Il mio soggiorno è un vero e proprio groviglio inestricabile di cavi HDMI, cavi di alimentazione, cavi Ethernet che si annodano come serpenti in amore, per non parlare del mio PC in ufficio che ormai dietro raccoglie solo polvere e frustrazione. Onestamente non è un mistero, per decenni, essere un "giocatore completo" ha significato accettare questo compromesso: avere tre o quattro scatolotti di plastica nera o bianca in giro per casa, questo perché ognuno è sempre stato un geloso custode dei propri tesori videolUduci.
Di recente ha fatto il giro del web la notizia del modder XNZ e della sua folle, meravigliosa creazione battezzata informalmente "Ningtendo PXBOX5", che come suggerisce il nome è una vera e propria manifestazione fisica di un desiderio collettivo. XNZ ha fatto ciò che l'industria non ha mai voluto fare: ha fuso PlayStation 5, Xbox Series X e Nintendo Switch in un unico chassis.
A conti fatti si tratta di un’opera di ingegneria amatoriale davvero incredibile e leggere i dettagli tecnici del progetto fa girare la testa: motherboard smontate e riassemblate come pezzi di un Tetris impossibile, un sistema di dissipazione termica in alluminio fuso in casa con stampi in gesso (una tecnica notevole applicata all'high-tech), alimentatori condivisi da 250W che gestiscono due colossi in serie, switch HDMI fisici per saltare da un mondo all'altro.
Eppure, mentre ammiro con sincera onestà questo Frankenstein tecnologico, non posso fare a meno di pensare che rappresenti una soluzione analogica a un problema che il mondo digitale ha, di fatto, già risolto.
Perché se alziamo lo sguardo dal mobile TV e guardiamo verso la scrivania, ci accorgiamo che la fatidica "piattaforma unica" esiste già, ebbene sì. Questa non ha nemmeno bisogno di essere costruita fondendo plastica e circuiti, ma "solo" di una scheda video decente, un account Steam e se proprio volete esagerare, di un abbonamento al Game Pass. Siamo nel 2026 e per quanto mi riguarda, possiamo dirlo ad alta voce: il PC è ormai anche la console universale che abbiamo sempre sognato.
La caduta del muro delle esclusive
Per anni, il PC è stato trattato come il "terzo incomodo". Era la piattaforma dei file Excel, degli strategici complessi, degli sparatutto competitivi e dei MMORPG. Se volevi i grandi giochi d'azione in terza persona, le grandi narrazioni cinematografiche, dovevi comprare una console. C'era quindi questo muro invalicabile che però, mattone dopo mattone, sembra stia crollando.
Il primo piccone lo ha dato Microsoft. Phil Spencer, con una lungimiranza (e anche un po' per necessità, sinceramente) che all'epoca fu criticata, capì prima di tutti che la guerra dell'hardware era finita: Xbox non doveva essere una scatola sotto la TV, doveva essere un ecosistema. Oggi, la distinzione tra un giocatore Xbox e un giocatore PC è puramente semantica. Ogni singola esclusiva, da Halo a Fable, da Forza Horizon a Gears, arriva al day one su Windows. Il PC è una Xbox, solo più potente, più versatile e senza abbonamenti per giocare online.
Finché Microsoft, fa sempre legata al mondo PC, decise di portare i giochi Xbox su PC, nessuno ha mai ipotizzato a quello che sarebbe successo dopo, ovvero un vero proprio terremoto che ha sancito la vittoria definitiva del PC come "hub centrale".
Sony, la fortezza inespugnabile delle esclusive "Only on PlayStation", ha aperto i cancelli. È iniziato come un timido esperimento con Horizon Zero Dawn, è proseguito con God of War e Spider-Man, ed è diventato una valanga che sembra ormai difficile da frenare. Oggi, quasi tutto il catalogo PlayStation arriva su PC, magari con qualche mese o un anno di ritardo (anche se i tempi si stanno accorciando drasticamente), ma arriva. E quando arriva, lo fa nella sua forma migliore: frame rate sbloccato, risoluzioni ultrawide e modding.
Se sbirciamo la libreria di un videogiocatore PC di oggi, avremo modo di vedere Kratos fianco a fianco con Master Chiefo vedere Nathan Drake che stringere la mano a Marcus Fenix. Quello che il modder XNZ ha realizzato fisicamente unendo le schede madri, il PC lo ha realizzato digitalmente unendo i launcher.
