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Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K | Recensione

Li abbiamo aspettati a lungo, finalmente ci siamo: i nuovi Intel Core di decima generazione sono tra noi. Annunciati il 30 aprile scorso, dopo quasi un mese abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani su due dei processori più interessanti della nuova gamma, l’Intel Core i9-10900K e l’Intel Core i5-10600K. I nuovi processori fanno parte della famiglia Intel Comet Lake-S e mirano a migliorare ulteriormente le prestazioni della nona generazione, nome in codice Coffee Lake Refresh, per poter competere meglio con le soluzioni AMD Ryzen 3000, attuali top di gamma della casa di Sunnyvale.

L’Intel Core i9-10900K e l’Intel Core i5-10600K sono dedicati a due fasce d’utenza diverse: il primo è progettato per i content creator che necessitano un elevato numero di core, il secondo è indirizzato a tutti i videogiocatori che vogliono assemblare un PC gaming potente, ma dal costo relativamente contenuto. Data questa differenza di target (e di fascia di prezzo) nel corso della recensione faremo delle considerazioni dedicate per ognuno dei due processori.

Specifiche tecniche Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K

I nuovi Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K sono basati ancora sul processo produttivo a 14nm, ulteriormente raffinato da Intel ma che ormai sente il peso degli anni. Per migliorare ancora le proprie CPU, il colosso di Santa Clara non ha lavorato solamente a nuove tecnologie (come il Thermal Velocity Boost, che vedremo tra poco) ma anche a migliorie hardware, come il Thin Die STIM. Come probabilmente molti di voi sapranno, nei suoi processori Intel inserisce tra il die e l’IHS (Integrated Heat Spdreader) lo STIM (Solder Themal Interface Material), un materiale che garantisce maggior conduttività termica e facilita la dissipazione del calore, aumentando di fatto il margine termico. il Thin Die STIM introdotto nei nuovi Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K ha un spessore inferiore rispetto a quello usato in precedenza, ciò permette di utilizzare un IHS di dimensioni maggiori.

L’Intel Core i9-10900K è il top di gamma della decima generazione e offre una configurazione 10 core / 20 thread, una frequenza base di 3,7GHz, 20MB di cache e un TDP di 125 watt. Per quanto riguarda la frequenza di Boost abbiamo diversi valori: si parte da 5,1GHz single-core e 4,8GHz all-core, ma con il Turbo Boost Max 3.0 è possibile raggiungere i 5,2GHz su un solo core. La vera novità di questo Intel Core i9-10900K sta però nel Thermal Velocity Boost, la nuova tecnologia di Intel che permette al processore di sfruttare il margine termico ed energetico a disposizione per raggiungere frequenze superiori a quelle a cui si spingerebbe di solito; entrando più nel dettaglio, la tecnologia Thermal Velocity Boost si attiva quando la CPU si trova a una temperatura di 70°C o inferiore e solo se c’è del margine energetico disponibile. Grazie a questa nuova funzionalità, l’Intel Core i9-10900K è in grado di raggiungere una frequenza di picco di 5,3GHz single-core e 4,9GHz all-core, rendendolo il processore più veloce in termini di frequenze single-core presente oggi sul mercato.

Per quanto riguarda invece l’Intel Core i5-10600K, abbiamo a disposizione 12MB di cache e una configurazione 6 core / 12 thread a una frequenza base di 4,1GHz, che possono raggiungere in Boost i 4,8GHz single-core e i 4,1GHz all-core. A differenza di quanto visto sul Core i9-10900K qui non abbiamo né il Turbo Boost Max 3.0 né il Thermal Velocity Boost, ma il TDP rimane di 125W.

