La Stazione Spaziale Internazionale si trova di fronte a una situazione medica inattesa che potrebbe ridisegnare la pianificazione delle missioni in orbita. Un membro dell'equipaggio Crew 11, attualmente a bordo del laboratorio orbitante a circa 400 chilometri dalla superficie terrestre, presenta una condizione medica che ha spinto la NASA a valutare un rientro anticipato dell'intera squadra. Sebbene l'agenzia spaziale americana descriva il membro dell'equipaggio come stabile, l'incidente solleva interrogativi sulla gestione delle emergenze sanitarie nello spazio e sulle priorità operative quando la salute umana entra in conflitto con i programmi di ricerca scientifica.
Le implicazioni immediate si sono manifestate mercoledì scorso, quando la NASA ha cancellato all'ultimo momento un'attività extraveicolare programmata per il giorno successivo. Due astronauti avrebbero dovuto lasciare la stazione per lavori all'esterno, ma la preoccupazione medica emersa nel pomeriggio ha portato a una sospensione improvvisa delle operazioni. L'agenzia ha mantenuto il riserbo sull'identità e sulla natura specifica del problema, citando le normative sulla privacy medica, ma la decisione di interrompere una passeggiata spaziale suggerisce la serietà con cui viene valutata la situazione.
Il team Crew 11 è composto da quattro membri internazionali: gli astronauti NASA Zena Cardman, comandante della missione, e Mike Fincke, pilota, insieme a Kimiya Yui dell'agenzia spaziale giapponese JAXA e il cosmonauta russo Oleg Platonov. L'equipaggio ha raggiunto la ISS nell'agosto 2025 a bordo di una capsula Crew Dragon di SpaceX, con una missione pianificata di circa sei mesi che avrebbe dovuto concludersi verso la fine di febbraio 2026, dopo l'arrivo del team di ricambio.
La gestione medica nello spazio presenta sfide uniche rispetto alle emergenze terrestri. La ISS dispone di equipaggiamenti medici di base, forniture farmaceutiche e sistemi di comunicazione sicuri che consentono ai medici sulla Terra di consultare privatamente gli astronauti in orbita, valutare le loro condizioni e consigliare trattamenti, in modo simile a una videochiamata con un medico di base. Tuttavia, le capacità diagnostiche e terapeutiche sono inevitabilmente limitate rispetto a una struttura ospedaliera terrestre, e qualsiasi intervento complesso risulta impossibile da realizzare.
Secondo Simeon Barber, scienziato spaziale presso la Open University, se la decisione fosse quella di un rientro anticipato, tutti e quattro i membri di Crew 11 tornerebbero insieme. "Non si vorrebbe lasciare uno o più membri dell'equipaggio indietro", ha spiegato Barber, sottolineando come la coesione del team sia fondamentale nelle operazioni spaziali. Questo scenario lascerebbe sulla stazione solo tre persone: l'astronauta NASA Chris Williams e due cosmonauti russi, Sergey Kud Sverchkov e Sergei Mikayev.
Una riduzione così significativa dell'equipaggio avrebbe conseguenze dirette sulle attività scientifiche e di manutenzione. La ISS è progettata per essere operata da un numero minimo di membri che garantiscano sia la sicurezza del laboratorio orbitante sia la continuità degli esperimenti. Con un equipaggio ridotto a tre persone, le priorità dovrebbero necessariamente spostarsi verso le operazioni essenziali di mantenimento della stazione, mettendo in standby molte delle attività sperimentali fino all'arrivo di un nuovo contingente completo.