Il mondo del gaming su PC si trova ad affrontare una delle crisi più significative degli ultimi anni, con NVIDIA che ha appena confermato ufficialmente ciò che molti temevano: l'azienda di Santa Clara ha dichiarato esplicitamente su X che non avrebbe presentato alcuna nuova GPU al CES 2026, dichiarazione poi confermata dalla totale assenza di schede grafiche dal keynote tenutosi nelle scorse ore. Si tratta di una notizia che spezza una tradizione consolidata di cinque anni consecutivi, durante i quali il colosso dei chip grafici aveva sempre svelato novità hardware alla fiera di Las Vegas, lasciando i costruttori di PC in una situazione di crescente difficoltà.
La decisione rappresenta un cambio di rotta drastico per un'azienda che aveva fatto del CES il palcoscenico privilegiato per i suoi annunci più importanti. Dal 2021 in poi, ogni edizione della manifestazione aveva portato con sé l'arrivo di nuove schede grafiche, che si trattasse di GPU desktop o mobile. L'anno scorso, ad esempio, la serie RTX 50 aveva debuttato proprio tra gli iconici padiglioni di Las Vegas, e molti osservatori del settore si aspettavano di vedere quest'anno i modelli Super della linea RTX 50, seguendo il copione già visto con la generazione Ada Lovelace.
La carenza globale di componenti elettronici sta mettendo in ginocchio l'intera industria, e la situazione delle memorie DRAM rappresenta il cuore del problema. Soltanto tre produttori al mondo possiedono le capacità tecnologiche necessarie per fabbricare DRAM di ultima generazione: Micron, SK Hynix e Samsung. Queste aziende, però, trovano molto più redditizio concentrare la propria produzione sui clienti del settore intelligenza artificiale, che garantiscono margini di profitto significativamente superiori rispetto al mercato consumer.
La febbre dell'AI generativa ha scatenato una corsa agli armamenti tecnologici senza precedenti. Aziende come OpenAI stanno pianificando progetti computazionali da record, con ambizioni che superano persino la capacità delle attuali catene di approvvigionamento. Questo scenario ha creato un circolo vizioso: le GPU Blackwell di NVIDIA utilizzano memorie GDDR7, ancora più difficili da produrre rispetto alle generazioni precedenti, rendendo impossibile qualsiasi lancio di massa in assenza di forniture adeguate.
La gravità della situazione è testimoniata dalle voci, per quanto improbabili, che circolano nella comunità: si parla addirittura di una possibile ripresa della produzione delle RTX 3060, schede che utilizzano la più vecchia e disponibile GDDR6 e vengono fabbricate con il processo a 8nm di Samsung. Questo scenario, se confermato, rappresenterebbe un passo indietro tecnologico significativo, ma evidenzierebbe quanto sia disperata la ricerca di alternative praticabili.
Le dinamiche geopolitiche complicano ulteriormente il quadro. Mentre alcuni potrebbero chiedersi perché i governi non intervengano per tutelare i consumatori, la realtà è che l'AI rappresenta una priorità strategica nazionale. Washington, in particolare, vuole mantenere il proprio vantaggio competitivo rispetto alla Cina in questo settore cruciale, rendendo improbabile qualsiasi regolamentazione che possa favorire il mercato consumer a scapito dello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Come già accaduto durante la crisi delle RAM del 2014 e le varie carenze di GPU dell'ultimo decennio, l'unica soluzione sarà attendere che il boom dell'AI rallenti naturalmente. Al momento, i prezzi delle schede grafiche NVIDIA non hanno ancora subito aumenti significativi, ma potrebbe trattarsi degli ultimi momenti di relativa calma prima di ritrovarsi nuovamente alle prese con problemi di bagarinaggio e speculazione selvaggia, soprattutto considerando che molti rivenditori hanno già cominciato a razionare le scorte rimaste.
Il keynote al CES 2026 si è concentrato sugli sviluppi nell'ambito dell'intelligenza artificiale e della robotica, confermando lo spostamento di priorità dell'azienda. Tuttavia, alcuni membri della comunità, come il manager PR di Sapphire, mantengono un cauto ottimismo, esprimendo la speranza che anche questa tempesta possa essere superata senza conseguenze devastanti per il mercato consumer. Resta da vedere se questa fiducia sia giustificata o se i prossimi mesi riserveranno ulteriori sorprese negative per chi desidera costruire o aggiornare il proprio PC da gaming.