Dando uno sguardo alle specifiche possiamo notare dei miglioramenti rispetto alla generazione precedente, che si traducono in prestazioni superiori; rispetto al Core i9-9900K, il nuovo Intel Core i9-10900K guadagna 2 core, 4MB di cache e frequenze di Boost più alte, anche senza considerare le nuove tecnologie Thermal Velocity Boost e Turbo Boost Max 3.0. Per quanto riguarda l’Intel Core i5-10600K abbiamo invece il ritorno dell’Hyper-Threading, assente sul Core i5-9600K, e (anche in questo caso) frequenze più alte e un aumento della cache. Entrambi gli Intel Core di decima generazione alzano però il TDP, che passa da 95 watt a 125 watt per entrambe le soluzioni.

Modello CPU Intel Core i9-10900K Intel Core i5-10600K
Architettura Comet Lake Comet Lake
Processo produttivo 14nm 14nm
Core / thread 10 / 20 6 / 12
Frequenza base / Boost 3,7 / 5,2 GHz (4,8 GHz all-core) 4,1 / 4,8 GHz (4,5GHz all-core)
Frequenza Thermal Velocity Boost 5,3GHz single-core / 4,9GHz all-core
Cache 20MB 12MB
Linee PCIe 3.0 fino a 40 fino a 40
TDP 125W 125W
Prezzo  488 dollari + VAT 262 dollari + VAT

Chipset Z490 e socket LGA1200

Come già annunciato in fase di presentazione e ripetuto più volte sulle nostre pagine, i nuovi Intel Core di decima generazione non sono compatibili con le attuali schede madri della serie 300, ma necessitano di un nuovo chipset e di un nuovo socket.

Per quanto riguarda il chipset, Intel prosegue con la nomenclatura mantenuta finora, declinando la nuova serie 400 in diverse proposte quali Z490, B460, H470 e così via. Inizialmente, in concomitanza del lancio dei nuovi processori Intel Core Comet Lake, arriveranno sul mercato solamente schede madri con il chipset Z490, punta di diamante della lineup Intel; le proposte più economiche con chipset B460 e H470 arriveranno in un secondo momento.

Il nuovo Intel Z490 offre un BUS con velocità pari a 8GT/s, supporto a configurazioni di memoria dual channel e un massimo di 24 linee PCIe 3.0. Manca quindi il supporto al nuovo standard PCIe 4.0, ma sappiamo che tutte le schede madri top di gamma con questo chipset sono identificate come “PCIe 4.0 ready”. Che cosa significa? Semplicemente che, in previsione dell’integrazione della tecnologia nelle future CPU Intel, le motherboard in questione sono già state progettate per supportare le linee PCIe 4.0 provenienti dal processore.

Il chipset Z490 mette poi a disposizione fino a 14 porte USB, così divise in base allo standard utilizzato: fino a 6 USB 3.2 Gen2 (10Gbps), fino a 10 USB 3.2 Gen1 (5Gbps) e fino a 14 USB 2.0. Troviamo poi il supporto a Intel Optane, Intel Smart Sound, un massimo di 6 porte SATA III, configurazioni RAID 0,1,5,10 e l’integrazione del chip Intel Wi-Fi 6 AX201.

Come detto assieme al nuovo chipset arriva anche un nuovo socket, denominato LGA1200. Le tipiche “tacche” che troviamo sulle CPU intel sono state spostate dalla parte superiore a quella inferiore, rendendo di fatto impossibile installare processori precedenti alla decima generazione nelle nuove schede madri e viceversa. Intel è però riuscita a mantenere inalterate sia le dimensioni del socket sia la posizione dei fori per il montaggio dei dissipatori, quindi potrete riutilizzare il sistema di raffreddamento che usavate sul socket LGA1151 senza troppe preoccupazioni.

Sempre in merito al nuovo LGA1200 è bene ricordare che, sebbene non siano ancora state rilasciate informazioni ufficiali da parte di Intel, alcuni produttori di schede madri hanno comunicato che sarà compatibile anche con le future soluzioni Rocket Lake, previste secondo alcuni per la fine di questo 2020 e che dovrebbero integrare il supporto al PCIe 4.0, caratteristica che giustificherebbe ancor di più il “PCIe 4.0 ready” citato poco sopra.

