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Google Keep aggiunge l'AI: è davvero necessaria?

Google Keep potrebbe presto introdurre nuove funzionalità basate su intelligenza artificiale, aggiungendosi alla crescente presenza di AI nelle app Google.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/09/2025 alle 17:59

La notizia in un minuto

  • Google Keep sta sperimentando una funzionalità AI per la generazione automatica di titoli delle note basata sul contenuto scritto dall'utente
  • La nuova funzione è stata individuata nel codice dell'app ma non è ancora operativa, inserendosi nella strategia più ampia di Google di integrare l'intelligenza artificiale nelle proprie applicazioni
  • Rimangono dubbi sull'utilità pratica della funzionalità, considerando che molti utenti potrebbero preferire mantenere il controllo diretto sulla denominazione dei propri appunti

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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L'intelligenza artificiale continua a espandere la sua presenza negli strumenti di produttività quotidiana, e Google Keep rappresenta l'ultimo esempio di questa tendenza. L'applicazione per le note del colosso di Mountain View sta sperimentando una funzionalità che potrebbe rivoluzionare il modo in cui organizziamo i nostri appunti digitali. Si tratta di un sistema automatico per la generazione di titoli che sfrutta l'AI per suggerire intestazioni appropriate basandosi sul contenuto delle note.

La scoperta nel codice dell'app

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L'analisi del codice della versione 5.25.382.03.90 di Google Keep ha rivelato tracce concrete di questa nuova funzione in fase di sviluppo. Un pulsante dedicato, che richiama visivamente gli strumenti di scrittura di Gboard, dovrebbe apparire proprio nell'area dove normalmente si inserisce il titolo della nota. Tuttavia, nella sua forma attuale, questa caratteristica non risulta ancora operativa.

Il meccanismo ipotizzato prevede che l'intelligenza artificiale analizzi il contenuto scritto dall'utente per proporre automaticamente un titolo pertinente. Questa automazione potrebbe semplificare notevolmente l'organizzazione delle note, facilitando sia la categorizzazione iniziale che le ricerche successive attraverso termini semanticamente collegati al contenuto reale.

Un ecosistema AI in espansione

Questa novità si inserisce in una strategia più ampia di Google per integrare l'intelligenza artificiale nelle funzioni esistenti delle proprie applicazioni. La scelta di implementare prima le funzionalità basate su testo semplice risponde a logiche di ottimizzazione computazionale, permettendo di testare l'accoglienza degli utenti senza richiedere risorse eccessive.

Google Keep già offre agli abbonati dei servizi Gemini a pagamento la possibilità di creare liste di controllo utilizzando semplici comandi testuali. Inoltre, i ricercatori hanno individuato nel codice anche riferimenti a una futura capacità di generare schizzi attraverso l'AI, sebbene questa funzione non sia ancora disponibile al pubblico.

L'AI per i titoli potrebbe essere superflua per molti utenti

Parallelismi con altre applicazioni Google

La generazione automatica di titoli non rappresenta una novità assoluta nell'ecosistema Google. Google Foto utilizza già una tecnologia simile per creare automaticamente intestazioni per i ricordi fotografici degli utenti. Questa esperienza consolidata potrebbe fornire preziose indicazioni sull'efficacia e l'accettazione di funzionalità analoghe in altri contesti applicativi.

L'integrazione potrebbe rivelarsi particolarmente utile in combinazione con Magic Cue del Pixel 10, creando sinergie tra diverse funzioni AI per migliorare l'esperienza utente complessiva. Tuttavia, rimane da verificare se questa funzionalità opererà localmente sui dispositivi compatibili con Gemini Nano, una soluzione che garantirebbe maggiore privacy e velocità di elaborazione.

Considerazioni sull'utilità pratica

Nonostante l'indubbio fascino tecnologico, la reale necessità di affidarsi all'intelligenza artificiale per denominare le proprie note solleva qualche interrogativo. Molti utenti potrebbero considerare questa funzione non essenziale, preferendo mantenere il controllo diretto sulla denominazione dei propri appunti.

Come spesso accade con le funzionalità individuate attraverso l'analisi del codice delle applicazioni, non esiste garanzia che questa caratteristica raggiunga effettivamente la versione pubblica di Google Keep. Le aziende tecnologiche sperimentano continuamente nuove possibilità, e solo una frazione di queste innovazioni supera la fase di test interno per approdare nelle mani degli utenti finali.

Fonte dell'articolo: www.androidauthority.com

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