C'è un motivo economico dietro questa convergenza, ovviamente. I costi di produzione dei videogiochi Tripla A sono diventati insostenibili. Produrre un The Last of Us Part 3 o un nuovo Gears of War costa centinaia di milioni di dollari. Nessuna console, da sola, ha una base installata sufficiente per garantire un rientro sicuro da investimenti simili in tempi brevi. I publisher hanno bisogno del mercato PC. Hanno bisogno di quei milioni di utenti che non comprerebbero mai una console, ma che sono disposti a spendere 60 euro su Steam.
Il PC, in questo senso, è diventato la Svizzera del gaming: il territorio neutrale dove tutti vengono a fare affari. E noi giocatori ne siamo i beneficiari, dopotutto possiamo avere tutto (o quasi) in un’unica macchina.
L'eccezione Nintendo
Ho detto "quasi". E qui torniamo al progetto di XNZ. La sua "PXBOX5" ha uno slot dedicato, un alloggiamento speciale per la Nintendo Switch. E questo dettaglio è la perfetta metafora della situazione attuale del mercato. Mentre Sony e Microsoft si sono fuse nell'abbraccio del PC, Nintendo rimane isolata, orgogliosa e inamovibile. La "Grande N" è l'unica che continua a dare un senso al concetto di console proprietaria. I loro giochi non escono su PC (almeno, non legalmente e ufficialmente). Zelda, Mario, Metroid vivono solo nel giardino murato di Kyoto.
E va bene così e anzi, è necessario che sia così. Nintendo offre un'esperienza diversa, basata sull'ibridazione, sul gioco locale, sulla fisicità del controller staccabile, sulla magia di un hardware che fa cose che un PC non può replicare (come la portabilità immediata e "seamless" che XNZ ha cercato di preservare nel suo progetto). Nintendo è l'ultimo baluardo del "giocattolo" videoludico, mentre PC, Xbox e PlayStation sono diventati centri di intrattenimento multimediale.
La "combo perfetta" del 2026
Dunque, qual è la conclusione logica per il videogiocatore moderno? Il progetto di XNZ è ammirevole perché condensa in un solo oggetto fisico la "trinità" del gaming. Risolve il problema dello spazio e delle prese di corrente. È un oggetto di design, un prototipo di futuro. Ma per la massa, per chi non sa fondere l'alluminio in stampi di gesso o saldare trigger board USB-C, la soluzione è molto più semplice.
La combinazione PC + Nintendo è diventata la "Meta" della vita reale. Con un PC da gaming copri il 90% del mercato: hai tutto l'ecosistema Microsoft, hai tutto l'ecosistema PlayStation (con un po' di pazienza), hai l'infinito mondo degli indie, degli strategici, dei MMO, dell'emulazione, delle mod. A questo affianchi una console Nintendo (Switch o la sua erede) per le esclusive magiche di Miyamoto e Aonuma e per il gioco in mobilità.
Il PC è diventato l'archivista della storia del videogioco e il palcoscenico del suo futuro tecnologico. La sua natura aperta, modulare e aggiornabile lo rende l'unica vera piattaforma "immortale". Le generazioni di console passano, le architetture cambiano (come dimostra la fatica di XNZ nel far convivere tre SoC diversi), ma il PC resta. Aggiorni la scheda video, cambi la RAM, e sei pronto per i prossimi dieci anni (anche se ora, va comunque sottolineato, stiamo vivendo il grosso problemi dei costi, che tuttavia andrà a toccare anche le console).
L'eredità di un modder
Tornando al nostro eroe del saldatore, XNZ. Il suo lavoro merita un applauso a scena aperta. Ha dimostrato che, se le aziende non si parlano, gli utenti trovano il modo di farle convivere a forza. Ma quel pulsante fisico che ha installato per switchare l'uscita HDMI tra Xbox e PlayStation ci ricorda quanto sia faticoso mantenere separati questi mondi.
Il futuro non è in una scatola che ne contiene tre, ovviamente (e non sarà mai possibile), al contrario il futuro potrebbe essere in una scatola che non ha confini e secondo me il PC ha abbattuto le prime grandi barriere. Non ci sono più "Sonari" o "Boxari" quando siamo su Discord, siamo solo giocatori. Il Il pc gaming sta riuscendo nell'incredibile impresa di unire i popoli di videogiocatori sotto un'unica bandiera, con l'unica, dolcissima eccezione di quell'idraulico baffuto che continua a saltare felice nel suo regno portatile, e che forse è giusto resti lì, unico e inimitabile.