Prestazioni Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K

Per questa recensione abbiamo deciso di effettuare diversi test su processori AMD e Intel di fascia medio-alta, per avere un’idea di quali siano le differenze tra le proposte dei due competitor in questo segmento di mercato. Nello specifico abbiamo deciso di inserire tutte le migliori proposte Intel Coffee Lake Refresh (Core i9-9900K, Core i7-9700K, Core i5-9600K) e il Ryzen 7 3700X, oltre ai concorrenti più diretti dei nuovi Intel Core i9-10900K e Intel Core i5-10600K, identificati rispettivamente nel Ryzen 9 3900X e nel Ryzen 5 3600. Come noterete dai grafici manca l’Intel Core i7-10700K: per il momento non abbiamo ancora un sample tra le mani, ma non appena ne recupereremo uno scriveremo una recensione dedicata.

All’interno dei grafici vedrete anche dei risultati relativi al nuovo Core i9-10900K riportanti la dicitura “sbloccato”: alcune schede madri, come la Asus ROG Maximus XII Hero usata nei nostri test, permettono (premendo semplicemente un tasto al primo avvio del sistema) di “sbloccare” il TDP del processore, permettendogli di rompere il muro dei 125 watt. Se si sceglie questa opzione la CPU assorbirà più energia e avrà bisogno di un sistema di raffreddamento adeguato (preferibilmente a liquido) per funzionare a dovere, ma sarà in grado di offrire prestazioni superiori.

Nelle nostre prove abbiamo effettuato benchmark sintetici, di produttività e relativi al gaming, cercando di coprire quanti più differenti casi d’uso possibile e mettere alla prova le CPU con carichi di lavoro diversi. Prima di addentrarci nei grafici vi lasciamo le tabelle con le piattaforme utilizzate per i test.

Configurazione di prova AMD

Dissipatore AMD Wraith Prism RGB (acquistabile qui)
Scheda madre Asus ROG X570 Crosshair VIII Hero (acquistabile qui)
RAM G.Skill TridentZ Royal 16 GB 3600 MHz (acquistabile qui)
Archiviazione SSD PCIe 4.0 Corsair MP600 2 TB (acquistabile qui)
Alimentatore Asus ROG Thor 850M (acquistabile qui)
Scheda video Asus ROG Strix RTX 2080 (acquistabile qui)
Sistema operativo Windows 10 versione 1909 (acquistabile qui)

Configurazione di prova Intel nona generazione

Dissipatore Noctua NH-U12A (acquistabile qui)
Scheda madre Asus ROG Maximus XI Hero (WiFi) (acquistabile qui)
RAM Corsair Dominator Platinum 16 GB 3600 MHz (acquistabile qui)
Archiviazione SSD PCIe 4.0 Corsair MP600 2 TB (acquistabile qui)
Alimentatore Asus ROG Thor 850M (acquistabile qui)
Scheda video Asus ROG Strix RTX 2080 (acquistabile qui)
Sistema operativo Windows 10 versione 1909 (acquistabile qui)

Configurazione di prova Intel decima generazione

Dissipatore Noctua NH-U12A (acquistabile qui) / Asus ROG Ryujin 360 (acquistabile qui)
Scheda madre Asus ROG Maximus XII Hero (WiFi) (acquistabile qui)
RAM G.Skill TridentZ Royal 16 GB 4000 MHz (acquistabile qui)
Archiviazione SSD PCIe 4.0 Corsair MP600 2 TB (acquistabile qui)
Alimentatore Asus ROG Thor 850M (acquistabile qui)
Scheda video Asus ROG Strix RTX 2080 (acquistabile qui)
Sistema operativo Windows 10 versione 1909 (acquistabile qui)

Prestazioni nei videogiochi

Abbiamo eseguito i benchmark relativi ai videogiochi a risoluzione Full HD, impostando un livello di dettaglio elevato e disattivando l’antialiasing. Abbiamo messo alla prova differenti titoli, principalmente alla ricerca di un mix che possa farci capire le prestazioni derivanti direttamente dall’IPC e dalla presenza di molteplici core.

