Il recente caso dell'imminente chiusura di Setapp Mobile, prevista per la metà di febbraio, sta trasformandosi in un nuovo capitolo dello scontro tra Apple e le autorità europee, con entrambe le parti che si rimbalzano le responsabilità per il fallimento di uno dei marketplace alternativi, destinato ai dispositivi iOS nell'Unione Europea, più celebri degli ultimi mesi. La questione ha riacceso il dibattito sulla reale conformità di Apple al Digital Markets Act, la normativa europea che mira ad aprire l'ecosistema chiuso della mela morsicata alla concorrenza.
MacPaw, l'azienda che gestisce Setapp Mobile, ha recentemente annunciato che il servizio cesserà le operazioni il 16 febbraio 2026. La motivazione ufficiale fornita dall'azienda punta il dito contro termini commerciali ancora in evoluzione e troppo complessi, incompatibili con il modello di business attuale della piattaforma. Setapp Mobile rappresentava un esperimento significativo come store alternativo disponibile esclusivamente per gli utenti europei, nato sulla scia delle nuove normative che impongono maggiore apertura ai colossi tecnologici.
I “termini commerciali complessi” a cui fa riferimento MacPaw sono l’articolato sistema di commissioni di Apple per le app che operano secondo i suoi nuovi termini commerciali nell’UE, i quali includono una controversa Core Technology Fee che addebita agli sviluppatori 0,50€ per ogni prima installazione annuale, ma solo una volta che l'applicativo ha superato il milione di utenti unici nei precedenti dodici mesi.
In pratica: un app viene rilasciata a gennaio, ma raggiunge il milione di utenti solamente alla fine del dicembre successivo? Apple contabilizza ogni prima installazione dell'anno appena passato e presenta il conto al titolare dello store di terze parti.
Viene da se che applicare un sistema del genere a un servizio come Setapp è semplicemente forsennato, visto che si tratta di un servizio in abbonamento che per circa 10€ permette di avere totale accesso a decine, e decine, di applicazioni da installare sul proprio iPhone o iPad.
Apple era già stata "bacchettata" dalla Commissione Europea per i termini folli, portandola a rivedere la propria struttura tariffaria lo scorso anno per evitare ulteriori sanzioni per mancata conformità al Digital Markets Act (DMA), ma invece di semplificare le commissioni, le ha rese volontariamente più complesse in segno di protesta.
Questi cambiamenti continui, con annessi conti che vengono presentati agli sviluppatori che, per varie ragioni, non possono o non vogliono sottostare alle politiche dell'App Store (come per esempio l'impossibilità di fare un aggregatore di app in abbonamento o le regole eccessivamente restrittive quando suddette app devono essere approvate), è che gli sviluppatori non riescono a pianificare correttamente come far crescere e monetizzare il proprio business.
MacPaw, qualche settimana fa, ha affermato di aver riscontrato che il proprio modello di business non era “sostenibile”, poiché le condizioni commerciali continuavano a cambiare. La dichiarazione recita:
Setapp Mobile era un progetto audace e rivoluzionario che mirava a fornire agli utenti iOS dell’UE l’accesso a marketplace di app alternativi, creando un nuovo ecosistema in cui sia gli sviluppatori sia gli utenti potessero prosperare senza doversi preoccupare di decine di abbomnamenti diversi. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato negli ultimi due anni e crediamo ancora profondamente in questa visione. A causa di condizioni commerciali ancora in evoluzione, però, abbiamo stabilito che non è sostenibile continuare lo sviluppo o il supporto di Setapp Mobile all’interno dell’attuale modello di business di Setapp. Sebbene siamo dispiaciuti di deludere la nostra base di utenti e la community di sviluppatori nell’UE, guardiamo con interesse alla possibilità di portare avanti lo sviluppo di altre innovazioni, o di ripristinare Setapp Mobile una volta che sarà sostenibile per tutti.
La Commissione Europea, ovviamente, si è preparata a lanciare un nuovo attacco contro Cupertino. Secondo alcuni documenti visionati da una fonte interna di Bloomberg, Bruxelles è pronta a dichiarare che Apple non ha implementato modifiche sostanziali per affrontare i problemi chiave relativi ai propri termini commerciali, inclusa la loro eccessiva complessità. Una posizione che suggerirebbe come le regole imposte dall'azienda californiana continuino a rappresentare un ostacolo insormontabile per chi tenta di operare al di fuori dell'App Store ufficiale.
Tutto bellissimo e tutto chiaro, se non fosse che la risposta di Apple non si è fatta attendere ed è stata particolarmente dura, oltre che chiarificatrice. L'azienda sostiene di aver presentato un piano formale di conformità già lo scorso ottobre, ma che la Commissione Europea starebbe deliberatamente ritardato la risposta, impedendo di fatto l'implementazione delle modifiche richieste. In una dichiarazione ufficiale, Apple ha accusato le autorità europee di utilizzare tattiche politiche dilatorie per ingannare l'opinione pubblica, spostare continuamente gli obiettivi e prendere di mira ingiustamente l'azienda americana con indagini gravose e multe onerose.
Apple avrebbe inoltre contestato l'esistenza stessa di una domanda significativa per marketplace alternativi nell'Unione Europea, mettendo in discussione il fatto che Setapp stia chiudendo a causa delle sue politiche, visto che sarebbe l'unico esponente di rilievo di una tipologia di servizi che ancora non avrebbe avuto una diffusione concreta nell'UE.
Sebbene il nocciolo della questione dovrebbe vertere su chi debba essere ritenuto responsabile per lo smantellamento di Setapp Mobile, la verità dei fatti e che si sta combattendo una guerra d'orgoglio nei piani alti, portando sviluppatori e utenti a essere delle vittime che ne pagano le conseguenze e che, quando utile per sorreggere la tesi di uno dei due fronti, viene immolato in diretta mondiale per scuotere l'opinione pubblica.
La Commissione Europea, partendo da principi più che nobili, si ritrova ora ebbra di potere a contestare e multare ogni azienda del settore che non si sottomette alle sue decisioni, anche quelle prive di senso per gli utenti finali. Dall'altro lato ci sono le aziende che, giustamente, devono comunque pensare a come non scorporare eccessivamente il loro business per far fronte a richieste che mutano costantemente in uno dei mercati i cui è presente.
Inizialmente sembrava che le acque si fossero calmate, con indiscrezioni recenti che indicavano una possibile accettazione di numerose proposte di Apple da parte dell'UE, pur di smetterla di trovarsi costgretta a "castrare" i propri prodotti nell'Unione Europea. Tuttavia, la decisione di MacPaw di chiudere definitivamente Setapp Mobile ha nuovamente capovolto le carte in tavola, offrendo alla Commissione Europea un nuovo appiglio per mettere sotto indagine la reale conformità di Apple alle normative europee sulla concorrenza digitale, cercando di farla cedere alla totalità delle sue richieste.
Nel mentre, però, a pagarne sono solo gli utenti e gli sviluppatori. Un progetto incredibilmente interessante come Setapp verrà chiuso, altri sviluppatori si troveranno a ripensare il loro business in balia di enti e aziende e gli utenti europei continueranno ad acquistare prodotti castrati... a prezzo pieno.