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MacBook Pro, le prime impressioni sono positive

Che impressione fa maneggiare i nuovi MacBook Pro? Ecco le reazioni a caldo di alcuni dei giornalisti stranieri presenti all'evento di Apple.

Nella presentazione di ieri sera dei nuovi MacBook Pro di Apple sono emerse molte novità fra cui la discussa Touch Bar, le altre alle prime perplessità su diversi aspetti della nuova gamma di notebook, in primis la connettività. Noi non eravamo presenti all'evento statunitense, e dovremo attendere che i prodotti siano disponibili in Italia per poterci mettere mano.

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I nostri colleghi statunitensi di LaptopMag, iMore e ArsTechica però hanno avuto modo di avere per le mani i nuovi modelli per una decina di minuti: un tempo decisamente insufficiente per una prova completa, ma adeguato per farsi una prima idea di massima e raccontare qualche impressione personale. Cerchiamo quindi di capire dai loro racconti quali potrebbero essere pro e contro dei nuovi MacBook Pro.

La Touch Bar

Come ha scritto Rene Ritchie di iMore, la star dello show è stata la nuova Touch Bar, la novità su cui si sono concentrati la maggior parte dei commenti generali. Inedita per Apple, perché ricordiamo che Lenovo aveva introdotto la Adaptive Function Row sui ThinkPad X1 Carbon, salvo poi toglierla per lo scarso successo riscosso fra i clienti. La Touch Bar di Apple tuttavia è differente, e per capire se sarà davvero utile o meno bisognerà aspettare la diffusione dei nuovi Mac e le impressioni di chi la userà quotidianamente.

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L'approccio comune di chi ha messo mano al prodotto è stato scettico, invece dopo qualche minuto d'uso l'idea di Apple ha raccolto più di un apprezzamento. Mark Spoonauer di LaptopMag ha lamentato la mancanza del feedbak tattile, ma ha apprezzato la funzionalità di questa soluzione, soprattutto nel momento in cui si usano le applicazioni e sulla barra appaiono le icone legate alle operazioni più comuni – per esempio il ritaglio, la rotazione e l'aggiunta di filtri in Foto.

Andrew Cunningham di ArsTechnica segnala che sotto alle luci luminose dello showroom la Touch Bar appariva poco brillante, ma non è riuscito a capire se sia possibile regolarla manualmente o se sia impostata automaticamente in funzione di quella dello schermo o della tastiera. Dieter Bohn di The Verge non ha vissuto questo particolare come un fastidio, perché a suo avviso un'eccessiva luminosità potrebbe distrarre l'utente, quindi meglio che sia pareggiata alla retroilluminazione della tastiera. Anche lui alla fine ha riportato la stessa impressione d'uso di Spoonauer.

La tastiera

Una delle novità per i MacBook Pro è la tastiera, che come spiega in dettaglio Cunningham è una versione "di seconda generazione" di quella presente sui MacBook da 12 pollici. Ne consegue che ci sono buone e cattive notizie: quella buona è che la corsa dei tasti è notevolmente migliorata rispetto alla prima versione, e chi ama la soluzione presente sul MacBook apprezzerà ancora di più questa. La cattiva notizia è che se odiate la tastiera del MacBook odierete anche questa. Se vi aspettavate la stessa tastiera dei vecchi MacBook Pro e non avete mai provato quella dei MacBook meglio fare qualche prova prima di prendere una decisione.

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Il touchpad

Fra le novità c'è l'installazione di un trackpad due volte più grande di quello dei vecchi MacBook Pro. Tutti l'hanno apprezzato, molti si chiedono se Apple abbia previsto un sistema efficace di palm reject. Dieter Bohn di The Verge segnala infatti che è molto difficile non appoggiare i palmi delle mani sul trackpad durante la digitazione, per questo il sistema che esclude automaticamente le selezioni indesiderate dovrà essere perfetto.