Civilization VI

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - Civ6

Nel test IA di Civilization VI i processori sono tutti molti vicini tra loro, con differenze nell’ordine del centesimo di secondo. L’Intel Core i9-10900K supera infatti il Ryzen 9 3900X solamente di 2 centesimi, così come l’Intel Core i5-10600K migliora il risultato del Ryzen 5 3600 di 6 centesimi. In testa alla classifica troviamo il Core i9-10900K sbloccato, che fa segnare un tempo di soli 6,61 secondi.

F1 2019

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - F1 2019

F1 2019 è un gioco che tende a sfruttare buona parte dei core a disposizione, ma anche le frequenze giocano un ruolo importante; questo fattore permette al Core i9-10900K e al Core i5-10600K di piazzarsi in testa alla classifica, facendo registrare entrambi 182 FPS medi. Il Ryzen 9 3900X e il Ryzen 5 3600 sono più indietro, fermi rispettivamente a 165 e 145 FPS.

Anche in questo caso sbloccare il TDP dell’Intel Core i9-10900K porta dei benefici e fa guadagnare una manciata di FPS in più: la CPU raggiunge i 188 frame al secondo.

Assassin’s Creed Odyssey

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - AC: Odyssey

In Assassin’s Creed Odyssey troviamo una situazione molto simile a quella vista in Civilization VI, con tutte le CPU molto vicine tra loro e distanti pochissimi FPS. L’Intel Core i9-10900K sbloccato si conferma primo in classifica con 80 FPS, ma nella sua versione “base” lascia il passo al Core i7-9700K e al Core i9-9900K, che con un guizzo totalizzano rispettivamente 79 e 77 FPS, contro i 76 della nuova proposta. Il Ryzen 9 3900X si posiziona subito dietro, distaccato di un solo FPS. Come detto si tratta di differenze davvero minime, che non andranno a cambiare radicalmente l’esperienza di gioco.

L’Intel Core i5-10600K fa segnare invece 74 FPS (gli stessi del predecessore Core i9-9600K) e distanzia in maniera più importante il Ryzen 5 3600, fermo a 68 FPS.

Metro Exodus

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - Metro Exodus

In Metro Exodus abbiamo delle differenze più marcate tra le proposte di Intel e quelle di AMD, merito delle frequenze maggiori raggiunte dai processori di Santa Clara: i Core di decima generazione occupano le prime posizioni della classifica facendo segnare 90,6, 90,2 e 88,9 FPS, mentre i corrispettivi Ryzen fanno segnare rispettivamente 83 e 81,5 FPS.

Rainbow Six Siege

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - R6 Siege

Lo stesso discorso vale per Rainbow Six Siege, titolo che apprezza le frequenze elevate e che permette ai nuovi Comet Lake-S di mettersi in mostra, staccando i rivali di una ventina di FPS medi. Qui l’Intel Core i9-10900K arriva a 244,7 FPS in versione sbloccata e a 241,5 FPS in versione base, seguito dall’Intel Core i5-10600K che raggiunge i 238,2 FPS. Le soluzioni AMD sono più indietro, con il Ryzen 9 3900X che totalizza 225,3 FPS e il Ryzen 5 3600 fermo a 215,3 FPS.

Prestazioni in produttività

Similmente a quanto fatto con i videogiochi, anche in questo caso abbiamo cercato di creare un mix di test che rappresentassero diversi carichi e casi d’uso; per questo motivo abbiamo incluso benchmark sintetici, di rendering e di transcodifica video.

Cinebench R20

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - CBR20 multi

In Cinebench R20 multi-thread torniamo a vedere il Ryzen 9 3900X in cima, merito soprattutto dei suoi 4 thread in più rispetto al Core i9-10900K. Il benchmark non riserva sorprese: la classifica è determinata dal numero di thread o, in caso di configurazioni identiche, dalle frequenze di Boost all-core delle varie CPU.

