L'industria del gaming si trova ad affrontare una delle crisi hardware più significative degli ultimi anni, e Valve è l'ultimo grande player a pagarne le conseguenze. La compagnia di Gabe Newell ha confermato che Steam Deck OLED (acquistabile qui) sta subendo problemi di disponibilità in diverse regioni a causa della carenza globale di RAM e memorie di archiviazione, un fenomeno che sta rapidamente trasformandosi in un'emergenza per l'intero settore videoludico. La situazione è così grave che potrebbe ridisegnare completamente il panorama delle prossime uscite hardware, dalle console next-gen ai dispositivi portatili.
Valve ha aggiunto un avviso ufficiale sulla pagina store di Steam Deck dopo che numerosi utenti hanno segnalato l'impossibilità di acquistare l'handheld in Stati Uniti e Giappone. La nota parla di disponibilità "intermittente", un eufemismo che nella pratica si traduce in stock esauriti per periodi prolungati. Non si tratta di un problema isolato: all'inizio del mese, la casa di Half-Life aveva già annunciato il rinvio del lancio di tre prodotti hardware molto attesi dalla community.
La Steam Machine di nuova generazione, il visore Steam Frame VR e il nuovo controller Valve erano originariamente previsti per una finestra di lancio più ravvicinata, ma ora l'azienda punta cautamente ai primi mesi del 2026. Il team di sviluppo ha dichiarato di essere particolarmente preoccupato non solo per la disponibilità dei componenti, ma anche per l'impatto sui prezzi finali, un fattore che potrebbe rendere questi dispositivi meno competitivi sul mercato.
La crisi delle RAM sta colpendo l'intera industria videoludica senza distinzioni. Secondo un report di Bloomberg pubblicato ieri, Sony starebbe valutando di rimandare il lancio di PlayStation 6 addirittura al 2028 o 2029, ben oltre le tempistiche tradizionali del ciclo console. Per una piattaforma che segue storicamente ritmi di sviluppo precisi, questo rappresenterebbe un ritardo senza precedenti nell'era moderna del gaming.
Anche Nintendo si trova in una posizione delicata con Switch 2. Il presidente Shuntaro Furukawa ha affrontato direttamente la questione durante la presentazione dei risultati finanziari dell'azienda, ammettendo che le difficoltà di approvvigionamento "potrebbero mettere sotto pressione la redditività" della nuova console. Le parole del dirigente lasciano intendere che la casa di Kyoto stia considerando seriamente un aumento del prezzo di lancio rispetto alle aspettative iniziali.
"Qualsiasi decisione sul prezzo sarà determinata in modo comprensivo, tenendo in considerazione non solo la redditività, ma anche altri fattori come la base installata della piattaforma, le tendenze di vendita e l'ambiente di mercato", ha spiegato Furukawa. Il presidente ha inoltre precisato che se l'aumento dei prezzi delle memorie continuerà più a lungo del previsto, Nintendo esaminerà vari fattori per determinare come gestire la situazione, senza escludere alcuna opzione.
Per i giocatori, questo scenario significa potenzialmente prezzi più alti per le nuove console e dispositivi gaming, oltre a una disponibilità limitata che potrebbe alimentare fenomeni di bagarinaggio simili a quelli vissuti con PlayStation 5 al lancio.