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Cunningham aggiunge che il nuovo trackpad con Force Touch funziona più o meno come quello vecchio, salvo essere più ampio. Aggiunge che svolge un "lavoro migliore di quanto si potrebbe pensare nel replicare un trackpad clicky", ma "non è ancora abbastanza per proporsi come sostituto ideale di un trackpad fisico, che continua a restituire un feedback più soddisfacente".

La connettività

Qui i colleghi che hanno messo mano ai nuovi MacBook si sono letteralmente scatenati, ed è comprensibile dato che i lettori hanno fatto lo stesso nei commenti. La perplessità comune è una: i nuovi portatili sono dotati solamente di quattro porte Thunderbolt 3 con supporto USB-C, ciascuna valevole per la ricarica.

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Spoonauer si è limitato a sottolineare la mancanza del lettore di schede di memoria SD, che è poi la stessa osservazione che fece in passato per i MacBook da 12 pollici. Ritchie di iMore dà un colpo al cerchio e uno alla botte: definisce la scelta di Apple impressionante e terribile allo stesso tempo. Impressionante perché tutte le connessioni sono super veloci e si possono collegare fino a 4 periferiche allo stesso tempo (cosa che sul MacBook da 12 pollici non è possibile senza un hub esterno). Terribile perché ci sarà bisogno di adattatori per qualsiasi connettore, dall'USB-A (l'USB standard), all'HDMI, alla VGA. E servirà un adattatore anche per ricaricare l'IPhone 7.

Bohn di The Verge mette le mani avanti e scrive che probabilmente questa scelta lascerà molti utenti costernati. L'aspetto positivo è che il numero dei notebook Apple con solo l'USB-C sta aumentando, quindi aumentano di pari passo anche i cavi e accessori disponibili, di tutti i prezzi. Certo gli adattatori sono un fastidio, ma Bohn parte dal presupposto che chiunque abbia un notebook lo porta in giro in una borsa, in cui le tasche non mancano.

La dotazione

Uno degli aspetti che è saltato all'occhio subito dopo la presentazione è che i nuovi MacBook installano processori Core di sesta generazione (SkyLake) e non di settima generazione (Kaby Lake). Spoonauer segnala un pizzico di delusione, ma c'è da dire che al momento non sono ancora disponibili in commercio CPU quad-core della famiglia Kaby Lake, e installare una soluzione a basso voltaggio sui MacBook Pro non sarebbe stato adeguato.

Rene Ritchie non mostra particolari delusioni, perché in una interpretazione più professionale reputa che sia meglio una soluzione stabile.

Trasportabilità

I MacBook Pro da 13" e 15" sono più sottili e leggeri dei predecessori. In dettaglio il 13" è il 17% più sottile, (14,9 mm di spessore) e pesa 1,36 chilogrammi. Il modello da 15 pollici ha uno spessore di 15,5 mm, rispetto ai 18 mm precedenti, e pesa 1,8 chilogrammi.

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Secondo Cunningham, nonostante il netto miglioramento, quando si sollevano i nuovi modelli non si nota una differenza abissale rispetto ai modelli Retina di precedente generazione. La morale è che se il predecessore da 15 pollici era troppo ingombrante e pesante per voi, probabilmente lo sarà anche quello nuovo.

Dieter Bohn non è dello stesso avviso: la sua impressione è che si percepisce una differenza rispetto ai predecessori, seppur leggera, anche se non si può parlare di svolta.

Quanto ai display, a parte segnalare che erano molto luminosi, i colleghi non hanno potuto approfondire ulteriormente: uno showroom non è il luogo ideale in cui valutare uno schermo; occorreranno test accurati in laboratorio prima di poter dare un giudizio preciso al riguardo. Restate sintonizzati.

Quanto alla valutazione delle differenze fra i vari esponenti dell'attuale gamma Apple, sia per dotazione sia per prezzo, consigliamo di fare riferimento al nostro articolo di approfondimento Macbook, qual è la scelta migliore? I nostri consigli alla luce delle novità annunciate ieri.