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - CBR20 single

Nel test single-thread le CPU Intel si piazzano in testa grazie alle frequenze di Boost maggiori. Il Thermal Velocity Boost gioca un ruolo fondamentale nei punteggi ottenuti dall’Intel Core i9-10900K, che potendo raggiugnere i 5,3GHz stacca di 20 punti (30 se sblocchiamo il TDP) il Ryzen 9 3900X. Anche l’Intel Core i5-10600K si comporta bene, superando della stessa cifra il Ryzen 5 3600.

POV-Ray

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - POV-Ray multi

In POV-Ray multi-thread ritroviamo la stessa situazione di Cinebench R20, ma con una particolarità: qui sembra che l’Intel Core i5-10600K riesca a esprimersi al meglio, facendo registrare un tempo inferiore (e quindi migliore) rispetto all’ AMD Ryzen 5 3600.

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - POV-Ray single

nel test single-thread ritroviamo il Core i9-10900K in cima alla classifica, seguito a ruota da tutte le altre proposte Intel. I tre Ryzen inclusi in questo confronto si piazzano nelle ultime tre posizioni della classifica, segno che AMD deve ancora lavorare sulle prestazioni single-core con alcuni software.

Blender

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - Blender

Come altri benchmark visti in questa recensione, anche Blender tende a sfruttare tutti i core a sua disposizione. Il Ryzen 9 3900X si piazza primo grazie ai suoi 24 thread, seguito a ruota dall’Intel Core i9-10900K. Il Core i5-10600K supera il Ryzen 5 3600, merito della frequenza di Boost più elevata.

Handbrake

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - Handbrake

Nel test di Handbrake il Ryzen 9 3900X e il Core i9-10900K ottengono risultati molto vicini tra loro, con una differenza di soli 2 secondi a favore del primo. In questo benchmark sbloccare il TDP della nuova proposta di Intel non porta nessun beneficio concreto; è il primo degli unici due casi dove ritroviamo questa situazione.

L’Intel Core i5-10600K migliora invece di molto le prestazioni del suo predecessore, ma fa sorprendentemente fatica rispetto al Ryzen 5 3600, che fa segnare un tempo di 12 secondi migliore.

Corona 1.3

In Corona 1.3 ritroviamo una situazione simile a quella vista in Handbrake, con il Ryzen 9 3900X e l’Intel Core i9-10900K distanziati di un solo secondo. Anche l’Intel Core i5-10600K si comporta bene, ottenendo un risultato nettamente migliore di quello del Ryzen 5 3600.

7-Zip

Benchmark i9-10900K e i5-10600K - 7-Zip compression
Benchmark i9-10900K e i5-10600K - 7-Zip decompression

In 7-Zip i nuovi Intel Core di decima generazione migliorano enormemente i risultati ottenuti dalla nona, ma AMD si dimostra ancora superiore, con il Ryzen 9 3900X a dominare la classifica.

3DMark Physics

Benchmark i9-10900K e i5-10600K - 3DMark Physics

Il punteggio Physics di 3DMark è il secondo test in cui vediamo che sbloccare il TDP del nuovo Core i9 non porta benefici, con la versione base che ottiene addirittura un punteggio superiore. Per il resto non ci sono particolari sorprese: il benchmark premia più la frequenza che il numero totale di core, motivo per cui il Ryzen 9 3900X si piazza dietro il nuovo top di gamma Intel e il Core i5-10600K supera in maniera convincente il Ryzen 5 3600.

Consumi

Per misurare i consumi abbiamo rilevato i valori in watt alla presa di tutta la piattaforma, sia in idle che sotto carico.

