Il futuro commerciale delle GPU H200 di NVIDIA in Cina resta avvolto nell'incertezza, con Pechino che non ha ancora sciolto la riserva sull'autorizzazione all'import di questi acceleratori per intelligenza artificiale. Dopo giorni di speculazioni e indiscrezioni contrastanti che hanno alimentato tensioni sui mercati, il CEO Jensen Huang ha finalmente fornito un aggiornamento ufficiale sulla questione durante una visita a Taiwan giovedì scorso. La situazione rimane in stallo, con il gigante dei chip che attende una decisione del governo cinese prima di poter procedere con qualsiasi transazione commerciale nel territorio.
Parlando con la stampa, Huang ha confermato che NVIDIA non ha ricevuto alcun ordine per le H200 finché permane l'incertezza normativa. "Spero che il governo cinese autorizzerà NVIDIA a vendere le H200", ha dichiarato il CEO secondo quanto riportato da Bloomberg. La posizione dell'azienda è chiara ma diplomatica: la palla è ora nel campo delle autorità di Pechino, e Santa Clara attende pazientemente una risposta.
Le NVIDIA H200 rappresentano l'evoluzione dell'architettura Hopper, con miglioramenti significativi nella memoria HBM3e che offre maggiore capacità e larghezza di banda rispetto alla generazione H100. Questi acceleratori sono progettati specificamente per carichi di lavoro di training e inference di modelli di linguaggio di grandi dimensioni, settore in cui la Cina sta investendo massicciamente nonostante le restrizioni tecnologiche imposte dagli Stati Uniti.
Il contesto geopolitico complica ulteriormente lo scenario. Le normative statunitensi sulle esportazioni di semiconduttori avanzati verso la Cina hanno già costretto NVIDIA a sviluppare versioni modificate dei propri prodotti di punta, come le A800 e H800, con prestazioni ridotte per conformarsi ai limiti imposti da Washington. L'H200 si trova in una zona grigia: tecnicamente più potente delle varianti precedenti, ma potenzialmente soggetta alle stesse restrizioni a seconda dell'interpretazione delle regole di export control.
Per NVIDIA, il mercato cinese rappresenta una quota significativa dei ricavi nel settore data center, nonostante i vincoli esistenti. La capacità di vendere le H200 in Cina potrebbe tradursi in miliardi di dollari di fatturato aggiuntivo, considerando la fame di potenza computazionale dei giganti tech locali come Alibaba, Tencent e ByteDance. Al contempo, un eventuale divieto consoliderebbe ulteriormente la spinta cinese verso l'autosufficienza nel campo dei semiconduttori, alimentando gli investimenti domestici in alternative come i chip di Huawei.