image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Scoperte le regole che guidano l’evoluzione del cancro Scoperte le regole che guidano l’evoluzione del cancro...
Immagine di Perdita di peso con la chetogenica, ma a quale costo? Perdita di peso con la chetogenica, ma a quale costo?...

Microplastiche, un freno nascosto all’assorbimento di carbonio

Uno studio mostra come le microplastiche interferiscano con i processi biologici che permettono agli oceani di sequestrare carbonio.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 19/01/2026 alle 08:40

La notizia in un minuto

  • Le microplastiche stanno compromettendo la capacità naturale degli oceani di assorbire CO₂, interferendo con la pompa biologica del carbonio e indebolendo il più grande serbatoio naturale di carbonio della Terra
  • La plastisfera, ecosistema microbico che colonizza le particelle plastiche, produce direttamente gas serra attraverso la propria attività metabolica, aggiungendo un effetto climatico finora trascurato
  • Con oltre 400 milioni di tonnellate di plastica prodotte annualmente e meno del 10% riciclata, gli scienziati chiedono un'azione coordinata globale che integri le politiche contro l'inquinamento plastico con quelle climatiche

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Il riscaldamento globale potrebbe avere un complice inaspettato nascosto nelle acque degli oceani: le microplastiche. Mentre la comunità scientifica concentra da decenni gli sforzi sulla riduzione delle emissioni di gas serra, un nuovo studio pubblicato sul Journal of Hazardous Materials: Plastics rivela che miliardi di frammenti plastici inferiori ai cinque millimetri stanno compromettendo la capacità naturale degli oceani di assorbire l'anidride carbonica dall'atmosfera. Si tratta di un meccanismo finora largamente trascurato che collega due delle più gravi emergenze ambientali contemporanee: il cambiamento climatico e l'inquinamento da plastica. La ricerca, frutto di una collaborazione internazionale tra scienziati di Cina, Hong Kong, Pakistan ed Emirati Arabi Uniti, getta nuova luce su un effetto serra "nascosto" che rischia di accelerare il riscaldamento del pianeta proprio quando la finestra temporale per contenere l'aumento delle temperature si sta rapidamente chiudendo.

Gli oceani rappresentano il più grande serbatoio naturale di carbonio della Terra, assorbendo circa un quarto delle emissioni antropiche di CO₂ attraverso un processo noto come pompa biologica del carbonio. Questo meccanismo fondamentale si basa sull'attività del fitoplancton, organismi microscopici che attraverso la fotosintesi catturano il carbonio atmosferico, e dello zooplancton, che trasferisce questo carbonio nelle profondità oceaniche quando muore e si deposita sui fondali. Le microplastiche interferiscono con entrambe le fasi: riducono l'efficienza fotosintetica del fitoplancton e compromettono il metabolismo dello zooplancton, indebolendo così l'intero sistema di sequestro naturale del carbonio. Come spiega il dottor Ihsanullah Obaidullah, professore associato di tecnologie integrate per il trattamento delle acque presso l'Università di Sharjah e autore corrispondente dello studio, le microplastiche non sono semplicemente inquinanti inerti ma agenti attivi che modificano i cicli biogeochimici fondamentali per la regolazione climatica.

Un elemento particolarmente insidioso emerso dalla ricerca è il ruolo della plastisfera, un ecosistema microbico complesso che colonizza la superficie delle particelle plastiche negli ambienti acquatici. Questa pellicola biologica, composta da batteri, alghe e altri microrganismi, non si limita a modificare le proprietà fisiche delle microplastiche ma partecipa attivamente ai cicli dell'azoto e del carbonio. Attraverso la propria attività metabolica, la plastisfera contribuisce direttamente alla produzione di gas serra, aggiungendo un ulteriore livello di complessità al problema. Inoltre, durante il processo di degradazione, le stesse microplastiche rilasciano nell'ambiente gas serra, amplificando l'impatto climatico. Questa combinazione di effetti diretti e indiretti trasforma le microplastiche in un acceleratore del riscaldamento globale, con conseguenze potenzialmente devastanti per gli ecosistemi marini, la sicurezza alimentare e le comunità costiere.

Le microplastiche stanno minando il più grande scudo naturale della Terra contro il cambiamento climatico, rendendo la lotta contro l'inquinamento da plastica parte integrante della battaglia contro il riscaldamento globale

Lo studio ha seguito un approccio metodologico integrativo piuttosto che una revisione sistematica tradizionale, analizzando 89 ricerche pubblicate prevalentemente dopo il 2015 e coprendo il periodo dal 2010 al 2025. Questa scelta ha permesso al team internazionale di collegare concetti provenienti da discipline diverse, identificando le lacune nella conoscenza scientifica e le implicazioni politiche rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. I ricercatori hanno attinto da articoli peer-reviewed, rapporti di organizzazioni internazionali e altre fonti autorevoli focalizzate su microplastiche, salute oceanica e cambiamento climatico. L'analisi ha rivelato che gran parte della ricerca esistente si è concentrata sul rilevamento delle microplastiche e sullo sviluppo di metodi di bonifica, mentre la comprensione delle loro interazioni con i sistemi climatici rimane sorprendentemente limitata. Gli autori sottolineano che il legame tra microplastiche e clima è stato finora "sottovalutato", nonostante l'urgenza della crisi climatica richieda un'attenzione immediata a tutti i fattori che possono accelerare il riscaldamento.