Benchmark i9-1900K e i5-9600K - Consumi

Le nuove CPU Intel fanno registrare consumi nella norma, superiori a quelli delle proposte di precedente generazioni ma tutt’altro che allarmanti. Bisogna però spendere due parole in merito all’Intel Core i9-10900K con TDP sbloccato, che come potete vedere dal grafico fa segnare un assorbimento d’energia decisamente importante.

i quasi 320W sono giustificati dal fatto che la CPU, lasciata di libera di assorbire tutta l’energia necessaria per mantenere le massime frequenze il più a lungo possibile, arriva ad assorbire circa 220w. I rumor che parlavano di un assorbimento di 235 watt erano quindi veritieri? In parte. Se da un lato infatti è vero che il Core i9-10900K sfiora quei consumi, è anche vero che non lo fa se non quando noi gli diamo il permesso di farlo; se manterrete il TDP stock di Intel, il processore non assorbirà mai più di 125 watt.

I rumor citati parlavano anche di temperature estremamente elevate, pari anche a 93 gradi con un raffreddamento AIO da 240mm. È importante sottolineare che non abbiamo assolutamente rilevato questi valori: nella nostra esperienza con TDP sbloccato e con carichi di lavoro reali, se raffreddato con un Noctua NH-U12A il processore raggiunge abbastanza rapidamente gli 83 gradi, punto in cui il Thermal Velocity Boost si disattiva, le frequenze si abbassano e la temperatura scende altrettanto velocemente. Nei test effettuati con un AIO ROG Ryujin 360mm invece la temperatura non è mai salita oltre i 71 gradi, nemmeno con i carichi più impegnativi.

Conclusioni

L’Intel Core i9-10900K e l’Intel Core i5-10600K potrebbero essere all’apparenza due prodotti semplici da valutare, ma mai più di oggi è necessario tenere in considerazione molti fattori per avere una valutazione completa, come la nuova piattaforma, il fatto che siano due processori adatti a utenti molto differenti tra loro, il prezzo sia delle CPU che delle schede madri, nonché la disponibilità, al momento, di un solo chipset abbinato a un nuovo socket.

Il Core i9-10900K è pensato per i creator che hanno bisogno di tanti core per i loro software di produttività e per le attività multi-tasking, come ad esempio giocare, fare streaming e contemporaneamente registrare il gameplay. Il secondo è invece dedicato ai videogiocatori, che vogliono una configurazione prestante ma che non costi una fortuna.

Dividiamo quindi le nostre conclusioni in due capitoli distinti, uno dedicato all’Intel Core i9-10900K e un altro all’Intel Core i5-10600K. Prima di continuare dobbiamo specificare che non abbiamo ancora testato il Core i7-10700K, ma recupereremo il test non appena possibile.

Intel Core i9-10900K

L’Intel Core i9-10900K è un processore che si propone come soluzione ideale ai creatori di contenuti che sfruttano bene il multi-tasking e usano applicazioni in grado di avvantaggiarsi bene di un gran numero di thread. Sarebbe sprecato se l’obiettivo fosse solo videogiocare, poiché solo una manciata, pochissimi videogiochi sono oggi in grado di fare la differenza quando abbinati a un processore con tanti core. Il concorrente diretto in casa AMD di questa CPU è il Ryzen 9 3900X, che tuttavia non può uguagliare in termini di core/thread, essendo quest’ultimo dotato di 12 core /24 thread, contro i 10 core /20 thread del modello Intel. Più correttamente va a posizionarsi tra il Ryzen 7 3700X e il Ryzen 9 3900X. Se infatti andiamo ad analizzare le prestazioni in ambiente multi-core l’Intel Core i9-10900K è mediamente più veloce del 22% rispetto al Ryzen 7 3700X, ma mediamente più lento del 9% rispetto al Ryzen 9 3900X.

La situazione cambia in ambito videogiochi, dove il 10900K supera entrambi i processori AMD, facendo segnare un +8% di FPS medi rispetto al Ryzen 7 3700X e un +6% rispetto al Ryzen 9 3900X.

