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Ministero tedesco torna a Windows: Linux un flop

Il Ministero degli Esteri tedesco abbandona Linux e il progetto open source e torna a Microsoft. Linux sarebbe antieconomico, inefficace, poco sicuro, difficile da usare e poco compatibile con Windows. Il Presidente di Linux-Verband: quello che dicono non è vero, è frutto della loro immaginazione.

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Avatar di Elena Re Garbagnati

a cura di Elena Re Garbagnati

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 16/05/2011 alle 13:39 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:31
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Il Ministero degli Esteri della Germania abbandona Linux e l'open source e torna alla dotazione Microsoft: Linux è antieconomico, inefficace, difficile da usare e poco compatibile con Windows. Dall'anno prossimo i computer del Ministero tedesco torneranno pertanto a Windows 7 e Office 2010.

Il Ministero degli Esteri aveva annunciato nel 2008 il passaggio della sua infrastruttura software verso i programmi Linux open source, giustificando questa decisione con la necessità di risparmiare sui costi di gestione. Oggi il Governo torna sui suoi passi spiegando che il software libero non è "intrinsecamente più sicuro del software proprietario". 

Il Ministero degli Esteri tedesco abbandona Linux e torna a Windows: costa meno

Il Commissario IT ha dichiarato che la decisione di migrare di nuovo a Windows è basata su "reclami sostanziali degli utenti circa la facilità d'uso, la mancanza di integrazione e l'interoperabilità insufficiente" delle soluzioni open source adottate dal Ministero. 

Per esempio, gli utenti avrebbero avuto problemi con lo scambio di dati tra i diversi Open Document Format (ODF) implementati, che hanno determinato "un continuo bisogno di sostegno per i formati di documento proprietari" (Office 2007 continua a non digerire bene ODF).

Secondo Rogall-Grothe, il commissario degli investimenti IT per il governo tedesco, ci sarebbero stati inoltre alti costi del personale dovuti al mantenimento della distribuzione Linux appositamente progettata per il Ministero. Il governo tedesco ha poi affermato che, poiché non vi è responsabilità di prodotto per le applicazioni open source, c'è il "rischio di gravi carenze funzionali e di sicurezza", e che quindi "il beneficio ottenuto [dal passaggio a Linux] è stato inferiore allo sforzo fatto e ai rischi che comporta". Nel rapporto del governo si conclude che gli elevati costi del personale hanno reso l'uso del software libero antieconomico, in più, i risparmi previsti in termini di diritti di licenza non sono stati realizzati.

Secondo il Governo tedesco gli utenti avrebbero avuto problemi con lo scambio di dati tra i diversi ODF

A quanto pare le postazioni di lavoro sono state predisposte con sistemi dual boot con Windows e Linux per poter consentire l'uso di un certo numero di applicazioni Windows preesistenti. Inoltre, sembrerebbe che i dipendenti del ministero abbiano dovuto lavorare con versioni dei programmi (Thunderbird e OpenOffice) vecchie di sei anni, che non hanno certo agevolato l'interscambio di documenti al di fuori del Ministero stesso.

Insomma, la contro migrazione a Windows comporterà un sostanziale risparmio dovuto all'eliminazione dei costi di manutenzione del sistema Linux e dei costi di sviluppo dei driver. Inoltre, basterà un numero inferiore di ore di formazione per il personale, e non ci sarà più bisogno di acquistare componenti hardware compatibili con Linux.

Il Governo tedesco ha precisato che questa decisione non va contro la politica di sostegno all'uso di open source "ovunque esso sia adatto ed economico", quindi nel backend e per la protezione dell'infrastruttura di rete. Windows 7 e Office 2010 saranno introdotti a partire dal 2012, e la migrazione dovrebbe essere completata entro l'inizio del 2014. 

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