 430.000 piedi quadrati, mentre il campus di Stack include otto data hall e una sottostazione elettrica dedicata. Tutto è pronto, cavi inclusi, ma l'interruttore non può essere azionato.
Il collo di bottiglia risiede nella capacità di Silicon Valley Power (SVP), l'utility pubblica che fornisce energia elettrica a Santa Clara. La città ospita attualmente 57 facility attive o in fase di sviluppo, una concentrazione di infrastrutture digitali che sta mettendo sotto pressione una rete elettrica pensata per carichi molto più contenuti. SVP ha avviato un piano di espansione da 450 milioni di dollari che prevede la costruzione di nuove sottostazioni e linee di trasmissione, ma i lavori non saranno completati prima del 2028. Nel frattempo, l'utility sta distribuendo l'energia disponibile tra i clienti in modo sequenziale, man mano che nuovi segmenti della rete vengono attivati.
La posizione geografica di Santa Clara non è casuale: la vicinanza a Mountain View, Palo Alto e Sunnyvale la rende strategica per operatori che cercano latenza ultra-bassa verso utenti finali, sviluppatori di modelli linguistici e hyperscaler. Il quartier generale di NVIDIA, leader mondiale nella produzione di GPU per AI training e inference, si trova a pochi minuti da entrambi i siti inattivi, un dettaglio ironico che sottolinea come nemmeno il gigante dei chip possa accelerare la costruzione di infrastrutture elettriche. I cluster di calcolo moderni per l'addestramento di modelli foundation richiedono centinaia di megawatt concentrati in spazi ristretti, con densità energetiche che superano di gran lunga quelle dei tradizionali data center enterprise.
Sia Digital Realty che Stack Infrastructure hanno confermato a Bloomberg di essere in costante coordinamento con SVP per pianificare l'attivazione graduale della potenza elettrica. Tuttavia, il divario tra la velocità di costruzione delle facility e quella di espansione della rete di trasmissione è destinato ad ampliarsi. L'approvazione di nuovi progetti di trasmissione elettrica negli Stati Uniti richiede anni di iter burocratici, permessi ambientali e negoziazioni con comunità locali, mentre i data center possono essere eretti in 18-24 mesi. Il risultato è una crescente flotta di edifici tecnicamente avanzati ma energeticamente inerti.
Questo scenario non riguarda solo la California. In Europa, dove i costi energetici sono strutturalmente più elevati e le normative ambientali più stringenti, operatori come Equinix, Aruba e OVHcloud stanno affrontando sfide simili nell'espansione di facility ad alta densità. La differenza è che nel Vecchio Continente la pressione regolatoria verso efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili è molto più marcata, con il Digital Markets Act e gli obiettivi di decarbonizzazione dell'UE che impongono vincoli aggiuntivi. In Italia, la disponibilità di energia per nuovi data center hyperscale rimane limitata a poche aree con infrastrutture adeguate, principalmente nel Nord.