Il passaggio da PCIe Gen5 a Gen6 nel mondo dello storage enterprise non è più una semplice dimostrazione tecnologica da fiera: Micron ha annunciato di aver avviato la produzione di massa del suo SSD NVMe 9650, il primo dispositivo PCIe 6.0 a raggiungere questo traguardo industriale. Un momento cruciale per il settore, che segna l'inizio della transizione verso una nuova generazione di infrastrutture di archiviazione capaci di sostenere i carichi di lavoro sempre più intensi dei data center moderni, in particolare quelli dedicati all'intelligenza artificiale.
La scelta di Micron di concentrarsi immediatamente sul mercato enterprise piuttosto che consumer rivela molto sulle priorità del settore: è nei server e nei sistemi AI che la larghezza di banda diventa un vero collo di bottiglia, non nei PC domestici. Il 9650 utilizza un'interfaccia PCIe Gen6 x4 abbinata a memorie NAND TLC di generazione G9, una combinazione che secondo l'azienda permette di raggiungere prestazioni di picco impressionanti: fino a 28.000 MB/s in lettura sequenziale e 14.000 MB/s in scrittura sequenziale.
Ma è sul fronte delle operazioni casuali che il divario con la generazione precedente si fa più evidente. Micron dichiara fino a 5,5 milioni di IOPS in lettura casuale e fino a 900.000 IOPS in scrittura casuale, cifre che riflettono non solo la maggiore larghezza di banda dell'interfaccia Gen6, ma anche l'ottimizzazione del controller per gestire carichi di lavoro paralleli intensi. In ambienti dove decine o centinaia di macchine virtuali competono per l'accesso allo storage, questa capacità di gestire I/O simultanei diventa determinante.
L'aspetto più significativo dell'annuncio riguarda la fase di qualificazione con i principali OEM e clienti di data center specializzati in AI. Questo processo, che precede le implementazioni su larga scala, comporta test approfonditi di interoperabilità, ottimizzazione del firmware e validazione del comportamento a livello di piattaforma. Il fatto che questa fase sia già in corso suggerisce che le prime installazioni reali di storage PCIe 6.0 potrebbero concretizzarsi nel breve termine, integrate nelle piattaforme server di nuova generazione progettate attorno a flussi di dati più rapidi.
Dal punto di vista dell'efficienza energetica, Micron presenta dati che evidenziano un chiaro vantaggio rispetto ai SSD PCIe Gen5. Le metriche pubblicate dall'azienda mostrano un raddoppio delle prestazioni per watt in lettura sequenziale (1.120 MB/s per watt contro 560), un miglioramento del 40% in scrittura sequenziale e guadagni significativi anche nelle operazioni casuali. In un contesto dove i costi operativi dei data center sono sempre più dominati dalla bolletta energetica, questi margini di efficienza non sono dettagli secondari ma fattori economici rilevanti per gli operatori hyperscale.
La scelta dei fattori di forma conferma la destinazione d'uso: Micron propone il 9650 esclusivamente nei formati E1.S ed E3.S, standard consolidati per i server rack-mounted, abbandonando completamente il classico M.2 tipico dei sistemi consumer. Particolarmente interessante è il supporto per il raffreddamento a liquido accanto alle tradizionali soluzioni ad aria: un segnale che la densità di potenza degli SSD enterprise sta raggiungendo livelli tali da richiedere strategie termiche più aggressive, allineandosi a quanto già avviene per CPU e GPU nei cluster di calcolo ad alte prestazioni.
Come spesso accade nel segmento enterprise, Micron non ha rivelato dettagli sui prezzi, che nel mondo dei data center vengono tipicamente negoziati attraverso contratti diretti con OEM e hyperscaler, legati a volumi, requisiti di endurance e termini di supporto.