Il Consumer Electronics Show di Las Vegas ha confermato la preoccupante realtà di cui ormai parliamo da diverse settimane: i prezzi dei PC stanno aumentando vertiginosamente e la disponibilità dei componenti si sta riducendo drasticamente. La causa la conosciamo tutti: una corsa sfrenata alla memoria RAM da parte dei colossi dell'intelligenza artificiale, che stanno letteralmente prosciugando il mercato globale dei semiconduttori.
Il segnale più evidente arriva dai nuovi modelli XPS di Dell, tradizionalmente considerati un punto di riferimento nel segmento premium accessibile. Il Dell XPS 14 parte ora da 2.050 dollari, mentre l'XPS 16 raggiunge i 2.200 dollari. Un incremento sbalorditivo rispetto ai prezzi iniziali previsti di 1.650 e 1.850 dollari, e ancora più marcato se confrontato con i 1.699 e 1.899 dollari dei modelli dell'anno precedente. Per fare un paragone con il mercato italiano, stiamo parlando di laptop che ora costano quanto uno stipendio mensile medio, una cifra che fino a pochi mesi fa garantiva configurazioni di fascia alta con specifiche premium.
La situazione è talmente grave che persino i dirigenti delle aziende coinvolte hanno iniziato a parlare apertamente, rompendo il silenzio che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Wonjin Lee, responsabile marketing di Samsung, ha dichiarato a Bloomberg durante la fiera: "Ci saranno problemi nella fornitura di semiconduttori e questo colpirà tutti. I prezzi stanno aumentando anche mentre parliamo". Una franchezza rara in un settore dove le aziende preferiscono solitamente minimizzare le difficoltà di mercato.
Nel segmento desktop, AMD sta cercando di offrire una via d'uscita alternativa ai propri utenti. David McAfee, vicepresidente aziendale e responsabile del business Client Channel, ha sottolineato come la longevità delle piattaforme AM4 e AM5 dell'azienda possa rappresentare un vantaggio inaspettato. I giocatori e gli appassionati possono aggiornare i processori senza dover sostituire schede madri e, soprattutto, kit di RAM ormai costosissimi. "Penso che questo potrebbe essere un trend nel 2026, con più aggiornamenti di componenti singoli anziché sostituzioni complete del sistema", ha spiegato McAfee in un'intervista collettiva.
Secondo i dati di AMD, tra il 30 e il 40 percento del business dell'azienda ruota ancora attorno alla piattaforma AM4, con processori popolari come il 2600 o la serie 3000 ancora ampiamente utilizzati. Passare anche solo a processori della serie 5000, compatibili con gli stessi socket e schede madri, può garantire miglioramenti significativi senza l'onere di acquistare nuova memoria. McAfee ha anche rivelato un dettaglio tecnico interessante: i chip X3D con tecnologia 3D V-cache di AMD risultano meno sensibili alle prestazioni della RAM, grazie alle abbondanti cache L2 e L3 integrate.
Ma dove sta andando tutta questa memoria che manca sul mercato consumer? La risposta è arrivata proprio dal CES, con annunci che hanno fatto tremare il settore. NVIDIA ha presentato il supercomputer AI Vera Rubin, un mostro capace di gestire fino a 54 terabyte di RAM distribuiti su 36 CPU Vera e 20,7 terabyte di memoria su 72 GPU. Non da meno AMD, che ha svelato il rack AI Helios con supporto fino a 31 terabyte di memoria su 72 GPU AMD Instinct MI455X. Questi sistemi, destinati all'addestramento e all'inferenza dei modelli di intelligenza artificiale, hanno un appetito insaziabile per i componenti che fino a ieri erano destinati ai computer tradizionali.
La volatilità degli ultimi due mesi è stata definita da McAfee come "senza precedenti", e non si tratta di un'esagerazione retorica. Quando anche Apple, con il suo controllo ferreo sulla catena di fornitura, mantiene invariato il prezzo del MacBook Pro da 14 pollici, mentre Dell è costretta a sfondare la barriera dei 2.000 dollari per i modelli base, significa che qualcosa di strutturale si è rotto nel mercato. Il MacBook Pro da 16 pollici parte comunque da 2.499 dollari, rendendo Dell ancora relativamente competitiva, ma il confronto offre poco consolazione.
McAfee si è mostrato moderatamente ottimista sui tempi di recupero, prevedendo una stabilizzazione dei prezzi nei primi tre-sei mesi dell'anno, anche se non ha fornito argomentazioni dettagliate a sostegno di questa previsione. La realtà è che l'intero settore dei PC è ostaggio di una fornitura sempre più limitata, mentre i produttori interpellati prima del CES, tra cui Dell e Acer, si erano rifiutati di commentare la situazione. Probabilmente speravano in un miglioramento che permettesse di annunciare i nuovi sistemi senza shock di prezzo, ma così non è stato.
Il quadro che emerge è quello che tristemente ci siamo già raccontati: un'industria dei computer personali messa in secondo piano rispetto alle esigenze del boom dell'intelligenza artificiale. Mentre OpenAI, Microsoft e NVIDIA celebrano i progressi tecnologici dei loro datacenter, milioni di consumatori si trovano di fronte a una scelta difficile: pagare molto di più per macchine con specifiche simili a quelle dell'anno scorso, oppure rimandare l'acquisto sperando in tempi migliori. Per chi costruisce PC assemblati, la strategia suggerita da AMD di aggiornamenti graduali potrebbe essere l'unica via percorribile in un anno che si preannuncia caratterizzato da continui rincari.