La configurazione 10 core / 20 thread e le frequenze elevate permettono quindi all’Intel Core i9-10900K di ribadire la supremazia nei videogiochi (dove le prestazioni single-core sono più importanti per via della poca ottimizzazione multi-thread), già affermata con la nona generazione. Alla domanda “qual è il processore migliore per i videogiochi?” la risposta è semplice, l’Intel Core i9-10900K. Sarebbe tuttavia un giudizio incompleto se ci fermassimo qui, poiché come abbiamo detto questo processore è adatto ai content creator e in generale a tutte quelle persone che vogliono fare molto di più oltre a videogiocare. In un contesto più completo il Core i9-10900K riesce a offrire prestazioni convincenti, ma leggermente inferiori rispetto a quelle del Ryzen 9 3900X, che ha dalla sua due core in più.

Guardando quindi alle solo prestazioni, l’unica discriminante che potrebbe eliminare il “piccolo” divario tra le due soluzioni sarebbe il software o la modalità multi-tasking, poiché se non riuscirete a impegnare più di 10 core, allora le due piattaforme si equivarrebbero, e si potrebbe anche preferire Intel per via delle prestazioni single-core maggiori. Aggiungiamo quindi all’equazione il prezzo, una variabile che oggi pesa veramente molto, ben più che in passato.

L’Intel Core i9-10900K probabilmente sarà venduto a un prezzo di listino intorno ai 600 euro (come al solito possiamo fare le valutazioni solo sui prezzi di listino), mentre il Ryzen 9 3900X è acquistabile oggi a circa 475 euro. La proposta del colosso di Sunnyvale verrebbe a costare il 21% circa in meno, a fronte di prestazioni come detto intorno al 9% superiori in produttività. Aggiungiamo il fatto che dovrete acquistare una nuova scheda madre Z490, che avranno prezzi allineati con quelli di uscita delle X570, che oggi tuttavia costano meno. In altre parole, il prezzo delle schede madre Z490, almeno per un primo periodo, sarà superiore rispetto a quello delle controparti X570 per Ryzen.

A conti fatti, oggi vi ritroverete a spendere molto di più per una soluzione Intel, che seppur buona, non offre lo stesso valore della soluzione AMD. Quindi, in breve, dobbiamo riconoscere il merito di Intel che è stata in grado di spremere ulteriori prestazioni da un’architettura già rodata, uno sforzo ingegneristico non da poco, ma finché i prezzi giocheranno così a sfavore, la soluzione AMD è migliore e in grado di offrire più valore per quello che costa.

Vale la pena, per completezza, spendere due parole anche in merito alla possibilità, offerta da alcune schede madri come la Asus ROG Maximus XII Hero da noi usata, di “sbloccare” il power limit dell’Intel Core i9-10900K: scegliendo questa opzione il processore sarà libero di assorbire maggior energia, rompendo il muro di 125W imposto dal suo TDP, così da garantire prestazioni superiori. Come abbiamo visto nel paragrafo relativo ai consumi, la CPU arriva ad assorbire fino a 220W, necessita di un sistema di raffreddamento a liquido da 240mm o 360mm per operare al meglio e garantisce un incremento prestazionale medio del 2,7% nei videogiochi e del 5,5% in produttività. Questo incremento non è ancora sufficiente per raggiungere il valore della piattaforma concorrente, ma è senza dubbio una bella novità che speriamo possa essere implementata in tutte le future piattaforme.

Se si mantiene invece il TDP stock di Intel i consumi non rappresentano un problema, quindi non vale la pena spendere ulteriori parole in merito.

Intel Core i5-10600K

Al contrario del fratello maggiore l’Intel Core i5-10600K è progettato più per i videogiocatori che per i creatori di contenuti, ma non per questo offre prestazioni insoddisfacenti nei carichi multi-thread: Intel ha deciso di reintrodurre l’Hyper-Threading, assente sul vecchio Core i5-9600K, così da permettere al nuovo Core i5-10600K di gestire meglio i carichi di produttività e di dare battaglia in maniera più efficace al Ryzen 5 3600, suo diretto concorrente.

