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Google Pixel 6: guardare ma non toccare

Ancora non sappiamo quando Google ha intenzione di presentare al mondo Pixel 6 e Pixel 6 Pro nella loro completezza, anche se le ultime voci di corridoio suggeriscono che i due nuovi googlefonini potrebbero arrivare sul mercato (non il nostro) entro la fine di ottobre.

Nel frattempo, oltre ad una campagna marketing in Giappone alquanto originale, l’azienda americana ha deciso di mettere in mostra gli smartphone nel suo Google Store di New York. I dispositivi sono così vicini ma allo stesso tempo impossibili da raggiungere, almeno per ora…

Google Tensor + Pixel 6 e 6 Pro

Il nuovo Google Store di New York ha apparentemente esposto in vetrina dei dummy (versioni non funzionanti degli smartphone utilizzati per mostrare principalmente l’aspetto di un dispositivo) di Pixel 6 e Pixel 6 Pro che qualcuno ha notato e fotografato.

Nelle immagini apparse su Reddit, si può vedere il Pixel 6 Pro dorato sotto un banner con il suo nome e una nota che ci ricorda quando arriverà sul mercato: “Coming Fall 2021“. Più in basso è presente anche un codice QR, il quale porta solamente alla pagina dell’annuncio online sul Google Store che è ormai visibile da diverse settimane. Accanto ad esso anche un Pixel 6 rosso.

Il dispositivo in sé non ci mostra davvero nulla di nuovo oltre a ciò che Google ci ha già svelato. Google sta nascondendo il display e naturalmente non permette a nessuno di toccare il sample.

I Pixel 6 dovrebbero essere molto potenti, i primi benchmark suggeriscono l’opposto

Come ormai sappiamo grazie alla conferma ufficiale da parte di Google, i nuovi Pixel 6 e Pixel 6 Pro utilizzeranno per la prima volta nella storia un chip personalizzato il cui design è stato studiato dall’azienda americana in persona. Secondo i più recenti rumor Google Tensor, questo il nome del chip, sarà prodotto da Samsung e sarà almeno in parte basato su un chip Exynos.

Un risultato ottenuto da quello che dovrebbe essere un Pixel 6 Pro su Geekbench sembra aver svelato il tipo di architettura del SoC Google in maggiori dettagli e ciò che salta subito all’occhio è l’inusuale configurazione dei core.

Google Tensor dovrebbe utilizzare i soliti quattro core ad alta efficienza (ARM Cortex-A55) accoppiati a due core di media potenza (ARM Cortex-A76) e altri due grandi core ad alte prestazioni (ARM Cortex-X1). I più attenti di voi avranno notato come tale divisione in cluster sia alquanto diversa da quella, per esempio, di uno Snapdragon 888.

Il chip Qualcomm utilizza un solo core Cortex-X1 che ritiene più che sufficiente per i task più impegnativi, mentre Google sembra aver voluto raddoppiare. Inoltre, i chip a media efficienza sono solamente due invece di tre e utilizzano un’architettura ritenuta ormai quasi obsoleta, Google sembra aver usato dei core Cortex-A76 invece dei più nuovi e efficienti Cortex-A78.

La GPU scelta da Google sembra essere una classica ARM Mali G78.

Google Tensor + Pixel 6 e 6 Pro

L’utilizzo di due core ad altissime prestazioni dovrebbe garantire al chip Google delle performance di altissimo livello, tuttavia il risultato del benchmark sembra suggerire il contrario. Il punteggio ottenuto è di molto inferiore alla concorrenza sia in prestazioni single core che in multi core, nonostante sia stato confermato dai colleghi di XDA che configurazione e frequenze operative corrispondono a quelle del Pixel 6 Pro in possesso di una loro fonte. Non ci resta che attendere e verificare in prima persona (spoiler) una volta che lo smartphone sarà tra le nostre mani.

Tra le altre caratteristiche relative al chip Google Tensor confermate da XDA troviamo la presenza di un decoder hardware dedicato al codec Google AV1, questo permetterebbe ai Pixel di supportare video HEVC in 8K a 30fps o 4K a 120fps senza pesare troppo sulla CPU. Il chip sarà accompagnato da un modem 5G  Samsung Exynos 5123, supporterà il Wi-Fi 6E e verrà accoppiato a memorie LPDDR5 e UFS, nello specifico 12GB e 128GB nel modello di Pixel in possesso della fonte.

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