Nel panorama dei sistemi operativi per PC, il 2026 si sta rivelando un punto di svolta significativo per Windows 11: dopo mesi di stagnazione e persino un lieve calo nelle rilevazioni di fine 2025, la piattaforma Microsoft ha registrato un'accelerazione nell'adozione che pochi analisti avrebbero previsto. I dati raccolti da Statcounter — che monitora miliardi di visualizzazioni di pagina su circa 1,5 miliardi di siti web ogni mese — dipingono un quadro di crescita netta, seppur in un contesto ancora complesso per l'ecosistema Windows nel suo insieme.
Secondo le rilevazioni di Statcounter, Windows 11 ha raggiunto una quota di mercato del 72,78% a febbraio 2026, partendo dal 50,73% registrato a dicembre 2025. Si tratta di un recupero di oltre 22 punti percentuali in poco più di due mesi, con un balzo intermedio di 12 punti già documentato a inizio febbraio. Un ritmo di crescita che, considerata la tradizionale lentezza con cui gli utenti migrano tra versioni di Windows, risulta tutt'altro che ordinario.
Sul fronte opposto, Windows 10 è scivolato al 26,27%, segnando una contrazione significativa rispetto alle quote detenute nei mesi precedenti. Ancora più emblematica è la quasi totale scomparsa di Windows 7, che a inizio 2026 manteneva ancora una quota intorno al 3,8% e che ora è precipitato sotto la soglia dell'1%, raggiungendo di fatto lo stesso limbo statistico di Windows 8, 8.1 e Windows XP.
Vale la pena sottolineare che Statcounter non dispone di dati ufficiali forniti direttamente da Microsoft: la metodologia si basa sull'analisi del traffico web aggregato, il che può introdurre alcune distorsioni — ad esempio, gli utenti aziendali o quelli che navigano poco tendono a essere sottorappresentati. Tuttavia, la tendenza che emerge è coerente con quanto dichiarato pubblicamente dall'amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, il quale ha confermato durante l'ultima chiamata sui risultati finanziari dell'azienda che Windows 11 ha superato il traguardo del miliardo di utenti attivi.
Il confronto generazionale con Windows 10 è particolarmente interessante: la versione più recente del sistema operativo ha impiegato 1.576 giorni per toccare quota un miliardo di utenti, rispetto ai 1.705 giorni necessari al suo predecessore. Un risultato che, alla luce delle numerose critiche ricevute da Windows 11 sin dal lancio, appare tutt'altro che scontato.
Perché tante critiche, allora? Windows 11 presenta una serie di problematiche concrete che continuano ad alimentare il malcontento degli utenti più attenti. Nel corso del 2026, Microsoft ha già dovuto rilasciare diversi aggiornamenti di emergenza fuori ciclo per correggere regressioni introdotte da patch principali. L'integrazione sempre più pervasiva dell'intelligenza artificiale nel sistema operativo — spesso percepita come affrettata e poco rifinita — continua a generare perplessità, soprattutto quando applicazioni storiche come Blocco Note smettono di avviarsi a causa di problemi lato server legati ai servizi di licenza.
A questi episodi si aggiungono questioni strutturali: la telemetria in espansione, l'obbligo di un account Microsoft per completare l'installazione e la progressiva chiusura del ciclo di vita di Windows 10, prevista per ottobre 2025, che di fatto spinge gli utenti verso l'aggiornamento anche in assenza di hardware compatibile con i requisiti ufficiali di Windows 11. Requisiti che, con il vincolo del TPM 2.0 e dei processori supportati, continuano a escludere una fetta non trascurabile del parco macchine mondiale.
Nonostante queste frizioni, la traiettoria di crescita indica che la spinta combinata della fine del supporto a Windows 10 e il naturale rinnovamento del parco hardware sta producendo effetti concreti. Gli utenti che acquistano nuovi PC ricevono Windows 11 preinstallato, e chi era in attesa di migrare sembra aver accelerato la transizione. Resta da vedere se Microsoft saprà sfruttare questo momento favorevole migliorando la stabilità e la qualità degli aggiornamenti, o se le criticità accumulate nel tempo finiranno per erodere la fiducia guadagnata.
Guardando ai prossimi mesi, l'attenzione si sposta su ciò che Microsoft presenterà nel ciclo di aggiornamenti di Windows 11 nel 2026, incluse le funzionalità legate a Copilot e all'elaborazione AI on-device tramite i chip NPU delle piattaforme Copilot+. La vera sfida per Redmond non è più far adottare Windows 11, ma convincere la propria base utenti che le innovazioni in arrivo valgono i compromessi — in termini di privacy, compatibilità e stabilità — che il sistema operativo continua a richiedere.