In termini di prestazioni, l’Intel Core i5-10600K garantisce mediamente l’11% di performance in più nei videogiochi e il 6,6% in più in produttività rispetto al Ryzen 5 3600. Ciò significa che Intel ha fatto davvero un ottimo lavoro nel migliorare il suo Core i5-9600K, creando un processore in grado di superare la concorrenza e di proporsi agli utenti come validissima alternativa per configurazioni di fascia medio-alta dedicate ai videogiochi, ma che sono in grado di gestire anche applicazioni multi-thread con carichi non troppo impegnativi. In altre parole, se fino ad ora il Core i5 ha da sempre rappresentato la soluzione più interessante di Intel e in grado di offrire il miglior rapporto tra prezzo e prestazioni, oggi questo valore aumenta ulteriormente.

Per la seconda volta dobbiamo tuttavia mettere un freno all’entusiasmo, e parlare di prezzi, che per il Core i5 pesano ancora di più. Supponiamo (dai prezzi di listino) che il Core i5-10600K sarà venduto a circa 319 euro, un prezzo che stride considerando i 185 euro del Ryzen 5 3600 (la proposta di Intel costa il 72% in più). La situazione si fa ancora più complicata se mettiamo nell’equazione il prezzo della motherboard, poiché ad oggi l’unico chipset che potrete acquistare è lo Z490, e non abbiamo ancora notizie definite sul futuro B460. In altre parole vi ritroverete ad acquistare una motherboard costosa, dotata di caratteristiche che probabilmente non interesseranno all’utente “tipo” di questo processore. Ricordiamo che il Ryzen 5 3600 può essere installato su soluzioni B450, oggi disponibili a prezzi molto ridotti.

Considerando quindi il valore per singolo euro speso, nonostante il Ryzen 5 3600 sia peggiore in termini di prestazioni assolute, il rapporto tra prezzo è prestazioni della piattaforma AMD è molto superiore a quella attuale di Intel. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è di attendere una stabilizzazione dei prezzi, poiché non appena la soluzione Intel costerà come la controparte AMD, riuscirà a migliorare e offrire un valore nettamente superiore a quello che può offrire oggi.

Il socket transitorio ?

Non possiamo dimenticare il fatto che Intel ha introdotto un nuovo socket e che non è ancora ben chiaro quello che accadrà nei prossimi mesi. Vogliamo trattare questo punto separatamente dalle conclusioni, poiché pensiamo che sia sicuramente una mossa che non farà per niente felici gli appassionati, ma altresì un problema che debba essere ridimensionato, se non altro considerando la vita media di un PC. Se siete tra coloro che vogliono avere un PC sempre aggiornato, e che ad esempio hanno cambiato il processore ad ogni nuova generazione, allora questo è per voi un problema reale, e il consiglio è di attendere alcuni mesi prima di cambiare sistema.

È giusto ricordare che in termini di pure prestazioni l’impatto del passare da una generazione all’altra è limitato. In altre parole, il passaggio da un Intel di ottava a uno di nona generazione (mantenendo la stessa famiglia), o anche il passaggio da un Ryzen di seconda a uno di terza generazione, ad esempio, non offre un incremento prestazionale così elevato. Spesso vale la pena investire in altri componenti se si vuole avere il meglio da ogni euro speso.

Se, come avviene per la maggior parte delle persone, volete acquistare un nuovo PC oggi, probabilmente non sentirete la necessità di cambiarlo prima di 2-3 anni o anche più, o quantomeno non avrete reali necessità per voler cambiare il processore. Per questo motivo vogliamo considerare il “problema del socket” come qualcosa di reale unicamente per quelle persone appassionate che vogliono avere sempre il meglio, mentre per tutti gli altri sarà un problema marginale. Anche se capiamo perfettamente che l’idea di acquistare una scheda madre che possa “diventare vecchia” in un anno sia tutt’altro che confortante e, per dirla tutta, in quanto noi stessi appassionati, non è qualcosa che ci fa piacere.