Nel panorama degli occhiali smart, i Ray-Ban Meta stanno emergendo come una piattaforma sempre più versatile grazie all'apertura agli sviluppatori di terze parti annunciata da Meta pochi mesi fa. Al CES 2026, una startup ha dimostrato come questa strategia possa sbloccare applicazioni concrete nel campo dell'accessibilità, andando ben oltre le funzionalità standard integrate nel dispositivo. Il risultato è un sistema che combina visione artificiale e feedback aptico per tradurre comunicazione non verbale in impulsi tattili, aprendo nuove possibilità per persone con disabilità visive o neurodivergenti.
Hapware ha presentato Aleye, un braccialetto aptico che si sincronizza con gli occhiali smart di Meta per rilevare espressioni facciali e gesti della persona con cui si sta conversando. Il dispositivo è progettato per assistere utenti non vedenti, ipovedenti o con difficoltà nell'interpretazione dei segnali sociali, offrendo un canale di comunicazione altrimenti inaccessibile. L'architettura del sistema sfrutta le capacità di computer vision degli occhiali per trasmettere il flusso video a un'applicazione dedicata, dove un algoritmo analizza in tempo reale le espressioni del volto e i movimenti delle mani dell'interlocutore.
Dal punto di vista hardware, Aleye si presenta come un braccialetto di dimensioni consistenti dotato di attuatori aptici sulla superficie interna a contatto con il polso. Questi elementi vibrano secondo pattern specifici e personalizzabili, ciascuno corrispondente a un'espressione o gesto particolare. La progettazione dei pattern segue una logica intuitiva: un'espressione di sorpresa con la mascella che cade genera una sequenza vibratoria diversa da un saluto con la mano, che viene tradotto in vibrazioni laterali. Secondo Jack Walters, CEO di Hapware, nei test preliminari gli utenti sono riusciti ad apprendere diversi pattern nel giro di pochi minuti grazie a un sistema di training integrato nell'app.
Il Dr. Bryan Duarte, CTO di Hapware e non vedente dall'età di 18 anni in seguito a un incidente motociclistico, ha sottolineato i limiti delle funzionalità di accessibilità native di Meta AI. Il sistema Live AI degli occhiali, ad esempio, si limita a segnalare la presenza di una persona nel campo visivo senza fornire dettagli sulle espressioni facciali, e richiede prompt vocali continui per ottenere informazioni aggiuntive. La soluzione di Hapware supera questa limitazione offrendo un feedback continuo e discreto attraverso il canale tattile, meno invasivo rispetto alle notifiche audio durante una conversazione.
Sul fronte della personalizzazione, l'applicazione consente agli utenti di selezionare quali espressioni e gesti monitorare in base alle proprie esigenze, con un'interfaccia progettata per facilitare l'apprendimento dei diversi pattern vibratori. Questo approccio modulare permette di adattare il sistema a contesti comunicativi differenti, dal colloquio professionale alla conversazione informale.
Hapware ha aperto i pre-ordini per Aleye con due configurazioni: il braccialetto standalone a 359 dollari oppure un bundle a 637 dollari che include un anno di abbonamento al servizio app. È importante notare che l'abbonamento è obbligatorio per utilizzare il dispositivo e ha un costo di 29 dollari al mese dopo il primo anno. Gli occhiali Ray-Ban Meta non sono inclusi e vanno acquistati separatamente, rappresentando un investimento aggiuntivo per chi non li possiede già. Questa struttura di pricing solleva interrogativi sull'accessibilità economica di una tecnologia assistiva che potrebbe beneficiare proprio chi affronta già costi sanitari e assistenziali significativi.
L'iniziativa di Hapware dimostra come l'apertura dell'ecosistema Ray-Ban Meta agli sviluppatori stia già generando applicazioni innovative a pochi mesi dall'annuncio. Resta da vedere se Meta integrerà funzionalità simili direttamente nella piattaforma o se continuerà a favorire lo sviluppo di soluzioni di terze parti, un modello che potrebbe accelerare l'innovazione ma frammentare l'esperienza utente tra hardware proprietario, abbonamenti multipli e dispositivi aggiuntivi. L'evoluzione di questo segmento dipenderà anche dalla capacità dei produttori di rendere le tecnologie assistive economicamente sostenibili per gli utenti finali.