Il mondo dell'overclocking estremo delle memorie ha appena assistito a un traguardo storico che sembrava irraggiungibile fino a poche settimane fa. Un overclocker tedesco noto con lo pseudonimo "sergmann" è riuscito a superare la barriera dei 13.000 MT/s con moduli DDR5, stabilendo un nuovo primato mondiale che certifica ufficialmente ciò che altri avevano tentato di raggiungere in forma non verificata. La sfida per conquistare velocità sempre più elevate nelle memorie RAM si è intensificata negli ultimi mesi, trasformandosi in una vera e propria competizione internazionale tra gli appassionati più esperti del settore.
La configurazione hardware utilizzata per questo record rappresenta il vertice assoluto della tecnologia disponibile per gli enthusiast. Il sistema si basa su una scheda madre GIGABYTE Z890 Aorus Tachyon ICE, specificamente progettata per l'overclocking estremo, abbinata a un processore Intel Core Ultra 9 285K e un modulo di memoria Corsair Vengeance DDR5 da 24 GB (trovate il kit da 32 GB su Amazon a prezzo scontato). L'elemento cruciale per raggiungere queste frequenze straordinarie è stato l'utilizzo di azoto liquido per il raffreddamento, applicato sia al processore che alle memorie stesse, una pratica standard negli ambienti di overclocking competitivo ma assolutamente impraticabile per l'uso quotidiano.
I risultati validati da HWBot e verificati attraverso CPU-Z mostrano una frequenza di 6504.0 MHz, corrispondente a un data rate effettivo di circa 13.010 MT/s. Questo risultato arriva dopo settimane di stallo nella progressione dei record, durante le quali gli incrementi erano diventati sempre più difficili da ottenere. Solo un mese prima, l'overclocker "saltycroissant" aveva stabilito un record a 12.920 MT/s utilizzando hardware simile, e aveva dichiarato di aver superato i 13.000 MT/s in forma non ufficiale, prima che sergmann riuscisse a certificare ufficialmente il primato.
L'analisi tecnica dei parametri utilizzati rivela aspetti interessanti ma anche i limiti pratici di queste configurazioni estreme. Le latenze impostate per raggiungere questa velocità sono CL68-127-127-127-2, valori estremamente elevati che in condizioni d'uso normali annullerebbero completamente i vantaggi derivanti dall'alta frequenza. Inoltre, il rapporto tra il controller di memoria integrato e il clock della RAM è stato portato a 3:190, una proporzione necessaria per spingere le memorie a questi livelli ma che evidenzia quanto queste configurazioni siano distanti dall'utilizzo pratico.
La corsa verso questi traguardi è stata resa possibile dal lancio della piattaforma Intel Core Ultra 200S e delle schede madri con chipset Z890, avvenuto l'anno scorso. I nuovi processori dispongono di controller di memoria particolarmente capaci, caratteristica che ha permesso a decine di overclocker di superare agevolmente la soglia dei 10.000 MT/s e, più recentemente, a diversi appassionati di oltrepassare i 12.000 MT/s. La combinazione tra questi processori di ultima generazione e schede madri progettate specificamente per l'overclocking ha creato le condizioni ideali per questa escalation di prestazioni.
Raggiungere simili velocità di trasferimento dati richiede un approccio metodico e paziente, con regolazioni micrometriche dei parametri elettrici e termici. È necessaria una sinergia perfetta tra circuiteria della scheda madre di qualità superiore, controller di memoria robusto e moduli DRAM selezionati per le loro caratteristiche eccezionali. Nel suo messaggio di ringraziamento, sergmann ha menzionato i partner tecnici che hanno reso possibile l'impresa, tra cui GIGABYTE, MIFCOM, Corsair, Seasonic e Thermal Grizzly, oltre a riservare un riconoscimento speciale al collega overclocker Salty.