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Se avete un NAS D-Link attenzione, ce ne sono 92mila con una backdoor

Un ricercatore ha scoperto una vulnerabilità grave su oltre 92.000 dispositivi NAS D-Link, che consente l'esecuzione di comandi arbitrari da remoto senza autenticazione.

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Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 08/04/2024 alle 11:21 - Aggiornato il 15/04/2024 alle 17:27
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Aggiornamento: D-Link ha inviato una nota per spiegare che il totale dei dispositivi presenti in Italia ammonta a circa 1800 unità. Quelli ancora operativi sono a rischio solo se connessi a Internet senza un firewall o altri strumenti di protezione. L'azienda comunque raccomanda la sostituzione del dispositivo non appena possibile, visto che l'assenza di supporto può implicare rischi per la sicurezza anche seri. 

Un nuovo allarme di sicurezza informatica raggiunge numerosi dispositivi NAS D-Link e il loro proprietari. Un ricercatore, che si firma Netsecfish su Github, ha scoperto una falla di sicurezza che permette di creare backdoor sul dispositivo, e poi usarla per l'iniezione di comandi arbitrari. Il problema di molti modelli anche se nessuno recente. Tuttavia spesso e volentieri gli utenti tengono il NAS anche per anni, quindi le persone esposte potrebbero essere molte.

La vulnerabilità, identificata come CVE-2024-3273, deriva da una combinazione di problemi. In particolare, c'è un account predefinito con nome utente "messagebus" e password vuota, insieme a un'opzione di iniezione di comandi attraverso il parametro "system". Questo account finisce quindi per costituire una backdoor costantemente aperta. 

Un attaccante può eseguire comandi a distanza sul dispositivo. Questo può portare a un accesso non autorizzato, modifiche alle configurazioni di sistema o addirittura a condizioni di denial of service. 

D-Link è stato informata del problema ma non fornirà aggiornamenti o assistenza poiché i prodotti non sono più supportati. Gli utenti dovranno sostituire il dispositivo o trovare un'altra soluzione. D-Link ha almeno pubblicato una pagina di supporto con qualche informazione.

La risposta di D-Link

Vulnerabilità sui NAS DNS-340L, DNS-320L, DNS-327L e DNS-325

Il 26 marzo 2024, una ricerca di sicurezza di terze parti, VulDB Coordination, ha portato alla nostra attenzione la comunicazione pubblica di una vulnerabilità che riguarda i modelli di Network Associated Storage (NAS) DNS-340L, DNS-320L, DNS-327L e DNS-325. La vulnerabilità segnalata è un attacco di Command Injection e Backdoor Account per l’interfaccia di gestione web dei dispositivi, che consente a un utente malintenzionato di sfruttare i dispositivi.

Questo exploit riguarda prodotti D-Link legacy e tutte le revisioni hardware che hanno raggiunto il livello End of Life ("EOL") o End of Service Life ("EOS"). I prodotti che hanno raggiunto tale status non ricevono più aggiornamenti software e patch di sicurezza e non sono più supportati da D-Link.

D-Link consiglia di ritirare e sostituire i dispositivi D-Link che hanno raggiunto l’EOL/EOS. Indipendentemente dal tipo di prodotto o dal canale di vendita, la policy generale di D-Link prevede infatti che, quando i prodotti raggiungono l’EOS/EOL, non possono più essere supportati e cessa per essi lo sviluppo del firmware.

Queste le informazioni contenute nel rapporto di sicurezza:

  • Report provided: 

                    - VulDB CNA Team

                    - cna _at_ vuldb _dot_ com

 

  • Reference Disclosure:

                   - CVE-2024-3273 :: Link
                   -  Netsefish 
Link

 

D-link precisa che se i NAS non sono direttamente connessi a Internet o è presente un firewall di sicurezza, il rischio di essere esposti alla vulnerabilità segnalata è ridotto al minimo.

Questi i modelli interessati dalla vulnerabilità:

 

Codice

Launch Date

Phase Out Date

Last Date of Support

URL

 

DNS-320L

05/11/2012

13/11/2017

13/11/2019

https://www.dlink.com/it/it/products/dns-320l-sharecenter-2-bay-cloud-storage-enclosure

 

DNS-325

04/04/2011

26/01/2015

25/01/2017

https://www.dlink.com/it/it/products/dns-325-sharecenter-2-bay-network-storage-enclosure

 

DNS-327L

11/07/2013

30/10/2017

30/10/2019

https://www.dlink.com/it/it/products/dns-327l-2-bay-network-attached-storage

 

DNS-340L

05/01/2015

29/10/2017

29/10/2019

https://www.dlink.com/it/it/products/dns-340l-sharecenter-4-bay-cloud-network-storage-enclosure

 

           

Le quantità di tali modelli vendute sul mercato italiano nel periodo 2011-2018 sono inferiori alle 1.800 unità.

D-Link può decidere che un prodotto ha raggiunto il livello EOS/EOL a causa dell'evoluzione della tecnologia, delle richieste del mercato, di nuove innovazioni, di efficienze del prodotto basate su nuove tecnologie o in relazione al fatto che il prodotto sia diventato obsoleto nel tempo e debba essere sostituito da una tecnologia funzionalmente superiore.

Se un prodotto ha raggiunto la fine del supporto ("EOS") o la fine del ciclo di vita ("EOL"), di norma non è più possibile estendere il supporto o lo sviluppo. Per questi prodotti, D-Link non è in grado di risolvere problemi relativi al dispositivo o al firmware, poiché lo sviluppo e il supporto ai clienti sono cessati.

D-Link non può fornire assistenza per i prodotti EOL/EOS. Se il dispositivo è stato fornito da un fornitore di servizi e dal firmware, occorre contattare il proprio fornitore di servizi. Alcuni dispositivi di questo elenco sono dotati di firmware aperto di terze parti; D-Link non supporta i firmware aperti, che annullano qualsiasi garanzia e sono di esclusiva responsabilità del proprietario del dispositivo.

D-Link raccomanda vivamente di ritirare il prodotto e avverte che il suo ulteriore utilizzo può costituire un rischio per i dispositivi a esso collegati. Nel caso si continui a utilizzare i dispositivi contro le raccomandazioni di D-Link, è bene assicurarsi che il dispositivo disponga dell'ultimo firmware disponibile, reperibile ai link del sito Web Legacy riportati sopra. Occorre anche assicurarsi di aggiornare frequentemente la password unica del dispositivo per accedere alla sua configurazione web e di avere sempre attivato la crittografia WIFI con una password unica.

Fonte dell'articolo: www.bleepingcomputer.com

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