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Oppo Glow, come fa l’azienda a far brillare gli smartphone anti riflesso?

Le finiture delle scocche posteriori degli smartphone non sono mai state così originali come negli ultimi anni. Le tecniche di lavorazione del vetro hanno fatto incredibili passi da gigante e le colorazioni sgargianti, su cui alcuni produttori stanno puntando molto, sono sempre più uniche e particolari.

Oppo da alcuni anni sta sperimentando diversi modi di riflettere la luce e donare ai propri prodotti un impatto visivo che li distingua dall’enorme numero di smartphone disponibili sul mercato. Una delle ultime tecniche di rifinitura presentate si chiama Oppo Glow e permette anche agli smartphone con una scocca ruvida e anti riflesso di brillare in un arcobaleno di colori!

OPPO Find X3 Neo

L’effetto di luce Oppo Glow sulla scocca ha fatto la sua prima apparizione con la serie di successo Reno. Per essere precisi il primo smartphone in assoluto ad utilizzare questa colorazione cangiante è stato Reno4 5G, finitura che è poi stata ripresa nel principio e riadattata per Oppo Find X3 Neo.

Per l’Oppo Find X3 Neo, i designer Oppo hanno ideato un’esperienza estetica che ricorda la Via Lattea attraverso il nuovo processo Oppo Glow – un unico processo di vetro AG progettato da Oppo che fa brillare il telefono come se milioni di diamanti fossero incorporati nel vetro“.

L’uso di vetro anti-riflesso e opaco per evitare l’accumulo di impronte digitali ha spinto l’azienda a creare Oppo Glow: l’utilizzo di tali finiture, infatti, non permette agli smartphone di brillare con particolari effetti di luce, cosa a cui l’azienda non voleva rinunciare.

Poiché il vetro ruvido diffonde la luce piuttosto che rifletterla direttamente, l’aspetto finale è opaco in confronto al vetro normale. Da qui nasce la domanda: come può il vetro antiriflesso essere cristallino, in modo da poter continuare a brillare?

Oppo Find X3 Neo 5G ha una finitura davvero unica!
Oppo Finx x3 Neo Recensione

La ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie di Oppo nel campo hanno portato a una scoperta che poteva risolvere questo problema. I micro cristalli creati durante il processo di incisione che rende il vetro ruvido sono fondamentali per direzionare i fasci di luce che colpiscono il pannello. Le strutture cristalline che si trovano nel normale vetro anti-riflesso hanno una forma sferica non regolare, il che fa sì che la luce si rifranga in tutte le diverse direzioni. Questo rende la luce difficile da raccogliere e dà origine all’effetto opaco.

Sulla serie Oppo Reno4 le strutture di cristallo sono state progettate come piramidi esagonali e, poiché i bordi spigolosi delle strutture possono riflettere la luce, queste figure tridimensionali creano un effetto luminoso e scintillante. Portando quindi questa logica all’estremo e aumentando la superficie dei bordi riflettenti delle strutture di cristallo, il vetro anti-riflesso brilla più intensamente.

L’azienda e i suoi ingegneri si sono subito messi al lavoro e hanno sperimentato nell’arco di un mese oltre 30 diversi metodi di lavorazione del vetro prima di raggiungere la forma piramidale in grado di riflettere maggiormente la luce.

I tassi di rendimento del processo produttivo inizialmente si aggiravano attorno al 20% e la finitura non risultava uniforme in quanto non si riusciva a ricoprire l’area lavorata con un’uguale densità di cristalli.

Oppo Find X3 Neo sotto la lente di un microscopio
Oppo Find X3 Neo microscopio Glow

Come risolvere il problema? Partendo dalla fonte! Oppo ha sperimentato con dozzine di tipi di vetro diversi fino a scoprire che un materiale con maggiore quantità di magnesio e di potassio era perfetto per la finitura che l’azienda stava cercando per Find X3 Neo.

Risolto il problema del materiale, era tempo di capire come mai la densità dei cristalli non fosse uniforme. Il team ha impiegato oltre 3 mesi per trovare la formula di incisione ottimale, testando più di 30 soluzioni liquide diverse prima di arrivare a quella definitiva.

Durante i test, gli ingegneri di produzione hanno inoltre scoperto che il processo produttivo di questa nuova struttura cristallina ha severi requisiti di temperatura che deve essere controllata entro un intervallo di 1°C. Per ottenere un’alta precisione, Oppo ha testato oltre 100 temperature diverse prima di trovare quella ottimale.

Il team ha anche dovuto capire come immergere uniformemente il vetro liscio nella soluzione di incisione. Per questo è stato testato e ottimizzato l’angolo di versamento della soluzione, provando oltre 200 diverse inclinazioni. Durante ogni test l’angolo doveva essere meticolosamente misurato, con ogni variazione che aveva un effetto enorme sull’uniformità dei cristalli.

Trovato il giusto materiale, il processo produttivo migliore, l’angolo e le temperature perfette, è fatta! Giusto? Non proprio…

OPPO Find X3 Neo Glow

Un altro parametro da tenere in considerazione è il tempo di colata del liquido, che influisce pesantemente sulla dimensione e l’altezza dei cristalli. Attraverso innumerevoli test, gli ingegneri hanno scoperto che un tempo di 4 minuti dà origine ai cristalli con la migliore riflettività.

Spostandosi finalmente in produzione, Oppo ha dovuto risolvere un ultimo problema: il tempo per la realizzazione della finitura Oppo Glow di nuova generazione è di 2-3 volte superiore rispetto a quella precedente. Questo ha portato a problemi sul volume di smartphone che potevano essere prodotti.

In due settimane di prove, gli ingegneri sono stati in grado di ottimizzare la tecnica di produzione cambiando il layout della linea, così come il meccanismo delle pinze, ottenendo un aumento del tasso di rendimento dal 20% al 90%. Non solo è stata eguagliata l’efficienza della generazione precedente, ma addirittura è stata superata!

Ecco quindi la storia di com’è nata una delle finiture più iconiche che ad oggi si possono trovare sugli smartphone moderni, un’avventura piena di ostacoli che però Oppo ha saputo brillantemente superare!