Samsung si prepara a introdurre un aggiornamento significativo per quanto concerne la ricarica wireless della serie Galaxy S26, ma senza quella caratteristica che molti appassionati attendevano con impazienza: i magneti integrati.
Le certificazioni appena emerse presso il Wireless Power Consortium rivelano che i prossimi flagship del colosso coreano adotteranno lo standard Qi 2.2.1, una versione più recente rispetto a quella implementata sulla generazione S25, ma tutto lascia intendere che Samsung continuerà a delegare la funzionalità magnetica alle custodie accessorie piuttosto che integrarla direttamente nei dispositivi.
I documenti depositati al WPC, rinvemuti da 9to5Google, riguardano tre smartphone identificati con i codici modello SM-K772*, SM-K777* e SM-K778*, designazioni che corrispondono con tutta probabilità ai futuri Galaxy S26, S26+ e S26 Ultra. Sebbene si tratti verosimilmente di codici segnaposto utilizzati durante la fase di certificazione, le informazioni tecniche contenute nei documenti forniscono indizi concreti sulle scelte progettuali di Samsung per la prossima generazione di flagship.
L'adozione dello standard Qi 2.2.1 rappresenta un passo avanti rispetto alla versione implementata sulla serie S25, suggerendo potenziali miglioramenti in termini di velocità di ricarica wireless e gestione termica. Lo standard Qi2, evoluzione dell'originale Qi, promette una maggiore efficienza energetica e una migliore comunicazione tra dispositivo e caricatore, con benefici tangibili sui tempi di ricarica e sulla dispersione di calore durante il processo.
Tuttavia, è l'assenza di un elemento specifico a fare notizia: nei documenti di certificazione manca completamente l'indicatore MPP (Magnetic Power Profile), il parametro che identifica la presenza di un sistema magnetico integrato compatibile con lo standard Qi2. Questa omissione rafforza i rumor delle ultime settimane secondo cui Samsung avrebbe rinunciato ancora una volta a implementare magneti nativi nei propri smartphone, mantenendo l'approccio già visto con i modelli precedenti che affida alle custodie magnetiche il compito di fornire la compatibilità con gli accessori Qi2.
La strategia di Samsung appare in controtendenza rispetto alle aspettative di una parte della community, che sperava in un'adozione diretta del sistema magnetico sull'hardware, similmente a quanto fatto da Apple con MagSafe a partire dall'iPhone 12 e più recente,ente da Google con la serie Pixel.
L'approccio basato su custodie magnetiche, pur funzionale, introduce uno strato aggiuntivo tra dispositivo e caricatore, con potenziali implicazioni su efficienza termica e velocità di ricarica, oltre a richiedere l'acquisto di accessori dedicati per sfruttare pienamente l'ecosistema Qi2.
Paradossalmente, nelle scorse settimane sono emersi leak relativi a un Magnet Wireless Charger di marca Samsung, alimentando le speculazioni su un possibile supporto magnetico nativo. La realtà delle certificazioni sembra però indicare che questi accessori saranno progettati per funzionare con le custodie magnetiche proprietarie piuttosto che con i telefoni nudi, replicando l'ecosistema già presente ma aggiornato agli standard più recenti.
L'aggiornamento allo standard Qi 2.2.1 potrebbe comunque tradursi in vantaggi concreti: una gestione più efficiente dell'energia durante la ricarica wireless, temperature operative inferiori e potenzialmente una maggiore velocità di ricarica rispetto alla generazione precedente.
Samsung non ha ancora ufficializzato le specifiche tecniche complete della serie S26, visto che lo farà nell'evento Unpacked previsto per fine febbraio, inclusa la potenza massima supportata in wireless charging, ma l'adozione dello standard più recente lascia intendere che l'azienda punti a miglioramenti incrementali piuttosto che a una rivoluzione nel comparto ricarica.