Google ha recentemente modificato il comportamento della barra di ricerca nella schermata principale dei dispositivi Pixel, una decisione che ha diviso gli utenti e che ora può essere aggirata grazie a un semplice intervento tecnico. L'aggiornamento ha sostituito l'interfaccia di ricerca unificata del Pixel Launcher con la UI standard di Google Search, un cambiamento che privilegia l'accesso rapido alla modalità AI ma sacrifica l'integrazione profonda con il sistema operativo. Per chi non apprezza la nuova implementazione, esiste fortunatamente una soluzione basata su Android Debug Bridge che permette di ripristinare il vecchio comportamento in pochi secondi.
Il cambiamento introdotto da Google rappresenta un chiaro tentativo di spingere gli utenti verso le funzionalità di intelligenza artificiale integrate in Google Search, rendendo più immediato l'accesso alla cosiddetta AI Mode. Tuttavia, questa scelta ha un prezzo: l'interfaccia standard risulta meno fluida e organica rispetto alla ricerca unificata del Pixel Launcher, che combinava risultati dalle app installate, contatti, impostazioni di sistema e contenuti web in un'unica schermata coerente. La perdita di questa esperienza integrata ha generato malcontento tra gli utenti più affezionati all'ecosistema Pixel.
La procedura per ripristinare il vecchio comportamento richiede l'utilizzo di ADB (Android Debug Bridge), lo strumento da riga di comando che consente di comunicare direttamente con il sistema operativo Android. Una volta configurato ADB sul computer e collegato il dispositivo Pixel, è necessario eseguire due comandi specifici. Il primo comando modifica il flag "enable_one_search" del Pixel Launcher, forzandolo a utilizzare l'interfaccia di ricerca unificata anziché quella standard di Google Search. Il secondo comando termina e riavvia il launcher per applicare immediatamente la modifica.
I comandi da eseguire in sequenza sono: adb shell cmd device_config override launcher enable_one_search true seguito da adb shell am force-stop com.google.android.apps.nexuslauncher. Il primo interviene direttamente sulla configurazione del launcher, mentre il secondo applica la modifica riavviando l'applicazione. Per chi volesse tornare sui propri passi e ripristinare il comportamento predefinito introdotto da Google, è sufficiente sostituire il valore "true" con "false" nel primo comando e ripetere la procedura.
La scoperta di questa soluzione si deve agli utenti jspirit e Kieron Quinn, membri attivi della comunità Android che hanno identificato il flag responsabile del comportamento e condiviso la procedura sui forum specializzati. Si tratta di un esempio perfetto di come la comunità tech riesca spesso a offrire alternative alle scelte imposte dai produttori, sfruttando la natura aperta di Android e gli strumenti di debug ufficiali. Va sottolineato che questa modifica non richiede sblocco del bootloader, permessi di root o procedure invasive che potrebbero compromettere la garanzia del dispositivo.
Questo episodio evidenzia la tensione sempre presente tra l'innovazione spinta dai grandi produttori e le preferenze consolidate degli utenti. Google continua a sperimentare con l'interfaccia dei propri dispositivi Pixel, testando nuove soluzioni che spesso vengono implementate senza possibilità di scelta da parte dell'utente finale. La possibilità di intervenire tramite ADB rappresenta una valvola di sfogo importante per chi desidera mantenere il controllo sull'esperienza d'uso del proprio smartphone, anche quando le decisioni del produttore vanno in direzione diversa dalle proprie abitudini.
Resta da vedere se Google deciderà di offrire un'opzione nativa nelle impostazioni per scegliere tra le due interfacce di ricerca, oppure se continuerà sulla strada della standardizzazione forzata. Nel frattempo, gli utenti Pixel più esperti possono contare su questa soluzione per preservare l'esperienza di ricerca unificata che caratterizzava le precedenti versioni del sistema operativo.