Il mercato della memoria RAM sta attraversando una fase di volatilità senza precedenti, e Corsair sembra essere riuscita a trasformare questa tempesta in un'opportunità d'oro. I risultati finanziari dell'azienda per il 2025 rivelano un quadro complesso ma illuminante: mentre l'intero settore dei semiconduttori naviga in acque agitate tra carenze di forniture e incertezze macroeconomiche, il produttore americano ha registrato un balzo del 60% nel margine di profitto lordo della divisione componenti, trainato proprio dalle vendite di moduli di memoria.
L'analisi dei numeri finanziari racconta una storia di due realtà parallele all'interno della stessa azienda. La divisione periferiche ha generato ricavi per 472 milioni di dollari con un profitto lordo di 192 milioni, segnando incrementi rispettivamente del 4% e 6% rispetto al 2024. Prestazioni solide ma non spettacolari. Ben diverso il discorso per il settore componenti e sistemi: 980 milioni di dollari di ricavi e quasi 232 milioni di profitto lordo, con quest'ultimo in crescita vertiginosa del 60% anno su anno.
Il dato più significativo emerge però dall'ultimo trimestre del 2025, dove i profitti lordi della divisione componenti hanno registrato un'impennata dell'86% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un incremento di questa portata suggerisce che Corsair stia vendendo prodotti a prezzi elevati mantenendo costi di produzione contenuti, e la spiegazione più plausibile risiede nella gestione strategica delle scorte di chip DRAM.
L'azienda stessa ha dichiarato di aver "navigato con successo un mercato globale dei semiconduttori vincolato per garantire forniture adeguate alla robusta domanda globale dei nostri prodotti di memoria durante il trimestre, consolidando la nostra posizione di leadership nel mercato della memoria ad alte prestazioni". In pratica, Corsair avrebbe accumulato scorte di chip DRAM prima dell'impennata dei prezzi che ha caratterizzato il 2025, permettendole di beneficiare dei nuovi listini senza sopportare aumenti equivalenti nei costi di approvvigionamento.
L'esempio è emblematico della dinamica di mercato: i prezzi al dettaglio della memoria DDR5 sono letteralmente esplosi nella seconda metà del 2025, con incrementi che in molti casi hanno superato il 300%. Se Corsair disponeva di inventari di chip acquistati a prezzi pre-impennata, il margine di profitto su ogni modulo venduto sarebbe diventato sostanzialmente più ampio, spiegando perfettamente il balzo nei profitti della divisione componenti.
Questa dinamica non è esclusiva di Corsair: tutti i produttori di memoria hanno alzato i prezzi in risposta alla pressione sul lato dell'offerta. La peculiarità è che Corsair, essendo quotata negli Stati Uniti, è tenuta a pubblicare rendiconti finanziari dettagliati che permettono di osservare direttamente l'impatto di queste fluttuazioni sui margini di profitto, cosa impossibile per la maggior parte dei concorrenti non statunitensi.
Nonostante i ricavi totali ragguardevoli di 1,47 miliardi di dollari, Corsair ha chiuso il 2025 con una perdita netta di 16 milioni di dollari. Il problema non risiede nel fatturato ma nella struttura dei costi: 1,05 miliardi di costi di produzione e 423 milioni di spese operative hanno eroso completamente i margini. Si tratta di una situazione paradossale dove la divisione memoria genera profitti record ma l'azienda nel complesso registra una perdita.
Le prospettive per il 2026 non sono rosee. Corsair prevede un calo del 5% dei ricavi a livello consolidato, con una crescita a doppia cifra nelle periferiche compensata da un outlook più prudente per componenti e sistemi, proprio a causa delle persistenti carenze di semiconduttori. L'azienda ha già annunciato un focus su "espansione dei margini, disciplina dei costi e gestione più ristretta del capitale circolante per migliorare il flusso di cassa", una formulazione che nel linguaggio corporate spesso prelude a ristrutturazioni e potenziali tagli occupazionali.
Resta da vedere quanto a lungo Corsair potrà continuare a beneficiare del differenziale tra costi di approvvigionamento storici e prezzi di vendita attuali. Quando le scorte di chip acquistati a prezzi pre-crisi si esauriranno, l'azienda dovrà rifornirsi ai prezzi di mercato correnti, comprimendo inevitabilmente i margini. A quel punto, la capacità di mantenere la redditività dipenderà dalla tenuta della domanda a prezzi più elevati e dalla normalizzazione dell'offerta di semiconduttori, due variabili entrambe incerte nel contesto geopolitico ed economico attuale.