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Qualcomm monopolista sui modem mobile? Denunciata negli USA

La Federal Trade Commission (FTC), l'ente federale per il commercio degli Stati Uniti, ha depositato una denuncia contro Qualcomm Inc. per l'uso di "tattiche anti competitive al fine di mantenere il monopolio" nella fornitura processori baseband (modem) usati negli smartphone e in altri prodotti consumer.

La FTC sostiene che Qualcomm abbia usato la sua posizione dominante come fornitore di alcuni modem per imporre condizioni di fornitura e di licenza onerose e anticoncorrenziali ai produttori di telefoni cellulari e, di conseguenza, indebolire concorrenti (Intel in primis).

qualcomm

Per l'azienda statunitense il business dei brevetti è importantissimo: nell'ultimo anno fiscale le licenze hanno pesato per 7,66 miliardi di dollari sul fatturato. Qualcomm detiene diversi brevetti essenziali inclusi negli standard di connettività. Si parla di brevetti FRAND, che devono essere concessi in licenza ad altre aziende con termini "equi, ragionevoli e non discriminatori".

Qualora le parti non raggiungessero un accordo, il titolare del brevetto dovrebbe fissare royalty ragionevoli in tribunale. Secondo l'FTC però Qualcomm avrebbe agito diversamente, minacciando d'interrompere la fornitura di modem ai produttori di smartphone, in modo da ottenere più introiti e altre condizioni di licenza favorevoli, che i produttori avrebbero altrimenti rifiutato.

A detta dell'ente federale per il commercio USA Qualcomm ha praticamente applicato una tassa sui produttori, danneggiando competizione e concorrenti. I maggiori costi sostenuti dalle aziende si sarebbero poi riversati sugli ignari consumatori.

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Qualcomm avrebbe inoltre estorto l'esclusività ad Apple in cambio di minori royalty sui brevetti. L'azienda avrebbe impedito alla casa di Cupertino di dotarsi di modem di altre aziende tra il 2011 e il 2016. Qualcomm, infatti, sapeva che se un concorrente avesse ottenuto i favori di Apple, sarebbe diventato un concorrente più forte.

L'accordo imposto da Qualcomm ad Apple potrebbe anche aver deciso (in parte) il futuro di una tecnologia, il WiMAX. "Gli obblighi di pagamento di Qualcomm erano condizionati, tra le altre cose, al fatto che Apple non vendesse o licenziasse uno smartphone con standard WiMAX, uno standard di quarta generazione sostenuto da Intel e osteggiato da Qualcomm", si legge nella denuncia dell'FTC.

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Qualcomm, dal canto suo, ha rigettato le accuse, a suo dire basate su una teoria legale fallace, senza supporto economico e idee errate sull'industria mobile. "La rappresentazione dei fatti offerta dalla FTC come base del caso è significativamente imperfetta", ha scritto Qualcomm in un comunicato. "In particolare, Qualcomm non ha mai trattenuto o minacciato di trattenere forniture di chip al fine di ottenere accordi a condizioni inique o irragionevole. La FTC si sbaglia".

Non è la prima volta che Qualcomm finisce nel mirino dei regolatori per le licenze. L'azienda è stata multata per 853 milioni in Corea del Sud a dicembre e nel 2015 per 975 milioni di dollari in Cina. La FTC ha chiesto al giudice di ordinare Qualcomm di cessare il proprio comportamento anti concorrenziale e intraprendere azioni per ripristinare condizioni di concorrenza eque.

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