Un computer che ha cambiato il corso della tecnologia moderna non è mai arrivato nelle case della maggior parte delle persone, eppure le sue innovazioni sono presenti oggi in miliardi di dispositivi in tutto il mondo. La storia del NeXT Computer, presentato il 12 ottobre 1988, dimostra come l'insuccesso commerciale non sempre coincida con l'irrilevanza storica. Questo elegante cubo di magnesio, costoso e di nicchia, ha posto le basi per rivoluzioni tecnologiche che ancora oggi utilizziamo quotidianamente.
Steve Jobs scelse la Louise M. Davies Symphony Hall di San Francisco come scenario per svelare la sua nuova creazione, tre anni dopo essere stato estromesso da Apple a seguito di una battaglia di potere con il consiglio di amministrazione. La scelta del teatro non fu casuale: durante l'evento, il NeXT Computer si esibì letteralmente in un duetto con un violinista professionista, dimostrando le capacità del processore digitale di segnali integrato nella macchina. Tuttavia, il prezzo di 5.600 dollari, equivalenti a oltre 15.000 dollari attuali considerando l'inflazione, rappresentava una barriera significativa per la diffusione commerciale.
Mentre il grande pubblico rimaneva scettico di fronte al costo elevato, alcuni visionari riconoscevano il potenziale rivoluzionario del sistema. Tim Berners-Lee utilizzò proprio un NeXT Computer per sviluppare il primo server web, browser e editor della storia, gettando le basi di quello che sarebbe diventato il World Wide Web. Parallelamente, gli sviluppatori di id Software sfruttarono le capacità della macchina per creare capolavori videoludici come Doom, Doom II e Quake.
Il cuore tecnologico del NeXT Computer batteva grazie a un processore Motorola 68030 a 25 MHz, accompagnato dal coprocessore matematico 68882. Otto megabyte di RAM standard, espandibili fino a 64 MB, e un innovativo sistema di archiviazione magneto-ottico da 256 MB completavano una configurazione all'avanguardia per l'epoca. Il tutto racchiuso in un telaio cubico di magnesio pressofuso dalle dimensioni di 30 centimetri per lato.
Il vero trionfo del NeXT Computer non arrivò mai durante la sua vita commerciale, ma si manifestò anni dopo quando Apple acquisì la società di Jobs nel dicembre 1996. Questa mossa strategica non solo riportò il cofondatore al timone dell'azienda di Cupertino, ma introdusse nell'ecosistema Apple un patrimonio genetico tecnologico destinato a durare decenni.
Il sistema operativo NeXTSTEP, basato sul microkernel Mach e su una versione derivata di Unix BSD con interfaccia grafica proprietaria, divenne la spina dorsale di Mac OS X nel 2001. Ancora oggi, nel 2025, tracce significative di quel codice originario pulsano all'interno di macOS, iOS, iPadOS, watchOS e tvOS, alimentando miliardi di dispositivi in tutto il mondo.