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FlexPai, ecco il primo smartphone con schermo flessibile. Innovativo e costoso

Si chiama FlexPai il primo vero tablet flessibile del mondo, e lo produce una società californiana di cui probabilmente non avete mai sentito parlare, che risponde al nome di Royole Technology. Questo smartphone, appena presentato, dovrebbe anche essere il primo a montare uno Snapdragon 8150, anche se il sito ufficiale parla genericamente di Snapdragon serie 8 octa-core a 2,8 GHz. Per le dimensioni dello schermo, 7,8″ di diagonale, siamo di fronte a un tablet, con uno spessore di 7,6 mm (appena meno di un iPhone X, per intenderci); la risoluzione è di 1920 x 1440 (expanded mode) e il pannello è un AMOLED, flessibile ovviamente.

Il dispositivo si piega in due, schermo compreso, e una volta fatta questa operazione il display si divide e può mostrare un’applicazione per lato. La parte curva offre alcune funzioni specifiche. Il FlexPai, dunque, una volta piegato ha le dimensioni di uno smartphone da 4 pollici, più o meno. Ma lo spessore aumenta e non sembra molto comodo da tenere in tasca – il che svilisce un po’ tutto il concetto di “piegabilità”. Ma siamo pur sempre davanti a un primo passo. Si può dire che è un tablet che diventa un telefono e viceversa, con alcuni limiti.

Immagine: Flexpai

L’azienda ha evidentemente lavorato in fretta per arrivare prima di Samsung e degli altri colossi hi-tech, riuscendo se non altro a guadagnarsi gli onori della cronaca e l’attenzione dei riflettori per qualche ora. Tanto potrebbe bastare a trovarsi un proprio posto nel mercato, facendo a gomitate in uno spazio già affollato. Qualcuno comprerà il FlexPai, cominceranno a girare test e opinioni, e se son rose fioriranno. Se i concept mostrati da Samsung sono più raffinati, a Royole Technology va il merito di essere arrivata per prima.

Trattandosi di una tecnologia nuovissima il prezzo indicato appare alto ma non sorprendente: 1.388 (128 GB) oppure 1.539 euro (256 GB). Si può ordinare da subito, ma tenete in considerazione che è un prodotto inteso per gli sviluppatori.