Secondo le ultime indiscrezioni, Intel e AMD potrebbero sfidarsi testa a testa al CES 2027 con il lancio simultaneo di due nuove famiglie di processori destinate a ridefinire gli equilibri nel segmento enthusiast. Si tratta di Nova Lake per Intel e Olympic Ridge per AMD, entrambe piattaforme che promettono importanti novità nell'architettura e un salto prestazionale notevole rispetto alle generazioni attuali. Dopo un CES 2026 relativamente povero di novità per gli appassionati, fatta eccezione per i Core Ultra 300 "Panther Lake", il 2027 potrebbe segnare un ritorno in grande stile della competizione diretta tra i due colossi dei semiconduttori.
Le informazioni più recenti arrivano dal leaker cinese "Golden Pig Upgrade Pack", figura nota e generalmente considerata affidabile nella comunità tech. Secondo questa fonte, i processori Nova Lake S di Intel debutteranno proprio in occasione del CES 2027, in concomitanza con l'arrivo previsto dei chip AMD basati sull'architettura Zen 6. La tempistica non rappresenterebbe necessariamente un ritardo rispetto ai piani originari: l'ultima dichiarazione ufficiale di Intel risale a settembre 2025, quando John Pitzer, vicepresidente della divisione Planning & IR, aveva indicato una finestra di lancio "tra fine 2026 e inizio 2027".
Sul fronte AMD, l'architettura Zen 6 rappresenta una revisione importante rispetto a Zen 5, con promesse particolarmente ambiziose sul fronte delle frequenze operative. Secondo alcune fonti specializzate come Moore's Law is Dead, i nuovi processori potrebbero raggiungere clock di picco fino a 7 GHz, traducendosi in un miglioramento prestazionale single-core di circa il 15% basato esclusivamente sulla frequenza. Ma l'innovazione più significativa riguarda la configurazione dei chiplet: AMD aumenterà la densità da 8 a 12 core per ogni die computazionale, portando i modelli desktop di punta a un totale di 24 core fisici, con un incremento del 50% rispetto agli attuali Ryzen 9 di fascia alta.
Intel risponde con numeri ancora più impressionanti, almeno sulla carta. La configurazione top di gamma di Nova Lake dovrebbe integrare ben 52 core totali, risultato di un'architettura modulare particolarmente complessa. Il design prevede quattro LP E-core (core ad alta efficienza di tipo low-power) sul tile SoC di base, affiancati da uno o due compute tile ciascuno contenente otto P-core (core ad alte prestazioni) e sedici E-core standard. Nella configurazione a doppio compute tile si raggiunge appunto il totale di 52 core, sebbene il contributo prestazionale effettivo dei quattro LP E-core sarà probabilmente marginale nelle applicazioni più esigenti.
Per quanto riguarda le prestazioni nei videogiochi, settore dove AMD ha dominato negli ultimi anni grazie alla tecnologia 3D V-Cache, Intel punta tutto sulla bLLC (Big Last Level Cache). Ogni compute tile di Nova Lake integrerà ben 144 MB di cache L3, una quantità sostanzialmente superiore agli standard attuali. La differenza fondamentale rispetto all'approccio AMD risiede nell'implementazione: mentre l'azienda di Sunnyvale impila fisicamente memoria cache aggiuntiva sopra o sotto i chiplet computazionali, Intel integra la cache direttamente nel design base del die, aumentando l'area del silicio e, inevitabilmente, i costi di produzione.
Questa scelta architetturale comporta conseguenze significative sul posizionamento di mercato. Solo i modelli di fascia più alta dovrebbero beneficiare della bLLC, lasciando scoperto il segmento di mercato occupato attualmente dai popolari Ryzen 7 X3D, processori che offrono prestazioni gaming di alto livello a prezzi relativamente accessibili. Il divario con AMD potrebbe accentuarsi ulteriormente considerando i consumi energetici: le indiscrezioni parlano di un assorbimento superiore ai 700 watt per i modelli top di Nova Lake, rendendo necessarie schede madri di fascia premium dotate di alimentazione VRM particolarmente robusta.
La battaglia tra Olympic Ridge e Nova Lake si preannuncia quindi asimmetrica: da una parte AMD con un approccio più equilibrato che punta su frequenze elevate, aumento controllato del numero di core e tecnologia di cache avanzata consolidata; dall'altra Intel con una strategia più aggressiva basata su core count massicci, cache generosa nei modelli premium ma anche consumi energetici che potrebbero risultare problematici per molti utenti, specialmente nel mercato europeo dove i costi dell'energia elettrica sono mediamente più elevati rispetto agli Stati Uniti.
Naturalmente, manca ancora parecchio tempo prima del lancio ufficiale e le strategie potrebbero cambiare ed evolversi in funzione delle dinamiche di un mercato che, già oggi, è in forte difficoltà a causa dello shortage delle memorie. Il boom dell'intelligenza artificiale potrebbe, ad esempio, spingere i due produttori a concetrare la maggior parte delle loro risorse sui segmenti datacenter ed enterprise, riducendo l'impegno sul fronte consumer. Al di là do come potrebbe cambiare lo scenario da qui al lancio del processori, una cosa è certa: il CES 2027 sarà decisamente interessante per gli appassionati di hardware e tecnologia.