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iPhone 17: Foxcon accusata di sfruttamento per ultimarne la produzione

Il tuo iPhone 17 non è stato realizzato dalle persone più felici del mondo.

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Avatar di Andrea Maiellano

a cura di Andrea Maiellano

Author @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 26/09/2025 alle 15:58

La notizia in un minuto

  • La produzione degli iPhone 17 ha coinvolto violazioni sistematiche dei diritti dei lavoratori nelle fabbriche Foxconn cinesi, con oltre il 50% di lavoratori temporanei (cinque volte il limite legale) sottoposti a turni notturni e salari miseri
  • Apple era consapevole delle violazioni grazie al personale presente negli stabilimenti ma ha scelto di ignorare la situazione per non compromettere i tempi di produzione, diventando complice diretto dello sfruttamento
  • Nonostante i sacrifici umani, i nuovi iPhone 17 Pro presentano gravi problemi tecnici inclusi difetti strutturali dovuti al ritorno all'alluminio e il ritorno dell'"Antennagate" con problemi di ricezione cellulare

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La produzione degli iPhone 17 ha rivelato uno scenario preoccupante nelle fabbriche cinesi, dove migliaia di lavoratori hanno affrontato condizioni estreme per garantire il lancio puntuale dei nuovi dispositivi Apple. Secondo un rapporto di China Labor Watch, il periodo compreso tra marzo e settembre di quest'anno ha visto violazioni sistematiche dei diritti dei lavoratori presso gli stabilimenti Foxconn di Zhengzhou. La corsa contro il tempo per completare la produzione ha trasformato l'ambiente lavorativo in un sistema di sfruttamento che ha coinvolto oltre la metà della forza lavoro.

Un sistema di lavoro temporaneo fuori controllo

L'azienda taiwanese ha fatto massiccio ricorso a lavoratori temporanei, che hanno rappresentato oltre il 50% dell'intera forza lavoro durante il picco produttivo. Questa percentuale supera di cinque volte il limite legale stabilito dalla legislazione cinese, configurando una violazione sistematica delle normative locali. La strategia di Foxconn si è basata su una manodopera precaria e facilmente ricattabile, costretta ad accettare condizioni lavorative inaccettabili.

I turni notturni sono diventati la norma per questi dipendenti, pagati con salari miseri e spesso trattenuti per settimane intere. Il meccanismo perverso della struttura retributiva impediva ai lavoratori di dimettersi, poiché avrebbero perso completamente le settimane di lavoro già svolte.

Apple sapeva ma ha chiuso un occhio

Il coinvolgimento diretto di Apple nella vicenda emerge chiaramente dal rapporto di China Labor Watch. Personale della multinazionale di Cupertino era presente negli stabilimenti e aveva piena consapevolezza delle violazioni in corso, ma ha scelto di ignorare la situazione per non compromettere i tempi di produzione. Questa complicità diretta solleva interrogativi sulla reale volontà dell'azienda di rispettare gli standard etici che dichiara pubblicamente.

I dipendenti che hanno tentato di protestare hanno subito intimidazioni sistematiche, minacce di divulgazione di informazioni personali e sorveglianza costante. L'ambiente lavorativo si è trasformato in un regime di controllo totale per soffocare qualsiasi forma di dissenso.

La risposta di Apple

Di fronte alle accuse, Apple ha risposto, dichiarandosi "fermamente impegnata" nel rispetto dei diritti dei lavoratori e della condotta etica. L'azienda ha annunciato l'avvio di un'indagine interna presso lo stabilimento.

La situazione dell'iPhone 17 rappresenta un caso emblematico di come le pressioni commerciali possano violare il rispetto dei diritti umani.

Fonte dell'articolo: www.phonearena.com

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