La portata del problema è strettamente legata alla massiccia produzione globale di plastica. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite del 2025, ogni anno vengono prodotte oltre 400 milioni di tonnellate di plastica, circa la metà delle quali destinata a un uso monouso. Di questa quantità enorme, meno del 10 percento viene riciclata, mentre la maggior parte finisce in discariche o dispersa nell'ambiente. Dall'inizio dell'era della plastica, l'umanità ha prodotto oltre 8,3 miliardi di tonnellate di materiale plastico, l'80 percento del quale è finito nell'ambiente o nelle discariche. Senza interventi efficaci, la produzione annuale potrebbe triplicare entro il 2060, con conseguenze catastrofiche per gli ecosistemi marini e il sistema climatico. La persistenza della plastica nell'ambiente trasforma ogni frammento prodotto in un potenziale perturbatore dei cicli biogeochimici per decenni o secoli.

I ricercatori lanciano un appello urgente per un'azione coordinata a livello globale che affronti congiuntamente inquinamento da plastica e cambiamento climatico. Tra le raccomandazioni principali figura la richiesta alle Nazioni Unite di riconsiderare come la plastica viene rappresentata negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, attualmente ridotta a un singolo indicatore che non cattura adeguatamente i rischi diffusi posti dalle microplastiche. Gli autori propongono inoltre framework di governance coordinati che integrino le politiche contro l'inquinamento plastico con quelle climatiche, particolare attenzione al riscaldamento e all'acidificazione degli oceani. Le priorità identificate includono la riduzione drastica della plastica monouso, il miglioramento dei sistemi di gestione dei rifiuti, l'incentivazione di alternative biodegradabili e l'espansione della ricerca sugli effetti delle microplastiche sui cicli del carbonio oceanico. L'impiego di strumenti di monitoraggio basati sull'intelligenza artificiale e lo sviluppo di nuovi materiali rappresentano strategie complementari per ridurre l'accumulo di rifiuti plastici.

Gli autori avvertono i decisori politici di non sottovalutare gli effetti a lungo termine delle microplastiche, anche se gli impatti attuali possono sembrare contenuti. L'accumulo progressivo di questi inquinanti suggerisce una significatività futura che potrebbe manifestarsi con effetti di riscaldamento e acidificazione oceanica difficilmente reversibili. Il dottor Obaidullah ha dichiarato che il prossimo passo della ricerca sarà quantificare con precisione l'impatto climatico delle microplastiche e sviluppare soluzioni integrate, sottolineando che questa non è solo una questione ambientale ma una sfida globale per la sostenibilità. La ricerca pone interrogativi fondamentali sulla nostra capacità di affrontare emergenze interconnesse che richiedono risposte sistemiche piuttosto che interventi frammentati, invitando la comunità scientifica e i governi a riconoscere che proteggere gli oceani dalla plastica significa anche preservare il principale alleato naturale nella lotta contro il riscaldamento globale.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
La Francia dirà addio a Microsoft Teams
6

Business

La Francia dirà addio a Microsoft Teams

#2
Modem vecchio? Windows 11 lo blocca, per una buona ragione
9

Hardware

Modem vecchio? Windows 11 lo blocca, per una buona ragione

#3
Avvistato un Ryzen 7 9850X3D in bundle con DDR5 e dissipatore
2

Hardware

Avvistato un Ryzen 7 9850X3D in bundle con DDR5 e dissipatore

#4
Recensione Code Vein 2, meravigliosamente imperfetto

Recensione

Recensione Code Vein 2, meravigliosamente imperfetto

#5
Starfield 2.0 esiste e cambierà tutto, c'è chi lo ha visto
1

Videogioco

Starfield 2.0 esiste e cambierà tutto, c'è chi lo ha visto

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Perdita di peso con la chetogenica, ma a quale costo?

Scienze

Perdita di peso con la chetogenica, ma a quale costo?

Di Antonello Buzzi
Scoperte le regole che guidano l’evoluzione del cancro

Scienze

Scoperte le regole che guidano l’evoluzione del cancro

Di Antonello Buzzi
Una malattia perduta riemerge da resti umani di 5.500 anni

Scienze

Una malattia perduta riemerge da resti umani di 5.500 anni

Di Antonello Buzzi
Le tecnologie quantistiche superano la fase pionieristica

Scienze

Le tecnologie quantistiche superano la fase pionieristica

Di Antonello Buzzi
Scoperto un meccanismo di sopravvivenza nei neuroni

Scienze

Scoperto un meccanismo di sopravvivenza nei neuroni

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.