La Federal Communications Commission ha autorizzato SpaceX ad ampliare significativamente la propria costellazione Starlink di seconda generazione, concedendo il via libera per il lancio di ulteriori 7.500 satelliti che porteranno il totale approvato a 15.000 unità in orbita terrestre bassa. La decisione, annunciata venerdì, rappresenta un passo importante per l'espansione della copertura internet ad alta velocità dell'azienda di Elon Musk, ma resta comunque una frazione di quanto inizialmente richiesto dal colosso aerospaziale californiano.
L'approvazione della FCC va oltre la semplice autorizzazione numerica: il regolatore statunitense ha infatti esteso le capacità operative dei satelliti Starlink Gen2, permettendo loro di operare su cinque diverse bande di frequenza. Questa flessibilità spettrale consentirà una gestione più efficiente del traffico dati e una maggiore resilienza della rete contro interferenze e congestioni, aspetti cruciali per garantire una qualità di servizio costante anche con il crescente numero di utenti attivi.
Una delle novità più rilevanti riguarda l'introduzione della connettività direct-to-cell al di fuori degli Stati Uniti, tecnologia che permetterà agli smartphone standard di connettersi direttamente ai satelliti Starlink senza necessità di hardware aggiuntivo. All'interno del territorio americano, invece, i nuovi satelliti potranno fornire copertura supplementare per rafforzare la rete esistente nelle aree più critiche o densamente popolate.
La richiesta originale di SpaceX era decisamente più ambiziosa: l'azienda aveva infatti chiesto l'autorizzazione per ulteriori 15.000 satelliti, cifra che avrebbe quasi raddoppiato la dimensione della costellazione approvata. Tuttavia, secondo quanto riportato da Reuters, la FCC ha deciso di rinviare l'autorizzazione per i rimanenti 14.988 satelliti Gen2 proposti, presumibilmente per valutare l'impatto dei primi lanci prima di concedere ulteriori espansioni.
L'ente regolatore ha imposto tempistiche precise per il deployment della costellazione: SpaceX dovrà completare il lancio del 50% dei satelliti approvati entro il 1° dicembre 2028, mentre il restante 50% dovrà essere in orbita entro dicembre 2031. Queste scadenze garantiscono che l'azienda proceda con un ritmo sostenuto ma gestibile, evitando accumuli di autorizzazioni inutilizzate che occuperebbero semplicemente slot orbitali preziosi.
La decisione arriva in un momento cruciale per Starlink, che ha già superato i due milioni di utenti attivi in tutto il mondo e sta espandendo i propri servizi anche in mercati emergenti dove l'infrastruttura internet tradizionale è carente o inesistente. Con 15.000 satelliti operativi, SpaceX disporrebbe della più grande costellazione commerciale mai realizzata, distanziando nettamente i competitor come OneWeb e le nascenti iniziative di Amazon con Project Kuiper.
Resta da vedere se e quando la FCC valuterà positivamente anche la seconda tranche di satelliti richiesti da SpaceX. Le preoccupazioni degli astronomi riguardo all'inquinamento luminoso e dei regolatori internazionali sulla crescente densità di oggetti in orbita terrestre bassa continuano a rappresentare ostacoli significativi per ulteriori espansioni della costellazione, rendendo probabile un approccio graduale e condizionato ai risultati ottenuti con i primi 15.000 satelliti.