Microsoft ha introdotto una nuova clausola nel suo programma gratuito di supporto esteso per Windows 10, riservato agli utenti dell'Area Economica Europea. Dopo aver eliminato l'obbligo di sincronizzazione delle impostazioni del PC nel cloud, l'azienda di Redmond ha stabilito che gli utenti dovranno autenticarsi con un account Microsoft almeno una volta ogni 60 giorni per mantenere attivo l'accesso agli aggiornamenti di sicurezza. Una mossa che, pur mantenendo la gratuità del servizio, introduce un nuovo meccanismo di controllo che potrebbe risultare scomodo per chi preferisce utilizzare account locali sui propri dispositivi.
Il meccanismo dei 60 giorni che preoccupa gli utenti
La documentazione ufficiale del programma ESU chiarisce che l'autenticazione periodica è ora obbligatoria per mantenere attivo il servizio. Se un utente non effettua l'accesso con il proprio account Microsoft per un periodo superiore ai 60 giorni, il sistema interromperà automaticamente la distribuzione degli aggiornamenti di sicurezza estesi. Per ripristinare il servizio, sarà necessario ripetere la procedura di iscrizione utilizzando lo stesso account Microsoft precedentemente registrato.
Questa modifica rappresenta un compromesso rispetto alle precedenti condizioni, che richiedevano una sincronizzazione continua delle impostazioni del PC nel cloud. Tuttavia, Microsoft mantiene comunque un controllo periodico sull'utilizzo degli account, monitorando l'ultimo accesso di ogni utente al proprio profilo Microsoft.
Vantaggi e svantaggi del nuovo sistema
Il cambiamento favorisce chiaramente chi già utilizza un account Microsoft come principale metodo di accesso a Windows 10. Questi utenti non dovranno modificare le proprie abitudini e continueranno a ricevere automaticamente gli aggiornamenti di sicurezza senza alcun intervento aggiuntivo. Al contrario, chi preferisce mantenere un account locale dovrà adattarsi a questa nuova routine di autenticazione bimestrale.
La buona notizia è che non sembrano esserci penalità per chi dovesse perdere l'accesso al programma ESU. Gli utenti potranno sempre re-iscriversi utilizzando il proprio account Microsoft, senza domande o limitazioni particolari. Una volta completata la nuova registrazione, sarà possibile tornare all'utilizzo dell'account locale per altri 60 giorni consecutivi.
Il contesto più ampio della strategia Microsoft
Questa mossa si inserisce nella più ampia strategia di Microsoft per incentivare la migrazione verso Windows 11, sistema operativo che l'azienda considera il futuro della propria piattaforma desktop. Tuttavia, milioni di PC Windows 10 non soddisfano i requisiti hardware necessari per l'aggiornamento, costringendo i proprietari a rimanere sulla versione precedente del sistema operativo almeno fino al 2026.
Il programma di supporto esteso per i consumatori avrà una durata limitata di un anno dalla fine del supporto ufficiale di Windows 10, prevista per il 14 ottobre 2025. Trascorso questo periodo, gli utenti che non potranno migrare a Windows 11 si troveranno senza alcuna copertura di sicurezza ufficiale.
Differenze geografiche nell'applicazione delle regole
È importante sottolineare che queste modifiche riguardano esclusivamente gli utenti dell'Area Economica Europea. Per tutti gli altri mercati globali, Microsoft mantiene inalterato il sistema precedente: accesso gratuito tramite sincronizzazione completa nel cloud oppure pagamento di 30 dollari o 1.000 punti del programma Microsoft Rewards per ottenere gli aggiornamenti di sicurezza estesi.
Questa differenziazione geografica riflette probabilmente le diverse pressioni normative e competitive che Microsoft affronta nei vari mercati mondiali, con l'Europa che storicamente adotta posizioni più rigide riguardo alle pratiche delle grandi aziende tecnologiche.