Il panorama dei processori per smartphone di fascia alta si prepara a un nuovo capitolo con sviluppi significativi per la serie Galaxy S26 di Samsung. Mentre l'azienda coreana continua la sua strategia dual-chip tra Qualcomm ed Exynos, emergono dettagli importanti sulla distribuzione globale dei SoC e sulle scelte tecnologiche che caratterizzeranno i dispositivi previsti per il 2026.
Durante la conferenza stampa tenutasi ieri al CES 2026, Cristiano Amon, amministratore delegato di Qualcomm, ha fornito indicazioni decisive sulla strategia di Samsung per i prossimi flagship. La lineup Galaxy S26 dovrebbe comprendere tre modelli distinti: il modello base, il Plus e l'Ultra, quest'ultimo destinato a montare esclusivamente lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 a livello globale. Per i due modelli inferiori, invece, si prospetta la consueta differenziazione geografica tra il processore Qualcomm e l'Exynos 2600 di produzione interna.
La rivelazione più interessante riguarda però la quota di mercato che Qualcomm manterrà nei dispositivi Samsung di fascia premium. Secondo Amon, nonostante l'integrazione dell'Exynos 2600 in alcuni mercati, Qualcomm conserverà una quota del 75% sui processori applicativi Galaxy. Il CEO ha spiegato che i telefoni premium, sui quali Samsung concentra i propri sforzi, stanno registrando una crescita elevata, e l'azienda coreana mantiene la politica di assicurarsi più fornitori per diversificare la catena di approvvigionamento.
Un elemento cruciale emerso dalle dichiarazioni riguarda la collaborazione produttiva tra le due aziende. Amon ha confermato che Qualcomm è in trattative avanzate con Samsung per far produrre lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 utilizzando il processo produttivo a 2 nanometri sviluppato dal colosso coreano. Questa partnership rappresenterebbe un'evoluzione significativa nel rapporto tra i due giganti tecnologici, andando oltre la semplice fornitura di componenti per estendersi alla collaborazione manifatturiera nei nodi litografici più avanzati.
La strategia dual-chip di Samsung non è una novità: da anni l'azienda alterna tra Snapdragon ed Exynos in base ai mercati, riservando generalmente i processori Qualcomm agli Stati Uniti e alla Cina, mentre l'Europa e altre regioni ricevono varianti Exynos. Questa politica ha storicamente suscitato dibattiti nella comunità tech, con differenze prestazionali ed energetiche spesso evidenti tra le due versioni dello stesso dispositivo. Il mantenimento di una quota così elevata per Qualcomm potrebbe indicare una redistribuzione più favorevole verso i chip americani anche in mercati tradizionalmente serviti con Exynos.
Sul fronte del posizionamento di mercato, emergono però notizie meno entusiasmanti per i potenziali acquirenti. Secondo le indiscrezioni, Samsung starebbe pianificando un aumento dei prezzi per la serie Galaxy S26 rispetto ai modelli S25 (acquistabili qui), nonostante gli aggiornamenti hardware siano descritti come minimali. Questa strategia di pricing potrebbe rivelarsi controversa in un mercato sempre più competitivo, dove produttori cinesi offrono specifiche tecniche aggressive a prezzi inferiori.
L'adozione del processo produttivo a 2nm rappresenta comunque un salto tecnologico significativo rispetto ai nodi a 3nm utilizzati nelle generazioni precedenti. I vantaggi teorici includono maggiore efficienza energetica, densità transistor superiore e potenzialmente prestazioni più elevate, elementi cruciali per l'autonomia e le capacità computazionali richieste dalle moderne applicazioni di intelligenza artificiale integrate negli smartphone. Resta da vedere se questi miglioramenti giustificheranno l'incremento di prezzo prospettato.